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, 20 Febbraio 2022

Considerazioni sparse post Inter-Sassuolo (0-2)


Un’Inter superficiale e scialba perde la gara che non doveva perdere.


- A San Siro l'Inter si gioca il sorpasso sui cugini (con una gara in meno) dopo il loro passo falso di ieri sera, mentre il Sassuolo non si pone limiti se non quello di misurare la qualità dei suoi ragazzi terribili. Esce una partita senza senso tattico, preparata malissimo da Inzaghi ed eseguita peggio, senza spartito ma solo legata a fiammate emotive. Il Sassuolo vince giustamente con un Consigli sugli scudi;

- Inzaghi commette il vero primo imperdonabile passo falso della stagione. Prepara malissimo la gara bloccando Barella in un ruolo non suo e affidandosi a Dimarco e Gagliardini che oggi sono disastrosi. Handanovic come ormai d'abitudine prende un goal assolutamente incomprensibile. Lautaro e Sanchez sono inesistenti ma non c'è un solo giocatore, tolto Skriniar, a salvarsi. Nella ripresa, quando sarebbero servite calma e sangue freddo, Inzaghi butta dentro gente a casa, consegnando i suoi a vampate emotive. La condizione fisica, come se non bastasse, latita in maniera preoccupante;

- Sassuolo che fa tutto quello che deve fare: giocare un calcio essenziale e veloce approfittando dell'atteggiamento assolutamente insensato esibito dall'Inter. Un Consigli in formato Buffon stoppa le numerose occasioni dei nerazzurri. Traorè è incontenibile. Berardi il regista della squadra. Lopez non si stanca mai;

- Inter disastrosa che non ha neanche la forza di osservarsi con sincerità. In un periodo di evidente calo fisico avrebbe dovuto aspettare il Sassuolo giocando di ripartenza, data anche l'assenza di Brozovic. Gioca invece una partita di una superficialità inaccettabile. Il goal di testa da Scamacca, marcato dalla sua ombra è esemplificativo dell'approccio mentale dei nerazzurri. La mancanza di goal là davanti è preoccupante a livelli molto alti;

- Inaccettabile un atteggiamento del genere nella gara che avrebbe permesso di risorpassare il Milan con una partita da recuperare, dando una zampata di carattere ad avversari e campionato. Inzaghi deve recuperare i suoi e lavorare sulla condizione fisica. Un atteggiamento del genere non è accettabile ma si è già visto nella storia laziale del tecnico. Oggi non si salva niente e ci si arrabbia molto.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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