
Atalanta-Fiorentina (2-3) - Considerazioni sparse
La tanto agognata vittoria sporca arriva per il viola ad un attimo dall'ora più buia e vale una preziosa semifinale. Atalanta colpita e affondata dalla sfortuna ma anche dalle proprie ingenuità.
- La Fiorentina vince. All'ultimo secondo, al cardiopalma. Con una rete di Nikola Milenkovic dai vaghi richiami con quella che siglò Maicon in un Inter-Juventus di oltre un decennio fa: palla che esce, controllo di ginocchio, destro al volo sul palo opposto. Una rete che ribalta giudizi, sensazioni e prospettive su una gara chiave per entrambe le squadre, perché la Coppa Italia è qualcosa di poco appetibile in un formato allucinante, ma poi quando si annusa la semifinale la musica cambia;
- I viola, reduci dal disastro contro la Lazio, come in altre occasioni partono tambureggianti, con un impatto sulla gara molto positivo. E l'episodio viene loro in aiuto, un rigore concesso dal VAR per fallo ingenuo di De Roon. Piatek trasforma, ma il vantaggio all'ottavo minuto non spiana la gara dei toscani come poteva sembrare dalla prima metà di tempo. La Fiorentina manca l'affondo con troppe imprecisioni nell'ultimo quarto di campo, l'Atalanta alla fine tiene botta e rialza ritmi e baricentro, diventando dominante soprattutto in termini di duelli, che peraltro diventano ruvidissimi e di non semplice gestione per l'arbitro. Così si arriva allo splendido pari di Zappacosta (palla all'incrocio), Boga sfiora il 2-1 nel finale di tempo (tocco delizioso finito sul palo e non ribadito in porta da Pasalic);
- Questo è un vecchio trend della Fiorentina, soprattutto contro le squadre di fascia alta: 20-30 minuti dominanti ma poco produttivi in termini di occasioni, poi abbassamento dei ritmi e barca che inizia un pericoloso rollio. I viola non stanno bene e si vede, inutile girarci intorno, perché sommano problemi vecchi che sembravano sopiti (occupazione dei mezzi spazi, precisione nelle giocate nell'ultimo quarto, gestione degli abbassamenti di ritmi) a nuovi (troppe letture e scelte di gioco errate, specie in fase difensiva). Emblematica di questa fase la prova di Nico Gonzalez: procura il rigore, impegna pericolosamente Musso in due occasioni, prende un quantitativo di calci notevole perché cliente difficile da gestire per i difensori bergamaschi. Poi in due minuti brucia malamente un contropiede e perde una palla sanguinosa che porterà al gol di Zappacosta. E tuttavia, la sua sostituzione nella ripresa rimane una delle mosse più indecifrabili di Italiano;
- Atalanta colpita dalla sfortuna e dalle sue ingenuità, dicevamo. Già, perché da una parte ci sono i due legni colpiti e un altro paio di occasioni sfumate di pochissimo: su tutte, Djmsiti di testa appena a lato al 93', quaranta secondi prima del gol-vittoria di Milenkovic. Dall'altra c'è quella sensazione di essersi suicidata con la partita in pugno. Il secondo tempo dei viola è in gran parte passato in balia delle folate di Boga e compagni, eppure la gara si ritrova sul 2-2 perché Koopmeiners (subentrato dopo appena mezz'ora a Palomino, che allunga la lista degli infortunati nerazzurri) regala un altro rigore alla Fiorentina, il quarto dei gigliati in due gare a Bergamo quest'anno. Piatek ancora dal dischetto lo calcia male ma rimedia sul tap-in. L'ennesima sfuriata della Dea dopo il pari vale una traversa e un rosso ingenuo (ma ingiusto) a Martinez Quarta, segnali di una gara dove ormai arrivare ai supplementari sembrava oro colato per i gigliati. E invece...;
- Il calcio è strano, Gian Piero (cit.), perché l'Atalanta paga carissimo una gara tutto sommato giocata bene e soprattutto per larghi tratti meglio degli avversari, a differenza dell'analogo match di campionato svoltosi lo scorso autunno. La Fiorentina funziona poco e soprattutto funziona per troppo poco tempo, nonostante la mezza rivoluzione di 11 iniziale rispetto alla gara contro la Lazio. Saponara si spegne rapidamente dopo un buon avvio, malissimo Castrovilli nell'ora disputata, Piatek decisivo alla fine dei conti ma il suo apporto alla manovra offensiva rimane marginale ad oggi. Inoltre, l'aver inserito Sottil a destra, quindi "costretto" sul piede forte, per Gonzalez non ha aiutato granché, mentre anche il rosso di Quarta (con entrambi i centrali ammoniti) forse poteva esser prevenuto anticipando l'ingresso di Milenkovic, poi buttato dentro a freddo. La nota più positiva forse è Torreira, che almeno sul piano di intensità e lucidità in campo è apparso recuperato rispetto alla gara di sabato. Da parte bergamasca, sconfitta che deve lasciar una sensazione di straniamento. In termini di singoli, Boga torna al gol dopo nove mesi con una gara monstre, bene anche Malinovskiy tra le linee, sempre pericoloso. Tre i veri rimandati fra gli uomini di Gasperini: Pasalic e Hateboer, troppo poco incisivi, e Koopmeiners, che ad una buona prova associa il macigno dell'intervento su Maleh per il rigore del 2-2.
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