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, 22 Febbraio 2022

Il Villarreal di Emery


Questa sera la Juventus torna in campo in Champions per provare a raggiungere quei quarti di finale che mancano ormai da tre anni. A testare i segnali di crescita della squadra di Allegri ci sarà il Villarreal, squadra solida, esperta e da anni ormai ampiamente a suo agio nei palcoscenici europei. Sottovalutare l'avversario sarebbe un errore imperdonabile: proviamo insieme a capire perché.


Dalle serie minori alla gloria europea

Il Villarreal nel giugno scorso ha conquistato l'Europa League, primo storico trionfo europeo della sua storia. Grazie a questo successo, il Submarino Amarillo si è garantito la partecipazione all'edizione '21-'22 della Champions League. Nella scorsa Liga invece, il percorso è stato più difficile: la squadra di Emery a fine stagione si è infatti classificata solo al settimo posto.

La conquista dell'Europa League, arrivata grazie alla vittoria nella finale di Danzica contro il Manchester United, è stata il culmine di una scalata che ha avuto inizio negli anni '90, quando l'imprenditore Fernando Roig rilevò la maggioranza delle quote del club. Dopo il cambio di proprietà, il Submarino, squadra espressione di una piccola cittadina di 50.000 abitanti nella Comunità Valenciana, è diventata una squadra che milita ormai stabilmente in Liga e che ha addirittura conquistato in questi anni ben 5 semifinali europee.

Prerogativa fondamentale della presidenza Roig è sempre stata quella della valorizzazione della cantera, tanto che nella squadra che ha conquistato l'Europa l'anno scorso molti calciatori importanti provenivano proprio dalle giovanili del club, tra cui Pau Torres, Dani Parejo e Manu Trigueiros.

In questa Liga la squadra di Emery, nonostante un avvio di stagione piuttosto lento, si trova adesso al settimo posto, a 3 punti di distanza dal Barcellona quarto. In questa fase della stagione Il Villarreal sta vivendo il suo momento di forma migliore anche se, come vedremo, qualche infortunio di troppo accorso nelle ultime giornate potrebbe intralciare la rincorsa alle posizioni alte della classifica.

Mercato invernale, infortuni e dubbi di formazione

Della formazione base che abbiamo preso in esame più avanti, sembra proprio che contro la Juventus non vedremo in campo il giocatore più forte e rappresentativo, Gerard Moreno. Lo spagnolo ha infatti subito un infortunio muscolare al soleo e sembra non potercela fare per la sfida contro i bianconeri, anche se le notizie sulle sue condizioni non sono cosi chiare e sappiamo che in queste situazioni spesso c'è anche parecchia pretattica. L'attaccante pronto a sostituirlo arriva direttamente dal mercato invernale ed è Giovanni Lo Celso, giocatore dotato di buona qualità e con un buon bagaglio di esperienza internazionale. L'ex Tottenham è già stato schierato in Liga da titolare nelle ultime partite e sta pian piano trovando fiducia e confidenza coi nuovi compagni.

Tanti dubbi poi riguarderanno anche la composizione del centrocampo. Ad oggi ci sentiamo di dare per titolari certi solo Dani Parejo nel ruolo di centrale di sinistra e Chukwueze come esterno destro. Per quanto riguarda l'altro centrale, Capoue, titolare inamovibile accanto a Parejo e già giustiziere dell'Atalanta nella fase a gironi, ha anche lui subito un infortunio muscolare, sul quale le notizie se possibile sono ancora meno chiare di quelle che circolano su Moreno. Se dovessimo giocarci 10 euro, a sensazione, scommetteremmo però di vedere il francese titolare martedì sera; in alternativa, Emery è pronto a schierare l'esperto Iborra. Per il ruolo di esterno sinistro invece, la scelta sarà tra Manu Trigueiros e Alberto Moreno.

Completano poi la lista degli infortunati (questa volta sicuri di non esserci martedì) Paco Alcacer e Francis Coquelin.

Sistemi di gioco

Sistema base: 4-4-2

Sistema in fase di costruzione: 3-2-4-1

Sistema in fase di sviluppo: 3-2-5

Sistema di gioco in fase di non possesso: 4-4-2

Formazione base (con tante incognite date dalla situazione degli infortunati): Rulli, Foyth, Albiol, Torres, Estupinan, Chukwueze, Parejo, Capoue, Trigueiros, Moreno, Danjuma.

Fase di possesso

In fase di costruzione il Villarreal alterna a seconda delle situazioni e dei momenti, l'uscita palla al piede e la soluzione diretta verso le punte. Ad una costruzione bassa di qualità contribuiscono principalmente in tre, cioè il portiere Rulli e i due centrali Albiol e Pau Torres. Quest'ultimo ha un piede sinistro molto educato ed è dotato anche di buona visione. Il terzino destro Foyth non partecipa attivamente a questa fase, mentre il terzino sinistro si alza velocemente sulla linea dei centrocampisti. Proprio questo movimento, molto utilizzato quando il Villareal ha il possesso sulla propria trequarti e cerca di superare la prima pressione avversaria, è facilitato se non addirittura "chiamato" dal movimento dell'esterno sinistro alto, che taglia in mezzo al campo lasciando appunto molto campo per la corsa offensiva del terzino.

Il movimento dell'esterno sinistro viene effettuato proprio di sistema, a prescindere da chi poi effettivamente viene schierato in quel ruolo. Trigueiros lo fa bene e forse più naturalmente perché venendo in mezzo al campo può usare il piede forte (il destro), ma anche quando gioca Alberto Moreno, mancino naturale, questo movimento viene cercato con frequenza.

Dicevamo prima dell'altra opzione utilizzata per superare la prima linea avversaria, il lancio diretto. In queste situazioni in realtà si cerca la testa di Capoue, che si alza in linea con gli attaccanti che sono poi pronti ad occupare velocemente lo spazio alle spalle del francese.

In fase di sviluppo, la squadra di Emery nella grande maggioranza delle situazioni lascia 3 uomini dietro (i due centrali e il terzino destro) e i due centrali di centrocampo abbastanza bloccati. Schierati in questo modo, riescono a gestire abbastanza tranquillamente le situazioni di transizione difensiva, quando cioè gli uomini offensivi perdono palla e la squadra deve tornare velocemente a fare la fase di non possesso. Gli altri 5 uomini si posizionano, come vediamo nelle immagini sopra, con un 4-1. Il terzino sinistro è a tutti gli effetti una delle armi offensive della squadra.

Sul lato destro invece, l'esterno lavora con i piedi sulla linea laterale e obiettivo della squadra è isolarlo per l' 1vs1. Chukwueze ha grande velocità, punta volentieri l'avversario e può andare indifferentemente sul fondo o rientrare sul piede forte. Lui, Gerard Moreno e Danjuma sono gli uomini più dotati tecnicamente e sono loro che garantiscono imprevedibilità e qualità alla squadra.

In fase di transizione offensiva, il Villarreal non ricerca sistematicamente la ripartenza veloce, ma se c'è la possibilità non la disdegna, anche perché in squadra ha giocatori che in progressione possono fare male. Ne sa qualcosa l'Atalanta, che proprio a causa di una palla persa sulla trequarti ha subito il gol di Danjuma che è stato decisivo per l'eliminazione dalla Champions.

Fase di non possesso

La prima pressione del Villarreal non è altissima. Il Submarino preferisce attendere l'avversario più o meno all'altezza della trequarti. Quando la situazione di gioco porta i 4 giocatori offensivi ad alzare il pressing, i due centrali di centrocampo, proprio per le loro caratteristiche, si alzano "malvolentieri", o comunque provano a farlo ma mostrano di non essere a loro agio. Muovere Parejo e Capoue, farli lavorare in verticale e non in linea, è sicuramente una situazione che la Juventus dovrà ricercare per togliere alcune certezze alla squadra di Emery e per trovare più spazio per sviluppare l'azione.

Quando la squadra si dispone dietro la linea della palla per la fase di non possesso, lo schieramento è quello di un classico 4-4-2 che ha caratteristiche molto marcate: grande compattezza, poca distanza tra i reparti e esterni che stringono molto all'interno del campo. I due centrocampisti centrali lavorano in linea. Se nella squadra avversaria è presente un trequartista, non viene seguito a uomo ma è proprio lo stesso schieramento corto e compatto che funge da argine alla sua azione. È complicatissimo attaccare questo sistema, proprio per il poco spazio disponibile.

Quando la squadra avversaria lavora sulle corsie laterali, grazie a questa disposizione il Villarreal riesce a usare gli esterni alti per aiutare il terzino e raddoppiare sull'ala nemica. In questa particolare situazione di gioco, quando cioè il terzino esce forte sull'esterno avversario, il difensore centrale più vicino "scappa" all'indietro per difendere l'area. In questo modo, si crea tanto spazio tra loro e sarà il centrocampista più vicino a doverlo occupare e difendere.

Punti di debolezza

Se disposti in questo modo, corti, compatti e stretti, attaccare il Villarreal è veramente difficile. Ci vuole la giocata individuale per saltare una linea o un ottimo lavoro sulle fasce, ma creare superiorità in quella parte del campo non è semplice. Un'idea potrebbe essere costringere la squadra ad alzare il baricentro, partendo dal basso e rischiando qualcosa nella propria trequarti. La Juve non è proprio campionessa di uscita dal basso, l'auspicio è che non finisca come nei primi minuti di Oporto. Altro modo per creare pericoli sarebbe cercare una transizione offensiva immediata una volta recuperata palla, così da non far schierare i ragazzi di Emery ed avere cosi più spazio per giocare. I due centrali di centrocampo, esperti e tecnici, sono però poco dinamici e andrebbero portati fuori dalla loro confort zone per metterne in luce i limiti.

Il Villarreal è una squadra tosta e difficilissima da attaccare. Ha esperienza europea e un allenatore che nelle Coppe si esalta. Dall'urna poteva certamente uscire un avversario peggiore, ma sottovalutare il Submarino Amarillo potrebbe essere pericolosissimo.

Questa sera avremo le prime risposte. Intanto, come sempre, buona Champions a tutti.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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