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, 12 Febbraio 2022

Considerazioni sparse post Napoli-Inter (1-1)


Al Maradona vince la paura. Un punto a testa e campionato definitivamente riaperto.


- Al Maradona l'Inter scende in campo per ribadire la proprietà del campionato. Il Napoli invece per dare slancio al proprio recupero e continuare a credere nel sogno tricolore. Ne esce una gara atipica molto tattica, dove la paura di sbagliare prevale nettamente sullo spettacolo. Inter attendista e in debito d'ossigeno. Al Napoli manca frizzantezza e coraggio per osare. Le squadre si spartiscono i due tempi e si portano a casa un pareggio giusto che lascia ancora tutto aperto;

- Inter contratta che a differenza del solito mette in scena un gioco attendista esibendo un Brozovic stanco e un Lautaro che ha dimenticato come si segna. De Vrji continua col suo periodo nero mentre Dimarco offre una buona prestazione così come Barella, Skriniar e un Handanovic monumentale. I nerazzurri recuperano lo svantaggio di squadra ma a differenza di altre volte non trovano la zampata del campione nonostante un Perisic stratosferico;

- Napoli che parte molto bene. Preciso, cattivo e determinato. Passa meritatamente in vantaggio su una sciocchezza di De Vrji ma proprio sul più bello si spegne nel possesso Spallettiano che anche a Milano hanno avuto modo di conoscere. Koulibaly immenso. Osimhen e Insigne a tratti. Zelinski inesistente. I partenopei portano a casa comunque un punto prezioso che li lascia ancora ampiamente in corsa;

- La sensazione è che il derby perso abbia lasciato parecchie scorie a livello di stanchezza mentale negli uomini di Inzaghi e in Inzaghi stesso che infatti oggi non fa cambi fino all'80esimo nonostante un Chalanoglu sottotono e un De Vrij troppo svagato. Volendo osare di più, Sanchez poteva entrare proprio al posto del turco ma la cosa essenziale era concludere senza una sconfitta questo tour de force terribile;

- Campionato che proprio quando sembrava chiuso si riapre lasciandoci un finale di stagione esaltante con (almeno) tre squadre (ma noi contiamo anche la Juventus) a giocarsi la gloria tricolore. Il Napoli di Spalletti ha dimostrato tanto ma manca sempre quell'ultimo centimetro per diventare grandissimo. L'Inter ha bisogno di ritrovare serenità, fiato e coesione. Sarà una corsa emozionante.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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