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, , 28 Gennaio 2022

Considerazioni sparse sugli Australian Open di Matteo Berrettini


Si chiude con un sorriso quantomeno agrodolce la corsa del "Martello" Berrettini in questo Australian Open 2022. Ancora una volta troppo intenso e granitico Nadal, che chiude 6-3 6-2 3-6 6-3, in un match tatticamente perfetto. La cavalcata di Matteo fino alla semifinale è però un altro solido mattoncino per un campione in levando. Proviamo a riassumere il suo AO.


- "Ho provato, ho fallito, non importa. Proverò ancora, fallirò meglio", parafrasi da Samuel Beckett. Tatuata a inchiostro sulla pelle di Stan Wawrinka, che proprio in Australia trovò la prima consacrazione Slam nel 2014, la massima di Beckett si adatta anche alle ultime gesta del nostro Berrettini. Unico italiano ad aver raggiunto almeno i quarti in tutti i 4 Slam, a un passo dal podio maximo Berrettini si è arreso sempre e solo a uno di quei due. O Djokovic o Nadal. Significativo se pensiamo a come Matteo gestisce ora le partite con i colleghi "normali": eroe del quinto set con Alcaraz e Monfils, autorevole nel match contro Carreno. E se battere Alcaraz in questo momento è una grande prova di forza, quello che manca a Berrettini è solo l'exploit contro il campione. E l'unico modo per riuscirci è continuare a fallire, fallire meglio, facendo l'abitudine a questo tipo di match fino a comprenderne l'approccio e l'equilibrio. Già arrivare a giocare tali match, e spesso, è una prova di solidità;

- Intenzione. Mouratoglu la chiama così. Il grande coach francese (guru di Serena Williams) parla spesso di giocare "con intenzione". Berrettini ne ha dato prova. Vincere è solo una conseguenza. L'unica cosa che si può controllare in campo è l'esecuzione dei propri colpi, e in particolare l'intenzione che vi sta dietro. Aprirsi il campo, spostare l'avversario, relegarlo lontano, dominarlo. La visione del gioco in questo modo si apre e pensa sempre uno, due colpi avanti. Non tutti i colpi vengono giocati con lo stesso livello di intenzione, alcuni semplicemente rimandano in campo la palla. I campioni sono quelli che sanno giocare più punti possibile con intenzione, un'attitudine che si allena come un muscolo;

- Le statistiche ATP dicono che nel calcolo complessivo (punti break convertiti, salvati, tie-break vinti e vittorie nei set finali) Berrettini è il giocatore che gioca meglio sotto pressione. 73% la percentuale di palle break salvate da Matteo nel 2021, con un livello mentale che sale nei momenti topici incarnandosi nel servizio e nella martellata di diritto. In questo senso, prendendo come riferimento la parola chiave della considerazione precedente, la partita con Monfils è stata una grande prova di intenzione. Addormentato dal palleggio infido del francese, nel quinto set Matteo capisce che l'unico modo di vincere è prendere in mano la partita, rischiare costruendo il punto sui propri punti forti, prendere una decisione. Sono approcci che fanno la differenza. Comprenderli è il primo passo, metterli in pratica è da campioni. E Berrettini inizia a farlo;

- Nella partita con Nadal si è visto Berrettini cercare un approccio differente, una chiave di lettura imparata dal match precedente con Rafa, la semifinale US Open 2019. In quell'occasione Matteo era partito a cannone, ritrovandosi poi senza benzina con Rafa in gestione, più continuo e attento sul lungo periodo. In questa semifinale australiana 2022, Matteo ha invece cercato di iniziare con più calma, senza però riuscire a entrare in partita. Bravo Nadal a pressarlo sui punti deboli, il rovescio leggerino in particolare, vittima della chela mancina. Una volta ingranata la marcia, nel terzo set, si è visto come Berrettini stesse aprendo una crepa nel granitico Nadal, mazzata dopo mazzata, sotto il tifo fedele di coach Santopadre. Peccato per il quarto set, il vero rimpianto di Matteo in questo Australian Open;

- La consapevolezza è comunque quella di sapere di poter vincere. E quella viene solo giocando ancora tante, tante di queste partite. Una volta sbloccata, per gli avversari di Berrettini, anche per i più forti, saranno dolori. La via dello Slam è delineata. Wimbledon 2022 sarà una grandissima occasione.

  • Nato il 01/01/1996 chiedendosi perché tutti gli facessero gli auguri. Di buon anno. Cremonese di nascita, milanese d’istruzione. Laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità e Master in Arti e Mestieri del Racconto, tutto in IULM. Creativo da tastiera. Scrittore, ex-tennista, cinemaniaco. Segue uno stile ma non la moda. Ama la letteratura americana, la montagna e i fumetti di Corto Maltese.

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