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, 22 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Inter-Venezia (2-1)


L’Inter suda freddo contro un Venezia spartano ma la porta a casa con i suoi uomini d’esperienza.


- A San Siro l'Inter scende in campo per riprendere la propria marcia verso lo scudetto dopo il pareggio contro l'Atalanta. Il Venezia, super incerottato, scende in campo senza particolari pressioni ma non per questo già battuto. Va in scena una partita combattutissima con un Venezia "spartano" chiuso nella propria metà campo ma pronto a ripartire in maniera fulminea appoggiandosi a un Henry stratosferico. Alla fine l'Inter la spunta non senza soffrire letteralmente fino all'ultimo minuto;

- Inter che appare in down mentale più che fisico. Come spesso accade dopo la vittoria di un trofeo si tende a lasciare qualcosa inconsciamente a livello mentale. I ragazzi di Inzaghi scendono in campo con un palleggio più congestionato del solito e con un nervosismo che non trova riscontro nell'attuale stato della squadra e della società. Inzaghi si affida ai suoi uomini più esperti e grazie a loro porta a casa tre punti che per come si era messa la partita sono pesantissimi;

- Bene Barella e Calahnoglu. Handonovic non sembra irreprensibile sul goal. Skriniar si perde Henry e Bastoni è troppo nervoso. Brozovic è meno ispirato del solito così come Darmian (che però mette il cross per il pareggio di Barella) e Perisic. Dzeko si salva col goal ma fino a quel momento era stato praticamente impalpabile. Dumfries entra bene e in questo momento sembra sinceramente poco saggio rinunciarvi;

- Venezia che torna a casa senza i tre punti ma con tutti i complimenti del mondo. Si presente con un numero di indisponibili che fa impressione ma reagisce con ordine e determinazione applicando sapientemente lo spartito preparato in settimana. Henry infinito ma nessuno nella squadra di Zanetti non merita un applauso considerando anche che si riorganizza in corso d'opera dopo l'infortunio di Vacca Jr. Tanto di cappello a lagunari;

- Inzaghi riesce nella cosa più importante, riprendere i tre punti e mettere pressione alle inseguitrici ma sarà bene valutare la condizione atletica dei suoi ragazzi ed esorcizzare un nervosismo ingiustificato e inutile. Quando l'Inter fa l'Inter, ovvero gioca di palleggio in velocità ha pochi rivali (in Italia), quando la velocità cala, il discorso cambia.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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