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, 21 Febbraio 2022

Considerazioni sparse post Cagliari-Napoli (1-1)


Osimhen salva in parte un risultato che non nasconde una partita pessima da parte del Napoli, venuto meno nel momento più importante della stagione.


- Da Cagliari ci si allinea ai restanti campi della Serie A, dove ancora una volta Davide ferma Golia e il Cagliari interrompe i sogni di gloria di un Napoli troppo brutto per essere vero;

- È la squadra di Mazzarri quella che ha più da rammaricarsi per il risultato: la sua squadra ha manifestato una superiorità pressoché totale sul piano fisico, vincendo tutti i duelli individuali e riuscendo ad asfissiare sul nascere le possibili ripartenze azzurre. Nella ripresa poi il Cagliari fa anche meglio, trovando il gol e andando vicinissimo al secondo, che avrebbe chiuso la contesa;

- Che la partita per il Napoli nascondesse più insidie del previsto era chiaro già leggendo la lista dei convocati verso Cagliari: davvero tanti i calciatori assenti fra gli azzurri, costringendo Spalletti a dar sfoggio della sua inventiva con un inedito 3-5-2. Tuttavia questo non può rappresentare un alibi: l'approccio, in primis mentale, alla gara è stato decisamente sbagliato, consegnandosi a un Cagliari più voglioso di far punti preziosi in chiave salvezza;

- Non è un caso che il pareggio sia arrivato con l'ingresso di Osimhen, un centravanti a volte ancora grezzo magari, ma con la forza e la voglia dei ventenni che vogliono spaccare il mondo in ogni occasione. Il suo gol, di pura prepotenza e caparbietà, salva quantomeno il risultato;

- Ospina commette l'errore che stava risultando fatale, ma sarebbe scorretto addossargli le colpe della gara (anche perché poi ha avuto occasione per riscattarsi), visto che tutto il reparto centrale è stato sovrastato dai colleghi in rossoblù. Menzione negativa anche per Malcuit, per il quale si fa fatica a capire come possa giocare in Serie A. Nel Cagliari buonissima gara degli esterni, mentre in mezzo Deiola e Baselli hanno sovrastato Demme ed Elmas. A Joao Pedro è mancato solo il gol, ma anche oggi si è dimostrato centro tecnico ed emotivo della squadra.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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