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, 11 Febbraio 2022

Considerazioni sparse sulla blockbuster trade tra Nets e Sixers


In una trade spesso c’è chi vince e chi perde. In questo caso potrebbero aver vinto tutti.


- Lo scambio è stato il più chiacchierato di tutta la frizzante trade deadline, tanto che non vale la pena di riassumerne i dettagli. I 76ers acquisiscono Harden, che ha già dichiarato firmerà la Player Option per l’anno prossimo. Tradotto: due anni di tempo per portare il titolo nella città dell’amore fraterno. Il Barba, dopo aver detto di no alla convivenza con Howard, CP3, Westbrook, ha detto di no anche a quella con Kyrie Irving e Kevin Durant. Un esperimento fallito, con sole 16 partite giocate dai tre contemporaneamente, vuoi per un motivo, vuoi per un altro;

Il pick and roll, o meglio il gioco a due Harden-Embiid è, sulla carta, da stropicciarsi gli occhi. Uno dei migliori portatori di palla nei giochi a due di tutta l’NBA gioca in coppia con uno dei due migliori centri della lega. Embiid in stagione ha segnato circa 400 punti in post-up, contro i circa 250 del Joker, secondo classificato. Il gap fra i primi due è maggiore del gap fra Jokic e il 23imo in lista. Phila oltretutto non ha rinunciato nello scambio a Maxey, playmaker che ha giocato tanto e bene quest’anno vista l’assenza di Simmons. La convivenza fra Harden e un portatore di palla non è mai scontata, ma è ragionevole pensare che, proprio come intravisto con Kyrie, Harden si muoverà più da shooting guard a inizio azione/inizio partita per poi prender palla a gioco rotto o nei finali. Per Embiid è il compagno di squadra potenzialmente ideale, e Joel sta giocando a tutti gli effetti da MVP della stagione. Prendere Harden oggi, e averlo almeno un altro anno, vuol dire sfruttare questo Embiid, che è uno dei migliori cinque giocatori di tutta l’NBA per impatto, oggi;

 - Il sacrificio dei 76ers si chiama Seth Curry. Seth sta giocando una grande annata (15 punti con 49/40/88 di percentuali dal campo, da tre e ai liberi) ed è un giocatore che serve tantissimo ai Nets, che lo hanno voluto ad ogni costo inserire nella trade. Di fatto è una “copia” di Joe Harris, fermo ai box da tanto e che rimarrà ai box per ancora qualche tempo. Tiratori che non hanno bisogno di palla in mano, mortiferi sugli scarichi che inevitabilmente arriveranno in quantità e qualità avendo a roster Irving, Durant e Ben Simmons. Drummond, altro pezzo che mossosi da Phila a New York, potrebbe avere nuova vita ai Nets. Acquisizione sensata, che potrebbe dare chili e centimetri nel pitturato oltre a una presenza difensiva sottocanestro. Una presenza, non per forza un fattore.;

- Ben Simmons ottiene quel che ha voluto sin dall’indecorosa fine degli scorsi playoff, ovvero un cambio di scenario. Ottiene anche una squadra da titolo in cambio, il che invece non era scontato. L’amore di Morey per Harden, e la possibilità di prenderlo divenuta concreta, ha fatto sì che Simmons si trovasse in una contender ad Est. Poteva essere Sacramento, è stata New York sponda Nets. Da un punto di vista tecnico, una volta tornato in condizione psicofisica di giocare, Simmons è un fit perfetto per i Nets, molto migliore di quanto non fosse Harden, proprio come Harden è un fit migliore per Embiid di quanto non fosse Simmons. Simmons è uno dei migliori e più versatili difensori dell’NBA, e chi sostiene il contrario è cieco o in malafede. Oltre ai compiti difensivi, potrà servire per far partire l’azione, per alzare il ritmo dei Nets facendoli giocare in transizione e, perché no, servire sugli scarichi i tiratori (qualcuno ha detto Seth Curry/Joe Harris?). In una squadra che ha a roster Durant, Irving, Aldridge, Curry, Harris, la sua liability nel tiro (ammesso non sia stata messa in parte a posto in questi sei mesi senza giocare) si noterà molto meno che a Philadelphia, dove spesso era proprio necessario si prendesse qualche tiro in più, per evitare la difesa potesse collassare su Biid. La sua trasformazione invece in una versione diversa ma simile a Draymond Green (difensore, fulcro offensivo senza prendere tanti tiri) potrebbe portare ampi dividenti per la squadra allenata da coach Steve Nash;

- L’immediato futuro delle due franchigie sembra sereno ma non troppo. Harden rimarrà a Phila fino a giugno 2023. Phila non può muoversi sul mercato a meno di lasciar andare Tobias Harris, mossa non da escludere se quest’anno non dovesse arrivare un risultato veramente convincente (Finals?). I Nets a fine anno dovranno vedersela con Kyrie Irving, con una Player Option da 37 milioni e decidere se, in caso non venisse firmata, provare ad allungargli il contratto. A roster a fine anno avranno ben pochi uomini, ma tutti di enorme talento: Durant, Irving (se firma la PO), Mills (idem come Irving), Simmons, Joe Harris, Seth Curry, più comprimari. Scadranno tutti i veterani, da Drummond a Griffin a Aldridge. Sarà tempo quindi di valutazioni. Dovesse arrivare un anello, le valutazioni saranno molto diverse che senza, e come al solito le valutazioni a bocce ferme lasciano il tempo che trovano. Quel che è certo è che fra un mese le due squadre si ritroveranno una contro l’altra in una partita di Regular Season, e sarà una partita di quelle che non si potrà non guardare. Quel che è altrettanto certo è che se la sorte dovesse accoppiare le due squadre ai playoff sarà una serie meravigliosa. Tecnicamente, tatticamente, emotivamente e da appassionato, spero proprio di avere fortuna e poter godere di una serie così.

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