
Considerazioni sparse post Udinese-Lazio (1-1)
Un punto che vale per entrambe più di quello che si pensa.
- Al tifoso laziale, dopo i primi 15-20 minuti, è immediatamente apparso George Romero in uno dei suoi noti horror movie. Il gol dei friulani pareva aver aperto quelle voragini emotive di ciascuno che già pensava alla più classica delle sconfitte viste nella prima parte della stagione. Nonostante le assenze già annunciate e quella di Pedro dopo pochissimo, la Lazio, invece, dimostra un'evidente crescita. Soprattutto mentale. Tanto che prende il possesso del campo e con Felipe Anderson raggiunge il pareggio a poco dal fischio finale del primo tempo;
- Trascorso il canonico quarto d'ora concesso per il più noto the caldo nel ventre del Friuli (rectius: Dacia Arena) gli 11 - perché se si vedeva la panchina di questi numeri possiamo parlare di effettivi schierabili - di Sarri riprendono il canovaccio e lo ampliano non concedendo all'Udinese nulla se non sporadiche folate dovute più a iniziative individuali che ad azioni corali. Di contro, la coralità e, soprattutto, il dinamico duo Milinkovic - Anderson (Felipe e non il baffuto Andrè entrato nel secondo tempo), senza dimenticare un pestatissimo Zaccagni, permette alla Lazio di rischiare di andare in vantaggio più volte. Non riusciendoci. Così rischiando, nel finale, di essere beffata dai bianconeri che colgono un'incredibile traversa. X in schedina e tutti a casa. A pensare al Porto;
- Un punto va dedicato alla tenuta mentale e fisica della Lazio. Sarri, dopo Porto, aveva ripetuto "Udine" nell'intervista post partita almeno dieci volte. Il segnale era chiaro. La paura del tracollo post Coppa UEFA era dietro l'angolo... ed invece la crescita c'è. Di gioco e di testa. Forse la cosa più importante portata via dalla terra friulana;
- Lato Lazio, benissimo Anderson e Savic. Zaccagni sempre sul pezzo. Difesa concentrata. Strakosha reattivo. Cabral parrebbe essere tecnicamente e fisicamente interessante e sembrerebbe calarsi nel gioco di Sarri con facilità. Ogni condizionale usato è doveroso. Sarri può ritenersi soddisfatto perché la prestazione continua ad essere costante e continua. Il risultato, come noto, non sempre la segue;
- Lato Udinese. La voglia di tirarsi via da quel pantano è evidente. Il tasso tecnico della squadra non è degno di quella posizione. Beto in ombra. Delofeu segna ed è pericoloso, ma va solo a fiammate. Becao preciso, puntuale anche se sempre ai margini del regolamento. Cioffi deve poter guardare il futuro con serenità visto anche il ritorno di Pereyra.
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