
Considerazioni sparse post Sassuolo-Fiorentina (2-1)
Ai viola mancano due soldi per fare una lira.
- Se gennaio era stato il mese horribilis della squadra di Dionisi, febbraio pur iniziato con il disastroso 4-0 subito contro la Samp ha alla fine assunto un sapore molto dolce per i neroverdi, considerando il calendario e al netto dell'eliminazione dalla Coppa Italia contro la Juventus. Alla buona prova contro i bianconeri (graziati dall'autorete di Tressoldi), il Sassuolo ha fatto seguire un 2-2 persino stretto contro la Roma, la vittoria corsara a San Siro contro l'Inter e questo 2-1 casalingo contro la Fiorentina. Senza così tanti punti persi contro tante "piccole", forse gli emiliani avrebbero potuto dire a pieno titolo la loro per altri obiettivi di classifica;
- In una serata dove il pubblico viola, galvanizzato dall'ultima vittoria contro l'Atalanta, invade letteralmente Reggio Emilia, Italiano ci va pesante con le rotazioni in vista della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus. Torreira Bonaventura e Nico Gonzalez risparmiati, dentro dall'inizio un terzetto inedito a centrocampo con Amrabat-Maleh-Castrovilli. Ikoné dopo tante panchine è rilanciato dal primo minuto, per comporre l'attacco con Sottil e Piatek. Al fischio finale, si può dire che le scelte iniziali erano più che giuste, ma non sono state sufficientemente ripagate da una Fiorentina poco cinica e molto leggera in troppe situazioni;
- Gara divisa perfettamente in due: nel primo tempo la capacità del Sassuolo sia di ribaltare rapidamente il gioco, sia di uscire e costruire con ordine, non è schiacciante ma fa la differenza. Viola troppo spesso sorpresi in transizione con vari errori nelle marcature preventive, neroverdi abili sempre a trovare l'uomo in più. Non che la Fiorentina non costruisca, anzi, ma è il Sassuolo la squadra che crea pericoli nella prima mezz'ora, complici i ritmi troppo bassi dei gigliati. Solo dopo lo svantaggio, firmato dal "quasi-ex" Traoré , la Fiorentina alza l'asticella soprattutto grazie agli ispirati Castrovilli e Ikoné, ma rimbalza su un Consigli deluxe e rischia grosso in ripartenza;
- Il secondo tempo è tutto di marca gigliata, nel bene e nel male. Ikoné ricama tanto, ma Piatek spara ripetutamente a salve. Il Sassuolo, secondo un copione già visto a Firenze, perde molta brillantezza nella ripresa, non riesce a ripartire e inizia a subire la predominanza territoriale viola. Ma alla Fiorentina mancano due soldi per fare una lira, come dicevano ai tempi: tante, troppe imprecisioni nell'ultimo quarto di campo. Costeranno carissimo;
- La gara, bloccata fino agli ultimi minuti e con la Fiorentina rimasta in 10 per l'espulsione di Bonaventura, si smuove nel finale con le "pescate" dalla panchina di Italiano: Castrovilli innesca, Saponara (subentrato a Sottil) rifinisce e Arthur Cabral (subentrato a Piatek) insacca da due passi, per il suo primo gol in Serie A. Ma forte della superiorità numerica il Sassuolo rialza la testa e trova il 2-1 finale con un gol-fotocopia, dove Berardi da destra la mette dentro per Defrel, che brucia Martinez Quarta e insacca. La prova del difensore argentino è forse la peggiore fra quelle dei gigliati, con responsabilità pesanti su entrambe le reti subite, in malefica collaborazione con Odriozola in occasione del gol di Traoré. Berardi dispensa una partita di grandissima qualità, troppo spesso imprendibile per i difensori gigliati, e con lui proprio Traoré, che mette a referto un gol, una traversa e tanti duelli portati a casa. Da sponda viola, oltre alle sopracitate difficoltà nelle retrovie prove molto opache da parte di Sottil e Piatek, specie se raffrontate con le ultime uscite. Come detto, Italiano trova invece risposte positive nelle prestazioni di Ikoné e Castrovilli, nonché negli ingressi in campo di Saponara e Cabral. Ma la benedetta continuità di risultati continua ad esser una chimera.
(foto in evidenza: Eurosport)
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