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3 min

- di Carlo Cecino

Considerazioni sparse sul calciomercato invernale di Serie A


Juventus autentica regina di mercato, Inter che non sbaglia un colpo, Milan colpevolmente immobile, Roma up, Lazio down.
P.s. bentornato Sabatini.


- Un mercato di gennaio inimmaginabile. La sessione di riparazione della Serie A del 2022 verrà ricordata come una finestra che ha aperto scenari lussuosi per alcune formazioni, in particolare Juventus e Inter. La Vecchia Signora ha sbancato facendo jackpot e calando l'asso: l'acquisto di Vlahovic per circa 70 milioni è un rinforzo notevole, perché la Juve si è assicurata un potenziale craque della scena mondiale futura. Inoltre le cessioni di Bentancur e Kulusevski per circa 60 milioni di euro al Tottenham sono da applausi, in quanto i bianconeri si sono liberati, incassando parecchio, di due giocatori poco funzionali al calcio "allegriano". Ottima invece la firma di Zakaria: rapporto qualità/prezzo da manuale e l'elvetico potrebbe rivelarsi quel mediano che la Juventus tanto ha ricercato in questi primi sei mesi di Allegri. Ciliegina finale la cessione temporanea di Ramsey, autentico corpo estraneo del progetto juventino dall'ingaggio monstre;

- Don Beppe Marotta. L'ad dell'Inter continua a confermarsi il king del calciomercato italiano. Gosens a quella cifra è un gran bel colpo, inoltre Caicedo era l'attaccante di scorta tanto bramato da Simone Inzaghi. Per di più Marotta ha già gettato le basi per le trattative estive col Sassuolo per Scamacca e Frattesi: fenomeno di lungimiranza e sapienza economica. Dall'altra parte dei Navigli totale immobilismo. Eppure il Milan aveva un bisogno atroce di un difensore centrale che rimpiazzasse Kjaer e le bizze del ginocchio di Tomori, o magari una variabile in più sulla trequarti. Al contrario Maldini e Massara non hanno apportato nessun volto nuovo, anche se è dura senza finanze inventarsi qualcosa per rattoppare i buchi;

- Spostandoci nella capitale, la Roma ha apportato due preziosissimi tasselli che nelle prime uscite hanno messo in luce le loro qualità. Maitland-Niles e Sergio Oliveira potrebbero diventare due pezzi indispensabili del puzzle tattico di Mourinho. E finalmente si è liberata dell'ingombrante ingaggio di Fazio, avendo completato l'opera di repulisti delle "mele marce" individuate da Mou: out Calafiori, Reynolds, Villar e Mayoral. In casa Lazio l'ennesima occasione persa di instillare migliorie nella rosa e soprattutto di venir incontro alle esigenze di modulo di Sarri. La società di Lotito ha sì compiuto un miracolo, ossia salutare Muriqi (sperando che il Mallorca lo riscatti) e sul gong è arrivato Cabral come vice Immobile. Però nascondendosi dietro l'indice di liquidità ha eseguito troppo poco, per una squadra che ha palesato limiti difensivi e alcuni interpreti (Luis Alberto e Lazzari su tutti) non aderenti al guanto tecnico dell'allenatore;

- L'Atalanta ha perso Gosens, ma in realtà non lo ha da inizio stagione e Pezzella sta mettendo in mostra qualità interessanti. In entrata Boga ha le stimmati qualitative e di talento del giocatore che con Gasperini può definitivamente esplodere, magari anche riflettendo un cambio di modulo in alcuni frangenti di gara. Miranchuk è rimasto per i noti problemi personali di Ilicic e Mihaila in ottica futura può stupire. La Fiorentina ha salutato il campione della sua rosa e spera che uno tra Piatek - desideroso di riscatto - e Cabral - in Svizzera gonfiava la rete pure a occhi chiusi - possa in qualche modo sopperire all'assenza del centravanti serbo. Ikoné garantisce un ricambio in più sulle fasce d'attacco;

- Il Napoli si è limitato al compitino chiudendo la porta a Manolas e aprendola a Tuanzebe. Per il resto la rosa partenopea è già ricca e varia, peraltro torneranno Koulibaly e Anguissa; forse però serviva quel dannato terzino sinistro. Guardando le medio-piccole note di merito per la Salernitana, con la nuova società e Sabatini tornato a fare da d.s. Ha comprato dieci giocatori, tra cui i redivivi Verdi e Fazio, oltre Sepe e Mazzocchi, ma soprattutto due calciatori brasiliani poco conosciuti, cioé Ederson e Mikael Felipe: occhio ai coup de théatre di Sabatini. Affascinanti gli ingaggi di Cuisance e Nani dal solito "hipsteriano" Venezia. Colpi passati sottotraccia dal possibile rendimento elevato sono Hefti al Genoa, Ricci al Torino, Lovato al Cagliari e Supryaga alla Sampdoria. S.V. lo Spezia, impossibilitato a fare mercato, però ad ora in panchina Motta sta sbalordendo come non mai.

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Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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