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, 23 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Spezia-Sampdoria (1-0)


Lo Spezia porta a casa il secondo derby in tre settimane. Giampaolo, all’esordio sulla panchina doriana, avrà bisogno di tempo.


- Tre vittorie di fila per lo Spezia. Quattro nelle ultime cinque partite. 12 punti dei 25 totali conquistati nell’ultimo mese. Basterebbe questo per far capire come lo Spezia sia, probabilmente, la squadra più in forma del campionato insieme all’Inter. Probabilmente quella con più voglia di fare punti pesanti. Vincere un derby contro una squadra che ha appena cambiato allenatore (quindi, storicamente, vogliosa di cambiare rotta) significa tanto. Per la piazza e per la classifica. 25 punti sono, però, tutt’altro che sufficienti per considerarsi tranquilli, visto che Cagliari e Venezia sembrano poter essere delle rivali molto serie. Adesso, però, tra lo Spezia e la salvezza ci sono 8 punti e 4 squadre, scenario sicuramente inaspettato solo fino a un mese fa;

- Motta ha cominciato ad ingranare quando Giampaolo ha detto no. Il paradosso sta proprio qui: l’ex eroe dell’Inter del triplete non avrebbe dovuto allenare più lo Spezia già dopo la partita casalinga di metà Dicembre contro l’Empoli, finita 1-1. Poi arrivò la vittoria clamorosa a Napoli ma la società aveva già deciso che l’allenatore andava comunque esonerato. Il caso ha voluto, però, che il sostituto designato, Marco Giampaolo, rifiutasse la panchina spezzina, “costringendo” la società, a corto di alternative, a trattenere l’attuale coach. Da lì in poi (quasi) solo vittorie;

- Il 4-3-1-2 di Giampaolo non si cuce affatto addosso ai giocatori della Sampdoria. Ok la difesa a 4, marchio di fabbrica anche di D’Aversa. Ma a partire da Rincon in mediana, fino a Candreva sulla trequarti, lo storico scacchiere “giampaoliano” sembra totalmente forzato per la sua attuale squadra. La mancanza di duttilità tattica dell’ex allenatore di Milan e Torino (tra le altre) è sempre stata un suo punto debole. Crediamo che, a meno di nuove alternative che arriveranno dal mercato (Sensi) o graditi rientri (Damsgaard), Giampaolo dovrebbe pensare da un modulo alternativo da subito;

- Daniele Verde è l’uomo della rinascita. Il giocatore cresciuto nel vivaio della Roma è, infatti, diventato un vero e proprio idolo della tifoseria bianconera. Tecnicamente molto forte ma svogliato ed indolente, Verde non aveva mai dimostrato fino ad ora di poter essere davvero determinante. La responsabilità datagli (finalmente) da Motta è stata la chiave e probabilmente il ragazzo non aveva bisogno d’altro. Essere decisivo, poter dimostrare di non essere solamente un giocoliere bravissimo a fare numeri vuoti. Ora si corre, si segna, si servono palloni ma soprattutto si piange in panchina dopo una vittoria sudata. Benvenuto al nuovo Daniele Verde!

- Proprio le lacrime a fine partita di Verde evidenziano un carattere ed un attaccamento alla maglia ritrovato per i giocatori spezzini. La squadra si è stretta attorno al proprio allenatore nel momento più difficile ed ha saputo dimostrare un carattere ed una grinta che fino a novembre non avevamo potuto apprezzare. Oggi, pur mancando contemporaneamente i due totem dello spogliatoio, gli spezzini Maggiore e Bastoni, la squadra ha saputo stringere i denti nei momenti di maggiore pressione e, trascinata da Erlic e Verde, oggi entrambi di una categoria sopra tutti, hanno portato a casa una vittoria vitale.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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