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, 10 Febbraio 2022

Cinque talenti made in Ligue 1 da tenere d'occhio


Tra le cinque principali leghe europee, la Ligue 1 è la più in difficoltà dal punto di vista finanziario e di conseguenza è diventata una vetrina adocchiata con sempre più curiosità dagli scout internazionali. In maniera quasi fantacalcistica vi proponiamo cinque giovani promesse da segnarvi in agenda in vista dell'estate.


Il processo di rebranding del massimo campionato francese è cominciato lo scorso anno, con il cambio di title sponsor passato ora nelle mani del colosso Uber. Il nuovo payoff della Ligue 1 è dunque diventato “Ligue des Talents per riposizionare da un punto di vista valoriale un torneo spesso bistrattato e considerato inferiore rispetto agli altri colossi che compongono la top-5 europea. Mai slogan fu più azzeccato perché il via-vai in uscita dei calciatori che hanno spiccato il volo verso lo step successivo della loro carriera è aumentato sensibilmente.

Sono numerosi i giocatori che faranno le valige dalla Francia, arrivati ormai al culmine delle potenzialità da esprimere nelle squadre in cui militano: alcuni più noti, a cominciare dall’olandese Sven Botman o da Aurelien Tchouameni, altri partiti dal sottobosco delle rose ma emersi con una notevole precocità. Come i più incalliti fantamanager ci siamo dunque chiesti: quali possono essere i cinque baby da tenere d’occhio in Ligue 1 nel girone di ritorno? Andiamo a scoprirli insieme.

Warmed Omari (DC – Stade Rennais - 2000)

Ha il viso espressivo di un bambino, tuttavia il nativo delle Comore fa parte di un pacchetto arretrato estremamente giovane completato da Badè (2000), Assignon (2000) e Truffert (2001). Nulla di nuovo per uno dei settori giovanili più prolifici di tutta la Francia. Partito indietro nello scacchiere di Genesio il numero 23 ha scalato le gerarchie approfittando di un avvio da incubo dello stesso Badé, per cui il club aveva investito 20 milioni in estate.

Grazie anche alla poca concorrenza nel suo reparto Omari ha disputato 18 gare (di cui 15 da titolare) collezionando appena tre ammonizioni. Piede destro educato e più dedito al fraseggio che al lancio, il centrale rossonero stupisce soprattutto per la compostezza e la calma nelle giocate, anche in fase di pressing. Sotto il profilo difensivo, invece, lavora bene sugli anticipi ma può migliorare sugli uno-contro-uno in campo aperto. Per lui non ci sono stati accostamenti di rilievo, il suo contratto è stato appena rinnovato fino al 2024 e il suo valore potrebbe ulteriormente lievitare nel caso in cui proseguisse sugli ottimi standard mostrati fin qui.

Nuno Mendes (TS – Paris Saint-Germain – 2002)

È vero, c’è il forte rischio di apparire noiosi e ripetitivi a furia di inserire il PSG in qualsiasi discorso. Per Nuno Mendes concedeteci tuttavia un’eccezione. Il giovanissimo portoghese, arrivato in prestito in estate dallo Sporting Lisbona, ha saputo conquistarsi la titolarità sfruttando le disavventure dei suoi colleghi di reparto (Bernat, Diallo e Kurzawa) e gode della stima più totale di Mauricio Pochettino. Al-Khelaifi è già propenso a esercitare il diritto di riscatto (ulteriori 33 milioni da sborsare ai lusitani e probabile addio all’ipotesi Theo Hernandez).

Le sue caratteristiche sono abbastanza prevedibili e in linea con tutti i terzini portoghesi. Grande tecnica e velocità sullo stretto, fisico grezzo ancora da plasmare e un’attitudine difensiva non proprio da primo della classe (ma d’altronde al PSG di solito si gioca soprattutto nell’altra metà campo). Gli manca ancora una valida produzione offensiva, almeno sul piano dei numeri, ma non un futuro brillante da mantenere con fatica e applicazione.

https://youtu.be/WVdAnPDy2OI

Lucas Gourna-Douath (CC – Saint-Etienne – 2003)

Nella tempesta che imperversa allo Chaudron Lucas Gourna-Douath potrebbe essere uno dei pochi superstiti di una nave che colerà a picco. Nonostante la giovanissima scheda anagrafica il centrocampista è già alla seconda stagione in maglia Verts e si trova spesso a predicare nel deserto di una squadra letteralmente al collasso. Ma chi vorrà investire sul gioiellino che segue le orme di Paul Pogba?

Con il mediano dello United condivide le origini calcistiche nel Torcy, una buona possenza fisica e una personalità da far impallidire i veterani (è stato anche capitano dell’U17 dei Galletti). Diversa invece la collocazione tattica, dal momento che Gourna-Douath è il classico frangiflutti di un centrocampo a tre. Il suo rendimento nei prossimi mesi servirà probabilmente a stabilire quanto grande sarà il tavolo delle pretendenti.

Mohamed-Ali Cho (A – Angers – 2004)

Lo vuole mezza Europa e tutti si domandano perché. Mohamed-Ali Cho, al netto di un nome abbastanza pesante, ha davanti sé un periodo di bivi importanti per il prosieguo della carriera: scegliere il suo prossimo club e decidere quale divisa Nazionale indossare. Inutile dire che abbia già bruciato le tappe e i record in ambito di esordio e gol, al punto da essere attualmente è il miglior prospetto europeo della sua annata.

Potente e sufficientemente qualitativo dal punto di vista tecnico, fa della forza fisica e della progressione il suo cavallo di battaglia ed è stato spesso utilizzato dalla panchina come elemento in grado di spaccare le partite mettendo in campo tutta la sua freschezza. Quest’anno ha poi trovato i suoi primi gol in Ligue 1 (alla seconda stagione in prima squadra), anche se lo score è in parte penalizzato dallo stile di gioco prudente dell’Angers. Leicester, Tottenham, Borussia Dortmund, Newcastle, Lipsia e Milan: superfluo dire che ogni pronostico è assai volatile.

Hugo Ekitike (A – Stade de Reims – 2002)

Tutti parlano di Cho ma il vero crack del girone d’andata è stato Hugo Ekitike, attaccante del Reims uscito allo scoperto (come spesso accade) in maniera fortuita. Con 8 gol e 3 assist è il giocatore Under 21 più prolifico del campionato e forma una coppia di grandi prospettive insieme al coetaneo Nathanael Mbuku che gioca da ala sinistra. La sua è una storia da predestinato, poiché è nato e cresciuto nella città dello Champagne e ha mosso i primi passi nel club biancorosso.

Tanta Premier League a fare la corte al talentino 19enne, che si è permesso il lusso di rifiutare la proposta del faraonico Newcastle (25 milioni rispediti al mittente e video di presentazione da rimuovere da YouTube). Così come Cho anche Ekitike viene sfruttato soprattutto da prima punta per via del suo fisico mastodontico (190 cm), tuttavia gli addominali si accompagnano a una tecnica e a una grazie che paiono quasi stonare in un corpo così massiccio. Anche qui i paragoni illustri si sprecano, a cominciare da Thierry Henry, ma ci sono ancora molte pagine bianche da scrivere nel suo futuro.

  • Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

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