
Considerazioni sparse post Nadal-Medvedev (2-6 6-7 6-4 6-4 7-5)
21 & counting… al termine di una finale destinata ad entrare nella storia del tennis Rafa Nadal vince il suo secondo Australian Open ed il 21° titolo slam. È record per il maiorchino che, 16 anni dopo il primo successo di Parigi, diventa il tennista più titolato di sempre.
- Rafael Nadal trionfa a Melbourne e riscrive per l’ennesima volta il libro dei record. È il 21esimo titolo dello Slam per il maiorchino che si issa in cima alla classifica dei tennisti più vincenti della storia, staccando Djokovic e Federer, fermi a quota 20. È il successo più bello e più importante della sua infinita carriera, giunta a coronamento di un periodo estremamente difficile che l’aveva visto lontano dai campi dall’estate scorsa. È un capolavoro di tattica, tecnica e tenacia che manda in estasi gli appassionati di tutto il mondo;
- Lo spagnolo compie l’ennesima impresa leggendaria divenendo il primo tennista dell’era Open in grado di ribaltare una finale in Australia sotto 2 set a 0. Vince col cuore, quando dopo le occasioni sprecate nel secondo set e messo spalle al muro nel terzo, trova ancora le energie per resistere e reagire. Vince con la testa, adeguando il suo gioco a quello del suo avversario e sciorinando tutto il suo repertorio. Vince col sorriso sulle labbra e gli occhi gonfi, quando sull’ultima volée smorzata può finalmente gioire col suo angolo dopo 5 ore e mezza di battaglia. Never undestimate the heart of a champion;
- Sarebbe oggettivamente impossibile tradurre in parole tutte le emozioni che quest’epica finale ci ha regalato. Lo spagnolo parte col freno a mano tirato, cedendo il primo set ad un Daniil Medvedev che invece scende in campo col piglio giusto e sembra confermare i favori del pronostico. L’inerzia della finale sembra pendere definitivamente verso il russo, quando strappa il secondo parziale dopo aver recuperato due break ed essere stato sotto 5-3 nel tie-break. E invece nel terzo inizia a delinearsi la trama di un thriller hollywoodiano: Nadal annulla tre palle break consecutive sul 2-3, cresce gradualmente di gioco e di convinzione. Le variazioni del suo gioco mandano in crisi il tennis robotico di Medvedev che inizia a palesare evidenti limiti quando costretto a giocare oltre la linea del servizio. Il maiorchino va infine a servire per il match sul 5-4 nel quinto ma incredibilmente perde il turno di battuta. Eppure, come emblema di un’intera carriera, anche in questo caso riparte più forte di prima. 2-6, 6-7, 6-4, 6-4, 7-5 è il punteggio finale sulla Rod Laver Arena;
- Capitolo runner-up. Daniil Medvedev è probabilmente il più forte giocatore della sua generazione. Non a caso è l’unico a vantare già un titolo slam (oltre al Master e qualche 1000) a differenza dei suoi coetanei. Non nutriamo dubbi sul fatto che sia destinato ad essere il prossimo numero 1 del tennis mondiale. Eppure le lodi di Nadal non possono far dimenticare una nuova pesante sconfitta che la next gen e il movimento tennistico in generale devono registrare. Quando un 25enne numero 2 al mondo si ritrova a subire una rimonta del genere, è evidente che abbia più di qualche colpa. Dispiace dirlo ma questa volta sembrano esserci sia limiti tecnico-tattici (come la ricerca ossessiva della smorzata e un gioco di volo decisamente da migliorare) sia caratteriali;
- L’epica finale era forse necessaria affinché l’edizione 2022 degli Australian Open venisse giustamente ricordata per quello che è avvenuto in campo e non fuori. In generale tutto il torneo, soprattutto nella seconda settimana, ha regalato spettacolo e grandi partite. Note di merito per la campionessa Ashleigh Barty, al suo 3° slam e 1° titolo in Australia, e per la coppia Kyrgios-Kokkinakis, finalmente in grado di trovare la ricetta giusta per convertire tanto talento in successo concreto. Il primo major dell’anno è già in archivio e non potevamo chiedere di meglio.
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