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5 min

- di Francesco Paissan

Cosa pensare di Carlos Sainz?


L'arrivo del pilota spagnolo in Ferrari sembrava indicare la volontà del team di Maranello nel voler puntare tutte le fiches su Leclerc in vista del cambio di regolamento. Il 2021 di Carlos Sainz, tuttavia, potrebbe aver rimesso in discussione questa scommessa proprio alla vigilia della rivoluzione tecnica più importante dall'avvento dell'era ibrida.


Mentre Mercedes e Red Bull erano impegnate nella loro personalissima gara di schiaffi, una di quelle dove vince chi resiste di più in piedi, la Ferrari affrontava i weekend di gara con l’obiettivo dichiarato del terzo posto finale nella classifica costruttori. Il complesso 2020 aveva costretto l’intero mondo del Cavallino Rampante a considerare un futuro lontano dalle “solite” ambizioni di titolo, con un ridimensionamento accettato a malincuore dai tifosi. L’anno di purgatorio, dicevano gli ottimisti, sarebbe servito alla squadra per crescere dal punto di vista della gestione di gara ma, soprattutto, ai piloti per capire il loro valore e per affinare le loro abilità. Gli equilibri, a inizio anno, sembravano in effetti ben chiari. Charles Leclerc, l’idolo del tifo rosso, il predestinato al volante dell’auto più amata, il talento da sgrezzare diventato pilota maturo che poteva e doveva consolidare la sua posizione come primo pilota degli “umani” dietro a Max e Lewis. Carlos Sainz, soffiato a una McLaren a posteriori troppo leggera nel lasciarsi sfuggire un gioiellino come lo spagnolo, che doveva innanzitutto trovare la sua dimensione e il suo ritmo all’interno della Scuderia. Con questi presupposti si iniziava la stagione 2021, al termine della quale i principi appena elencati non sembrano essere più così validi.

Max Verstappen ha conquistato il suo primo titolo piloti strappando alla Mercedes l’unico trofeo non vinto dell’era ibrida. La maniera con cui tale risultato è arrivato, con tutto lo strascico di polemiche con cui si è chiuso il 2021, ha in parte oscurato la modesta impresa della Ferrari che ha fatto seguire i fatti alle parole e si è andata a prendere il terzo posto in classifica costruttori. La beffa, per i rivali della McLaren, la principale contendente per lo scettro di miglior scuderia delle seconde linee, è però arrivata dalla classifica piloti.

Al quinto posto, dietro a Ver-Ham-Bot-Per, si è piazzato proprio Carlos Sainz al termine di una stagione esemplare per qualsiasi professionista sportivo. Consapevole che a inizio anno avrebbe potuto godere di un paio di bonus da “prima-stagione-in-Ferrari”, lo spagnolo ha saputo sfruttare al meglio ogni minuto trascorso con indosso la tuta rossa adeguandosi a una vettura decisamente più veloce della sorella brutta dell’anno prima. La sua più grande forza, quella che da qualche anno ormai lo ha reso uno dei piloti più costanti e solidi del Mondiale, è la consapevolezza. Sainz si conosce troppo bene, ha già dovuto superare alcuni ostacoli impegnativi che, ad un certo punto della sua carriera, rischiavano pure di costargli il posto in F1. La sua vera dimensione l’ha trovata in una squadra, la McLaren che, come lui, doveva ripensarsi e rivedere le proprie priorità. Lì è sbocciato, affiancando un altro pilota giovane, dal talento impressionante e già capace di imporsi ai massimi livelli.

Norris e Leclerc hanno, in effetti, un destino comune, quello di essere delle grandi promesse al volante di nobili (momentaneamente) decadute. Entrambi hanno ottenuto risultati strabilianti per la loro età e solo un marziano come Verstappen rischia di rendere ingiocabile un paragone comunque stellare. Purtroppo per loro, il britannico ed il monegasco condividono un altro destino: quello di finire dietro a Carlos Sainz Jr. da compagni di squadra.

Lando Norris, terzo classificato al GP di Monaco del 2021 e Carlos Sainz, secondo classificato nello stesso GP. Difficile trovare un podio più bello per la scorsa stagione...

A Montecarlo, a casa sua, Charles Leclerc ha ottenuto una clamorosa pole position nel 2021, garantendosi un vantaggio impensabile su ogni altro tracciato. Con in tasca almeno un podio alla domenica, il pilota di casa ha, invece, commesso una delle sue leggerezze che, per quanto sempre più rare, ha ribaltato il suo destino. L’incidente alle Piscine nel finale di Q3, nonostante l’illusione di una partenza regolare alla domenica mattina, gli costa il Gran Premio e quel podio solamente accarezzato diventa comoda preda del suo primo rivale che, alla sua quinta gara in Rosso, piazza la sua 55 al secondo posto.

Oltre a Monaco, Sainz mette insieme altri cinque podi (Ungheria, Russia e Abu Dhabi) che, associati all’ennesima, solidissima stagione, lo innalzano a quinto pilota del 2021. Leclerc, che si consolerà a Baku con un’altra pole e a Silverstone con l’unico podio stagionale, collezionerà sei quarti posti ma non riuscirà a sopravanzare né lo spagnolo, né il suo ex-compagno di squadra Lando Norris.

Il confronto tra Leclerc e Sainz nella stagione 2021. Il monegasco è in vantaggio negli scontri diretti in gara e qualifica ma Sainz, per rimanere in tema di cavallini rampanti, è riuscito a mettere il musetto davanti in classifica finale.

Leclerc si è guadagnato sul campo il diritto di considerarsi ancora oggi, nonostante una Ferrari fuori (fino a quest’anno almeno) dai giochi per il titolo, un contendente più che appetibile per il Campionato Piloti. Ha superato gli esami del primo anno contro Vettel inanellando un back-to-back tra Spa e Monza che fa ancora luccicare gli occhi di qualche tifoso, ha superato la peggior stagione della Ferrari mantenendo salda la convinzione che Maranello è l’unico posto in cui può vincere in futuro.

Il terzo anno, al di là della narrazione sfortunata di Montecarlo, può essere considerato semplicemente come ‘sottotono’. Charles ha dimostrato evidenti miglioramenti nella gestione della gara e, assieme al team, della strategia per la domenica. E’ rimasto un martello in qualifica e si è pure preso due pole tra Monaco e Baku che, oltre al fatto di essere dei circuiti cittadini, condividono ben poco. Soprattutto, è rimasto mediamente affidabile e, dovesse la Ferrari rivelarsi finalmente come quel meraviglioso cigno che stiamo attendendo dopo due anni di brutti anatroccoli, potrebbe ritrovare le giuste motivazioni per rientrare prepotentemente nella lotta al trono di miglior pilota.

La variabile che però si aggiunge al discorso sulle sue ambizioni parla la lingua di Cervantes e sembra migliorare di anno in anno. Nel ruolo di ‘underrated’, Sainz sguazza, dimostrandosi sia un uomo-squadra, sia un pilota di primo livello. La Ferrari, dovessero le cose mettersi per il verso giusto, dovrà capire di cosa avrà bisogno, se il Sainz versione corporate, da scudiero del compagno di squadra, o del Sainz versione contender, dovesse il numero 55 maturare definitivamente e soppiantare, almeno per il prossimo anno, Leclerc e le sue ambizioni. L’impressione generale è che il “Predestinato” sia e rimanga tale, ovvero un pilota semplicemente più veloce del 90% dei suoi colleghi. Da qui a vincere un titolo, lo sappiamo, passa ancora tanta strada e l’incognita del nuovo regolamento tecnico continua a rimandare qualsiasi pronostico almeno ai primi test invernali.

Tuttavia, se fino all’inizio dello scorso anno potevamo dirci con ragionevole certezza che la Ferrari avesse un primo e un secondo pilota, il 2021 di Carlitos restituisce ai tifosi rampanti un dualismo inaspettato ma non per questo malaugurante. In un contesto rinnovato come quello che possiamo attenderci per il Mondiale 2022, avere due prime punte come il 55 e il 16 non può che moltiplicare le chance per la Rossa di tornare, finalmente, a competere per i titoli che contano.

Nel frattempo abituatevi alle nuove forme delle monoposto 2022.

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Nato nel 1997 a Udine e cresciuto, come tanti, inseguendo un pallone con alterni successi. Studente (ancora per poco), difensore in una squadra di bassa categoria in Friuli, difficilmente esiste uno sport che non apprezzi. Segue con grande passione il mondo dei motori e la F1, il carrozzone più famoso al mondo. Oltre allo sport tanto cinema (Lynch grazie per tutto) e qualche buon libro, il tutto innaffiato da un buon vino friulano.

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