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, , 25 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Berrettini-Monfils (6-4 6-4 3-6 3-6 6-2)


Probabilmente la vittoria più bella in carriera di Berrettini. Perché agguantata senza servizio e diritto per molte fasi della partita, ma con cuore e tanta testa. Quella di un campione assoluto.


- Il remake di un altro quarto di finale Slam, sempre con Nadal in attesa sull'orizzonte della semifinale. Erano gli US Open del 2019, il mondo era diverso ma anche i due tennisti in campo. Matteo era solo 24° del mondo e al primo grande risultato della carriera, mentre Monfils viveva una delle migliori stagioni in carriera. Due anni e mezzo dopo Berrettini è l'unico tennista al mondo ad aver raggiunto i quarti di finale negli ultimi quattro Slam. Monfils al primo spunto in due anni, senza aver digerito mai del tutto le restrizioni Covid;

- I due giocano in maniera opposta. Matteo punta su scambi brevi con i piedi sulla riga di fondo, comandati e chiusi con il suo diritto. Monfils trae forza da scambi lunghi, giocati lontanissimo dal campo con colpi molto arrotati. Il tennis nel confronto di stili antitetici si esalta e questa partita non è stata da meno. Tesa, sfiancante e incredibilmente tattica. Si conoscono bene e sanno come disinnescare le armi altrui. La chiave del match diventa la concentrazione e la determinazione con cui portare a termine gli schemi studiati;

- L'idea principale di entrambi in realtà è la stessa, perché i due condividono lo stesso punto debole: il rovescio. Alla fine dei cinque estenuanti set è Monfils quello che ne ha sofferto di più, in particolare in risposta. Matteo non ha servito bene per lunghi tratti del match, ma le seconde giocate sul rovescio avversario sono state un porto sicuro su cui sbarcare in sicurezza. I miglioramenti di Matteo su questo fondamentale invece continuano a farsi vedere. Solo nei due set persi si sono viste reali difficoltà, ma lì mancavano totalmente le gambe con cui non perdere campo. La mancanza del rovescio lunga linea da parte di Monfils ha dato la possibilità a Berrettini di poter giocare il diritto con molta più tranquillità, senza la paura di dover difendere il lato scoperto;

- Il cuore e l'attitudine di Monfils sono da narrare alle generazioni future. Non è mai uscito dalla partita e anzi nel momento più complicato, quando Matteo ha avuto l'occasione di breakare nel terzo, il francese è salito di livello. Due set in cui ha giocato un tennis stellare, con una velocità di gambe e braccia metafisiche. Ma ancora una volta i suoi alti e bassi sono costati il match. Impressiona come da un momento all'altro sappia accelerare il gioco, per poi scalare le marce e chiudersi in difesa. Contro campioni del calibro di Matteo (perché di questo parliamo) non basta la fase difensiva per vincere;

- A fine quarto set la partita sembrava finita. Matteo si muoveva in maniera goffa, le energie erano finite e i suoi colpi migliori lo avevano abbandonato. Il servizio, tolto il primo set, non è mai stato continuo e il diritto con il passare dei game ha perso velocità e profondità, lasciando il controllo dello scambio al francese. La forza di volontà che ha trovato dentro di sé Matteo a inizio quinto set, con cui ha dominato il parziale finale, è la dimostrazione del livello a cui è giunto. E' indiscutibilmente uno dei tennisti più forti al mondo e può battere chiunque. Lo ha dimostrato anche nel saper variare il gioco. Senza la potenza del diritto e del servizio ha cercato nuove traiettorie e nuove tattiche. La decisione di scendere spesso a rete, nonostante non sia ancora totalmente nelle sue corde, è risultata decisiva alla fine del match. Se poi colpisce con quell'irruenza il diritto per 30 minuti, non c'è difesa che tenga.

  • 22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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