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Considerazioni sparse post Barcellona-Napoli (1-1)


Il Napoli esce dal Camp Nou con un buon pari, un'infermeria riempitasi di botto e qualche rimpianto per non aver osato di più. Il Barcellona, dal canto suo, scopre quanto possa essere difficile far gol alla squadra di Spalletti.


- Il Napoli rinuncia a una sua prerogativa, quella del possesso del pallone lasciato per lo più al Barcellona, difendendo con un blocco basso e ben strutturato (la scelta di Juan Jesus come terzino sinistro lasciava intuire il piano gara) provando a ripartire sfruttando la profondità di Osimhen e il piede preciso di Fabian Ruiz per innescarlo. Un piano che ha dato i suoi frutti: nel primo tempo gli azzurri hanno concesso davvero poco, trovando il gol con Zielinski al termine di una veloce ripartenza. Al riposo il Napoli è meritatamente avanti;

- Forse anche a causa degli infortuni della vigilia (assenti Politano e il fondamentale Lobotka) che hanno impoverito le scelte a disposizione in panchina, al Napoli nel secondo tempo è mancato il coraggio di osare qualcosa in più per chiudere la partita, in un deja-vu della partita di sabato con l'Inter. E come accaduto sabato, nella ripresa gli avversari hanno trovato spazi e coraggio, mettendo alle corde il Napoli. Pareggio tutto sommato giusto, vista anche la sofferenza patita nel finale;

- Sofferenza e pareggio che hanno lo stesso volto, quello di Ferran Torres: il giovane ex Manchester City è senza dubbio il migliore dei suoi, anzi l'unico coi suoi movimenti a mettere in affanno costante la retroguardia azzurra (che invece ha avuto vita ben più semplice contro gli spenti Aubameyang e Traoré). Peccato però che di fronte a Meret sia stato particolarmente impreciso, graziando in più di un'occasione il portiere friulano;

- Nel Napoli fanno un figurone Fabian Ruiz e Anguissa, di gran lunga i migliori in campo. Al solito, Koulibaly è in grado, già solo con la sua presenza, di dare sicurezza a tutto il reparto, mentre Osimhen lotta per la maggior parte del tempo, specie nella seconda frazione, contro i mulini a vento. Sfortunatissimo (ma anche poco furbo) Juan Jesus, autore di una buonissima prova ma, purtroppo per lui, protagonista in negativo in occasione del pari;

- Tutto rimandato ai 90 minuti del Maradona, in programma fra una settimana, dove ad attenderci ci sarà ben altra partita: il Napoli, dopo aver perso Lozano, Politano e Lobotka, perde anche Anguissa, restando con gli uomini contati in mezzo e probabilmente meno possibilità per Spalletti di estrarre un provvidenzale coniglio dal cilindro per sparigliare le carte. Carte fra le quali Xavi spera di pescare il jolly tanto mancato oggi: il suo Barcellona è certamente altra squadra rispetto alla versione horror vista sotto la gestione Koeman, e i nuovi acquisti hanno saputo cambiare volto e perfezionare la manovra; tuttavia segnare a una squadra rognosa come il Napoli si è rivelato ben più ostico del previsto.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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Un estratto dell'articolo su Maurizio Zamparini che trovate nel nostro magazine.
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