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Assassinio sul Nilo

Considerazioni sparse post "Assassinio sul Nilo" di Kenneth Branagh


Arriva il secondo capitolo delle avventure cinematografiche dell’Hercule Poirot di Kenneth Branagh e conferma le buone impressioni del primo.


- Dopo Assassinio sull’Orient Express, Hercule Poirot torna con un nuovo mistero da risolvere sulle sponde del Nilo. Rispetto al capitolo precedente, questo film ha meno mordente a livello di trama, il mistero si svela abbastanza presto agli occhi dello spettatore e anche chi non conosce già il finale del famosissimo romanzo di Agatha Christie non ha grossi problemi a risolvere il caso. A sopperire però alla mancanza di forte tensione offerta dalla trama c’è l’ambientazione spettacolare egiziana, le piramidi, lo strepitoso tempio di Abu Simbel e il suggestivo Karnak su cui si svolge la sanguinosa crociera sul Nilo. La cornice è favolosa, la storia va avanti a buon ritmo, anche se con qualche passaggio prevedibile, ma l’insieme risulta molto godibile;

- A far fare il salto di qualità al film è l’eccezionalità del cast. Kenneth Branagh si conferma pazzesco nei panni del geniale Poirot, ma è soprattutto il cast femminile a fare la differenza. Gal Gadot brilla di luce propria nei panni della principesca Lady Ridgeway, ma la menzione d’onore va a Emma Mackey, che interpreta il ruolo della fanciulla sedotta e abbandonata, salvo poi svelare la propria mente diabolica. Per la giovane attrice francese si trattava del primo grande ruolo dopo lo straordinario successo ottenuto nei panni di Maeve nella serie Netflix Sex Education e ha superato la prova brillantemente. Nonostante si riveli essere la cattiva della storia, e lo si capisce abbastanza presto, non riusciamo mai a condannarla, anzi finiamo per empatizzare con lei, scaricando la colpa sul cinico Armie Hammer, anche lui impeccabile nel ruolo dell’amante ingannatore;

- Il triangolo che si crea tra Emma Mackey, Armie Hammer e Gal Gadot è ciò che domina il film, molto più dell’indagine di Poirot e delle sue doti investigative. Questo perché il grande tema di Assassinio sul Nilo è l’amore, declinato in ogni sua sfumatura. L’amore nella sua ingenuità, quello di Linnet, nella sua ossessione, quello di Jacqueline, e nella sua spietatezza, quello di Simon. Ma c’è anche l’amore dell’amicizia, quella tra Hercule e Bouc, la cui morte fa sostanzialmente da spinta propulsoria all’indagine di un compassato Poirot. L’amore assume però quasi sempre una sfumatura tragica, perché nessuno alla fine riesce a coronarlo, tranne la madrina di Linnet, Marie Van Schuyler, e la sua amata Signora Bowers. Alla fine, però, c’è la luce, c’è Poirot che si reca da Salome e tutto lascia intendere che tra i due possa scattare qualcosa e che l’amore, nonostante tutto, possa trionfare;

- Assassinio sul Nilo si pone come un’opera intermedia, che lascia presagire che le avventure di Poirot siano tutt’altro che finite. Ancora non è chiaro se Branagh porterà nuovamente sul grande schermo il famoso detective nato dalla penna di Agatha Christie, ma la speranza è quella di trovarsi davanti agli albori di un Poirot-verso o di un Christie-verso, scegliete il nome che più vi piace, che presenta tantissimi aspetti da approfondire. Branagh infatti non si è limitato a portare in scena l’abilità di Poirot, ma ha voluto scandagliare la sua umanità. Cosa c’è dietro al brillante detective? Quali sono i tormenti di una mente geniale? Ne abbiamo avuto un assaggio in Assassinio sul Nilo, abbiamo iniziato a conoscere i lati oscuri e tortuosi dell’abile investigatore. Questo lavoro però, merita di essere approfondito;

- Chiosa finale sulla straordinaria abilità di Kenneth Branagh, che anche quando decide di arrendersi al cinema commerciale, lo fa in un modo molto autoriale. L’attore e regista britannico si conferma una personalità estremamente eclettica, capace di sfornare allo stesso tempo due film agli opposti come Assassinio sul Nilo e Belfast, candidato agli Oscar nella categoria Miglior Film. Branagh rappresenta la perfetta sintesi tra cinema commerciale e d’autore, la convivenza di due anime che troppo spesso vengono messe in contrapposizione e che invece possono benissimo convivere.

  • Romano, vivo di calcio e di citazioni pop. Musica, cinema, arte e letteratura, ancora meglio se tutto insieme. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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