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, 15 Febbraio 2022

Il Liverpool di Klopp


L'Inter è tornata a qualificarsi per gli ottavi di Champions dopo un’assenza durata ben 10 anni. Purtroppo però, dall’urna di Nyon è uscito un avversario dannatamente complicato. Il Liverpool è una delle squadre migliori del mondo e tra le favorite per la conquista del trofeo. Proviamo a conoscere meglio il sistema di Klopp dal punto di vista tattico, mettendone in luce pregi e difetti (pochissimi, ve lo anticipiamo).


Sistemi di gioco

Sistema base: 4-3-3

Sistema di gioco in fase di costruzione: 2-1-4-3

Sistema di gioco in fase di sviluppo: 2-4-4/ 2-3-5

Sistema di gioco in fase difensiva: 4-1-2-3

Formazione base: Allisson, Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Henderson, Fabinho, Thiago; Salah, Jota, Manè.

Fase di possesso

Divideremo la fase di possesso in tre sottofasi. La prima, la fase di costruzione, è l’insieme di azioni atte ad oltrepassare la prima linea di pressione; la seconda è la fase di sviluppo, cosa fa cioè la squadra una volta saltata questo primo pressing; la terza, la fase di finalizzazione, è il modo in cui si attacca la difesa avversaria con la palla.

Fase di costruzione

Il Liverpool in questa fase si affida principalmente a due soluzioni. La prima, e la più usata, è la costruzione con palla bassa. Allisson come sappiamo ha ottime capacità di gioco coi piedi, e anche i due centrali, in particolare Van Dijk, non hanno paura di impostare prendendosi anche qualche rischio ragionato. In questa particolare situazione di gioco, spesso entrambi i terzini non partecipano attivamente alla costruzione ma si alzano velocemente sulla linea dei centrocampisti, lasciando "soli" i due difensori centrali e creando spazio: sarà poi uno dei due interni di centrocampo (quando gioca Thiago lo fa quasi sempre lui) che verrà a prendere palla per cominciare l'azione con più qualità.

L'alternativa per superare il pressing alto degli avversari è il lancio diretto per una delle tre punte. È quasi esclusivamente Van Dijk a provare questa soluzione, cercando indifferentemente uno dei giocatori offensivi, che hanno caratteristiche simili e sono abilissimi nell'attacco della profondità. Se il lancio è fatto nel modo giusto, e gli attaccanti riescono a prendere un paio di metri di vantaggio ai propri marcatori, poi diventa quasi impossibile rimediare e si crea una chiara occasione da gol.

Fase di sviluppo

Quando il Liverpool supera la prima pressione, le soluzioni che ha a disposizione sono molteplici. Quello che salta maggiormente all'occhio è il movimento di Trent Alexander-Arnold. Klopp lo conosce bene e sa che per visione e tecnica è addirittura meglio di tanti centrocampisti, e quindi lo prova a portare in zona più centrale per sfruttare al meglio le sue doti. Per fare questo, quando l'azione si sviluppa dal lato opposto (sinistra), Trent viene in mezzo al campo per ricevere palla e per impostare l'azione con una qualità spesso decisiva.

Rimaniamo sui movimenti dei terzini. Quando l'azione è sul loro lato (lato forte), Alexander Arnold e Robertson sono ovviamente, vista la loro qualità, parti attive e determinanti della manovra offensiva. Non ha più senso definirli terzini, visto che spesso operano sulla linea degli attaccanti e sono la prima opzione per attaccare la difesa, con o senza palla. Oltre a uno di loro due (quello sul lato forte), sulla questa stessa linea va a posizionarsi quasi scientificamente la mezz'ala opposta, creando di fatto una linea di 5 attaccanti che tiene la difesa avversaria sotto pressione continua.

Altro metodo per arrivare al cross o alla conclusione è la ricerca del "triangolo", soprattutto dalla parte di Salah e TAA. L'egiziano in fase offensiva ha quasi sempre i piedi sulla linea laterale; questo principalmente per permettere alla mezz'ala o al terzino di inserirsi nello spazio libero, o anche per poter lui stesso avere più campo quando prova l'uno contro uno. L'ampiezza è una caratteristica fondamentale della squadra di Klopp. Caratteristica utilissima per creare delle "corsie" che possono e devono essere sfruttate dalle mezze ali.

Per questo motivo, l'unico dubbio che abbiamo riguardo all'undici che vedremo contro l'Inter riguarda la presenza o meno di Thiago, non tanto per il valore dello spagnolo, ma proprio perché in questo sistema i movimenti richiesti agli interni di centrocampo non sono proprio i suoi. Le alternative non mancano, anzi. Jones, Keita, Milner, Chamberlein e anche il giovane Elliot hanno tutti maggiori capacità di inserimento senza palla. Vedremo quindi le scelte del tecnico tedesco.

Fase di finalizzazione

In generale la squadra di Klopp non fa del possesso palla continuo una sua prerogativa. Sia coi difensori sia coi centrocampisti l'obiettivo è quello di far arrivare la palla sugli esterni il prima possibile e nel modo più pericoloso.

Soprattutto con la difesa avversaria schierata, una delle armi più letali al mondo è far giocare l' 1 vs 1 a Salah e Manè, e spesso l'obiettivo è crearne le condizioni adatte, "isolandoli" come si usa nel basket.

Dicevamo delle corsie laterali. Dai terzini, che non necessariamente si spingono sul fondo ma che operano dalla trequarti, arrivano spesso cross invitanti, che trovano sempre l'area piena sia di attaccanti sia di mezze ali (ricordate l'inserimento di Wijnaldum nella rimonta contro il Barca?). Il tiro da fuori poi è un'altra opzione, che il Liverpool non cerca sistematicamente ma che può essere un'arma utile quando trovano difficoltà nell'attacco alla difesa schierata; in questo fondamentale eccellono soprattutto Trent Alexander Arnold e Salah.

Transizioni offensive

Un altro modo in cui il Liverpool si rende pericoloso in zona gol è sicuramente quello delle transizioni offensive, cioè quelle azioni immediatamente successive alla riconquista della palla. I Reds infatti, una volta tornati in possesso, hanno come prima opzione quella di ripartire velocemente per prendere in velocità le difese avversarie.

Pensate alle caratteristiche dei tre davanti: sarebbe un delitto non sfruttarli in velocità e in campo aperto. Salah e Manè soprattutto, quando il Liverpool non è in possesso della palla, si mettono in posizioni di smarcamenti preventivi che li portano ad essere, una volta che i centrocampisti recuperano palla, già in vantaggio "mentale" rispetto al difensore. Ma la ripartenza in contropiede non è solo compito loro: spesso i primi a scappare in avanti sono proprio i terzini, instancabili, che danno altre soluzioni di qualità sia nello spazio sia per ricevere palla sui piedi.

Fase di non possesso

Per quanto riguarda la prima azione difensiva, il Liverpool non sempre si alza alto a pressare la costruzione avversaria. O meglio, forse sono le altre squadre che conoscendo le caratteristiche dei tre offensivi Reds non ci provano neanche a iniziare l'azione dal basso. La prima pressione viene più spesso portata sulla trequarti: Salah, Manè e Jota si mettono in linea lasciando solo gli scarichi orizzontali, cercando di bloccare quelli verticali. Quando la palla arriva al play rivale, una delle due mezze ali (Henderson principalmente) si alza in pressing aggressivo in tandem con la punta centrale (Jota). Ovviamente, come abbiamo detto prima, Salah e Manè in queste situazioni sono avvoltoi in attesa della preda (smarcamenti preventivi).

A centrocampo, ruolo chiave in fase difensiva è quello del vertice basso, il più delle volte Fabinho. Il brasiliano è un giocatore di intelligenza superiore; detta i tempi del pressing come pochi altri al mondo, lavora come sentinella alle spalle delle mezze ali per evitare passaggi filtranti, aiuta la difesa riempiendo la propria area nelle situazioni di pericolo e, soprattutto, è un vero maestro nell'aggredire in avanti quando i compagni perdono palla in zona offensiva. Il Liverpool infatti, da quando c'è Klopp al timone, in fase di transizione difensiva non scappa all'indietro ma resta alto. Per farlo in modo efficace tutti devono avere tempi perfetti, perché l'errore spesso porta a ripartenze molto pericolose. In questo fondamentale, il brasiliano al top della forma è allo stesso livello di pochi altri al mondo (Casemiro e Rodri in particolare).

L'atteggiamento della linea difensiva quando è attaccata è quello di rimanere in linea, e con il terzino opposto che fa una diagonale molto stretta scegliendo di lasciarsi l'esterno offensivo alle spalle. In tali situazioni, poche volte i terzini posso contare sul supporto di Manè e Salah. L'egiziano, a dire il vero, non rienra quasi mai perché come abbiamo visto rimane alto in attesa della ripartenza. Il senegalese invece, in alcune partite, si spende molto anche in fase difensiva arrivando a supportare Robertson anche con raddoppi, ma a dire il vero il più delle volte il Liverpool sceglie di difendersi in 7 uomini con tutti i rischi (e i vantaggi) del caso.

Punti di debolezza

In questa analisi tattica abbiamo evidenziato in prevalenza i punti di forza dei Reds. Ma noi dobbiamo e vogliamo capire anche quali sono gli aspetti che possono dare un po' di speranza alla squadra di Inzaghi.

In primis, essendo il Liverpool spesso cosi aggressivo in fase di riconquista, un'uscita palla qualitativa e veloce potrebbe far saltare due linee di pressione e portare i nerazzurri in avanti in maniera più pericolosa. L'Inter ha dimostrato di poterlo fare molto bene. I tre dietro hanno sviluppato grandi doti di palleggio e con l'inserimento di Calhanoglu in squadra la fase di costruzione è migliorata. Abbiamo visto poi come, se si arriva sul fondo, sul secondo palo spesso c'è spazio per far male, e sappiamo come i quinti nerazzurri lavorino bene in questo senso (anche le mezze ali dovrebbero cercare quello spazio per far male in inserimento).

Altro aspetto potenzialmente importante è capire come l'Inter sceglierà di comportarsi in fase di prima pressione: a volte Allisson può andare in difficoltà quando pecca di troppa sicurezza, e riconquistare palla in quelle zone potrebbe essere l'occasione per far male. Infine, aspetto che esula dalle questioni tattiche, è che saranno da verificare le condizioni fisiche dei due reduci dalla Coppa d'Africa: inutile dire che affrontare Salah e Manè non al massimo della forma farebbe tutta la differenza del mondo.

Non vediamo l'ora che tornino le grandi serate europee e siamo pronti a gustarci anche questa partita spettacolare. L'Inter dovrà fare tutto alla perfezione. Buona parte della qualificazione passa dalla gara di andata: a San Siro i nerazzurri hanno a nostro avviso le chances per fare l'impresa, per poi andare a giocarsi tutto nella bolgia di Anfield. Il Liverpool ha tantissime armi per far male, ma la storia è piena di pronostici ribaltati.

Buona Champions a tutti!

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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