
Cinque grandi partite della Sampdoria di Giampaolo
Cinque partite per ricordarci delle sue capacità
Sampdoria - Genoa 2-1 | 22/10/2016
La vittoria nel 113° derby della Lanterna è il primo risultato realmente decisivo nel percorso triennale di Marco Giampaolo alla Sampdoria e soprattutto la prima vittoria di una serie di sei stracittadine consecutive senza sconfitte (4 vittorie e 2 pareggi) per l'allenatore nato a Bellinzona, che - in maniera quasi stupefacente si pensa alla sua indole mite e alla sua proposta di gioco "pulita" e sempre offensiva - ha trovato nelle sfide contro il rossoblù il proprio terreno di caccia preferito.
La Sampdoria arriva al derby dopo quattro brutte sconfitte consecutive contro Roma, Milan, Bologna e Cagliari e due pareggi: uno in casa con il Palermo acciuffato per i capelli grazie a un gol di Bruno Fernandes al 95' e uno a Pescara arrivato solo grazie a un autogol dell'ex Hugo Campagnaro. La panchina è più che in bilico e soltanto una vittoria può salvarla. Giampaolo sceglie di scendere a compromessi, scegliendo di accettare il contesto di Juric e mettendo da parte alcuni dei suoi principi per giocare un match verticale. Inoltre, in porta fa il suo esordio il genovese e sampdorianissimo Christian Puggioni. La scelta paga, la Sud è in estasi e la storia d'amore tra Mister G e i colori blucerchiati comincia a prendere il largo.
Sampdoria - Roma 3-2 | 29/01/2017
Dopo la vittoria nel derby di ottobre e una serie di buoni risultati, dicembre e gennaio si rivelano mesi disastrosi (gli ultimi tre punti sono arrivati il 4 dicembre!) e ancora una volta nell'ambiente si cominciano a sollevare dei dubbi in merito alla permanenza del tecnico svizzero-abruzzese sulla panchina blucerchiata. «Certo, quando giochiamo, giochiamo bene» - si mugugna nei bar intorno a Marassi - «ma questo sembra mollo, non è capace a dare carattere alla squadra, semmo ciù mosci de una lumassa [N.d.R. "siamo più molli di una lumaca]».
Giampaolo sembra percepire le critiche sulla propria pelle, nella conferenza pre-partita ha un'aria nervosa, quella sua "brutta cera" ormai proverbiale che si palesa nei momenti di massima tensione e che, troppe volte, non ha presagito nulla di buono. Le cose si mettono male dall'inizio, la Roma spinge e già al 5' passa in vantaggio con Bruno Peres, ma i blucerchiati non mollano e pareggiano con Bruno Fernandes. All'inizio del secondo tempo i giallorossi tornano avanti grazie a Dzeko.
La partita sarebbe ormai indirizzata verso la Capitale fino a quando entra un ceco diciannovenne alto e longilineo lanciato proprio da Giampaolo e che ha già segnato 4 gol in 500 minuti di Serie A: si chiama Patrik Schick e l'estate successiva finirà proprio alla Roma per circa 40 milioni. Schick entra e segna un gol magnifico superando De Rossi con un elegantissimo controllo orientato di petto (!!!) su assist di petto (!!!) di Muriel. Due minuti dopo, su punizione, il colombiano infila un missile nel sette lasciando Sczeszny impietrito. La Samp vince 3-2 e avvia una lunga striscia positiva che regalerà gioie inaspettate come la doppia vittoria a San Siro e il secondo derby.
Sampdoria - Juventus 3-2 | 19/11/2017
I blucerchiati arrivano alla sfida contro la Juventus all'apice dell'entusiasmo. Il campionato è cominciato come meglio non si poteva e con otto vittorie in tredici partite la Sampdoria è sesta in classifica a soli quattro punti dai bianconeri terzi. In più, ha appena stravinto il derby mettendo sotto i "cugini" per 90'.
In questa domenica pomeriggio di novembre, i ragazzi di Giampaolo giocano forse la miglior prestazione di tutto il triennio, una partita quasi perfetta, macchiata solo da un paio di distrazioni nel recupero. Gli scambi corti e veloci del rombo di centrocampo, i movimenti ad allargarsi di Zapata e gli inserimenti di Ramirez e l'onnipresenza di Torreira su Pjanic, al quale l'uruguayo sembra voler rubare l'anima più che il pallone, mandano completamente in palla i ragazzi di Allegri che riesce a gestire le difficoltà per un tempo ma subisce tre gol in meno di mezz'ora nella ripresa.
Il 3-0 verrà "sporcato" da un rigore di Higuain e da un gol di Dybala a tempo scaduto, che comunque non oscureranno in alcun modo la straordinaria prestazione tecnica, fisica e soprattutto tattica della squadra di Giampaolo.
Sampdoria - Napoli 3-0 | 02/09/2018
Anche se nessuno lo sa, questa splendida vittoria contro il Napoli è l'inizio della fine. Uno di quei momenti a cui anni dopo si riguarda con un'allegra nostalgia, uno di quegli attimi a cui si ripensa quasi stupendosi della propria ingenua felicità che impediva di vedere in lontananza la fine razionale di una storia stupenda che, purtroppo, non aveva più molto da dire.
Siamo alla terza giornata della terza stagione di Giampaolo sulla panchina della Samp. Ancora una volta, in estate, la dirigenza blucerchiata ha annichilito ogni aspirazione di un salto di qualità da metà classifica a un posto in Europa cedendo tutti i migliori dell'anno precedente: rispetto al 2017-2018, i blucerchiati hanno perso Viviano, Ferrari, Silvestre, Djuricic ma soprattutto Torreira, Schick e Zapata. Al loro posto, i giovanissimi Audero e Vieira, lo sconosciuto Colley, Ekdal appena retrocesso con l'Amburgo e le ormai ex promesse Jankto, Defrel e Saponara. Ciononostante, Mister G riesce ancora una volta a trovare la quadra, a mettere in campo una formazione divertente, propositiva, con un'idea di gioco chiara e molto moderna, spesso incostante ma capace di incantare la Gradinata Sud.
E in questa bella serata settembrina, la Samp incanta come poche altre volte: tre a zero secco contro il Napoli del mostro sacro Ancelotti, in una partita mai in bilico, dominata dal pressing asfissiante dei blucerchiati e coronata da un gol di tacco senza senso di capitan Quagliarella.
Sampdoria - Juventus 2-0 | 26/05/2019
Non se ne ha ancora notizia ufficiale, ma in molti hanno già subodorato quello che sta accadendo e sono consapevoli che questa sarà l'ultima partita di Marco Giampaolo con indosso la tuta della Sampdoria. Nella conferenza stampa prepartita batte continuamente su un aspetto che ritiene fondamentale e del quale si è già lamentato nelle annate precedenti: migliorarsi, migliorare la squadra, provare ad essere ambiziosi e alzare gli obiettivi per la stagione successiva. Parla del futuro incerto, senza lamentarsene ma con la chiarezza che lo contraddistingue: «Innanzitutto devo parlare bene con Carlo Osti, dopo parlerò con il presidente e prenderemo la decisione migliore» dice ai giornalisti «ma sempre perché ho sempre pensato che la Samp dovesse essere al di sopra degli interessi individuali e personali. Allenatore compreso, l'ho già detto in passato, perché è la Samp che sta al di sopra di ognuno di noi». Parole che, conoscendo il presidente Ferrero, non promettono nulla di buono. Ma intanto, come dice Giampaolo, c'è da godersi quest'ultima partita davanti al pubblico di Marassi e mostrare, nonostante la brutta involuzione di fine campionato (solo due punti nelle ultime cinque partite) di che pasta è fatta questa squadra.
Tocca farlo contro l'ultimissima Juventus, già scudettata da tempo, di Allegri. Il primo tempo ha i ritmi di un amichevole ma il secondo è decisamente più pimpante. La Juve ci prova, si vede annullare un gol per fuorigioco, ma la Samp tiene e passa due volte nei minuti finali. Dopo il triplice fischio, un'ultima passerella sotto la Gradinata Sud per Giampaolo durante la quale sia lui sia i tifosi trattengono a stento le lacrime augurandosi, silenziosamente, buona fortuna a vicenda.
Dopo la separazione le cose andranno malissimo a Giampaolo e maluccio alla Sampdoria. La speranza di entrambi è che questo ritorno, questa rinata simbiosi, possa riportare l'entusiasmo, il divertimento e l'ambizione vissuti a Genova tra il 2016 e il 2019.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














