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2 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Fiorentina-Lazio (0-3)


Sarri si porta a spasso la Fiorentina per 90 minuti, dominando la sfida con "l'allievo" Italiano.


- Forse, la miglior Lazio dell'anno. Sarri si presenta al Franchi con un piano partita preciso: possesso basso, conservativo, per attirare il pressing viola e poi colpire negli spazi aperti. L'operazione gli riesce al 100%. Eppur non sarebbe neanche partita male la Fiorentina, con il suo classico approccio fatto di lunghe fasi di gestione della palla, sempre volto alla ricerca della superiorità numerica. Infatti è di targa viola la prima occasione della gara, il colpo di testa parato al neo-acquisto Cabral, chiamato ad un'eredità pesante con la 9 sulle spalle che fu di Vlahovic. Ma dopo una metà primo tempo di squadre molto guardinghe, i toscani mostrano le prime crepe destinate a diventare voragine;

- Devastante la prova del centrocampo viola, con il peggior Torreira dell'anno, reduce dal covid, finito persino espulso nel finale. Molto impreciso, spesso indietro un tempo di gioco, con pochissimi duelli vinti all'attivo: questo è il quadro del pacchetto gigliato in mezzo al campo, che sembra esser con la testa altrove. Con la conseguenza di aver una squadra slegata (pur tenendo una linea di difesa sempre altissima) e che troppo spesso ha concesso palloni scoperti ai rifinitori biancocelesti, mandati a nozze nell'innescare le qualità di attacco della profondità di Immobile e soci;

- Alla fine per la Lazio è tutto fin quasi troppo facile, perché la squadra di Italiano sembra quasi piegarsi del fare ciò che ne mette in risalto le qualità dei singoli. E, di contro, a evidenziare i propri limiti. Immobile umilia ripetutamente un tremendo Nastasic (scelta discutibile dal primo minuto), Milinkovic-Savic giganteggia a centrocampo, mentre i viola raramente mettono alla prova le catene difensive laziali, non esattamente il punto di forza degli uomini di Sarri. Eppure, eccezion fatta per un vivace Sottil, nelle micidiali combinazioni sulle fasce di targa gigliata non vi è traccia;

- Errare è umano, dicevano. Italiano sbaglia la gara, totalmente e per la prima volta. Nell'undici di partenza, nell'approccio, nel piano tattico, nelle letture. Non serve dirglielo perché lo sa. "Bisogna andare forte perché altrimenti rischiamo con tutti", e la Fiorentina contro questa Lazio non è andata forte. E forse un correttivo di approccio, un capire che in quel momento la squadra non reggeva il solito impianto, serviva. Giusto non snaturarsi, ma continuare a lasciare quei 50 metri di campo alle spalle di una difesa in difficoltà, e con una mediana in balia dei venti, è apparso suicida. Certo, è facile da dirsi a posteriori, però...;

- La miglior Lazio dell'anno dicevamo. La miglior Lazio dell'anno che, volente o nolente, mette un carico da undici sulla corsa all'Europa, battendo e staccando una diretta rivale (pur con una gara in più). Sarri esce dal Franchi con più certezze, oltre che con i tre punti. Dall'altra parte, i viola falliscono nuovamente un test di maturità, ed esaurite le sirene di mercato, si ritrovano in mano qualche dubbio in più e una sola vittoria nelle ultime sei gare.

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