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, 20 Febbraio 2022

Considerazioni sparse post Fiorentina-Atalanta (1-0)


Terza vittoria stagionale su tre gare per la squadra di Italiano contro i bergamaschi: la Viola sempre più bestia nera per Gasperini.


- L'Atalanta è sempre più una ridotta chiamata a resistere a mille assalti. In totale emergenza infortuni, alla quinta partita in 14 giorni, la Dea si presenta a Firenze da imbattuta in trasferta ma praticamente senza punte, e con tre primavera tra i nove giocatori in panchina. Di contro, la Fiorentina (tornata a vincere in campionato, con qualche patema, contro lo Spezia) sin dai primi minuti sembra tornata la squadra in fiducia e propositiva vista in tutta la prima metà di stagione. Ne esce da subito una partita dove i Viola sono dominanti, ma l'Atalanta rimane un osso durissimo da affrontare nella propria metà campo, con duelli sistematici talvolta perfino troppo ruvidi;

- Da subito, è la gara della catena destra gigliata, la gara di Nico Gonzalez e Odriozola. Fonti inesauribili di gioco per la Fiorentina, il primo è l'unico realmente capace di rispondere ai duelli dei bergamaschi, il secondo è sempre più un giocatore chiave per i viola con la sua capacità di attaccare gli spazi e creare la superiorità numerica. E se nel primo tempo, tutto sommato ben gestito dall'Atalanta, gli unici squilli di tromba viola vengono dal lato opposto su sporadiche iniziative personali di Sottil, il gol-partita è un capolavoro di calcio confezionato dai due acquisti dell'estate;

- La firma finale è di Piatek, al quinto centro in sei presenze con la maglia della Fiorentina. Sembrava una partita difficile la sua, sovrastato dalla marcatura di Demiral e per larghi tratti di gara quasi in imbarazzo spalle alla porta. Eppure il polacco offre ai viola la cosa più preziosa del suo bagaglio: il killer-istinct in area di rigore. Novello Gilardino, riappare d'improvviso davanti a Musso per trasformare in gol l'unica palla per lui giocabile ricevuta, recapitatagli con un delizioso esterno da Gonzalez. Terzo gol segnato all'Atalanta in dieci giorni;

- La nota stonata in casa viola può esser una sola, cruccio sistematico di tante gare dei toscani: la difficoltà nel far scaturire palle-gol da uno schiacciante dominio territoriale, con il rischio di esporsi a pericolosi sbandamenti. Alla fine, nel primo tempo la palla più ghiotta la trova l'Atalanta con Koopmaiers (bravo Dragowski in uscita), mentre poco dopo il vantaggio c'è il brivido del pari di Malinovskyi, annullato per fuorigioco (che costa anche l'espulsione di Gasperini). I viola concedono raramente imbucate sulle palle laterali, ma continuano a soffrirle tremendamente. Ma alla fine, quando il pallino del gioco passa alla Dea chiamata alla rimonta, subiscono pochissimo gestendo bene il finale di sofferenza. A livello di prestazioni individuali, rimane ancora oscuro il rendimento di Castrovilli ancora lanciato dal primo minuto, mentre in tema di scelte azzeccate di Italiano, spicca la nuova prova positiva di Igor (preferito ancora a Quarta), prezioso in fase di costruzione tanto quanto in fase difensiva;

- L'Atalanta dà segnali di essere una squadra che arranca. Fa tutto quello che può con quello che gli rimane, ma la coperta ora sembra davvero esser troppo corta. In campionato non vince da più di un mese, e la sconfitta di oggi significa per Gasperini riavere proprio la Fiorentina a -2, e a rilanciarla persino per la lotta Champions. Italiano, anche oggi addetto ai siparietti e finito in maniche corte al novantesimo, predica calma ai microfoni ma con la convinzione che il periodo difficile dei suoi è alle spalle. Di Europa non si parla, ma nell'aria c'è profumo di ambizioni.

(foto in evidenza: Eurosport)

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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