Logo sportellate
, 20 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Roma-Lecce (3-1)


Il gol di Calabresi gela l'Olimpico, ma nella ripresa la squadra di Mourinho scende in campo con un altro piglio e archivia la pratica.


- Nessuna passeggiata all'Olimpico per la Roma. I tifosi giallorossi che si attendevano la classica prestazione sul velluto e ricca di gol devono riporre le proprie speranze. Questa squadra non sembra programmata per vincere senza soffrire. Prova opaca per la squadra di Mourinho, che difficilmente potrà trarre qualche risposta positiva da questa partita, nonostante il passaggio del turno. La sua squadra regala un tempo all'avversario prima di ricordarsi della differenza di valori in campo e archiviare la pratica nel secondo tempo, salvando i propri tifosi dall'ennesima nottata insonne della stagione;

- Mourinho schiera una formazione pressoché titolare, quasi a voler percepire quelle che sarebbero state le difficoltà della partita. E infatti la sua squadra è protagonista di un primo tempo quasi imbarazzante. Nessuno degli undici dello Special One sembra in grado di indovinare la giocata giusta. La squadra è lunghissima, il pressing inesistente, la manovra lentissima. Ogni qualvolta i giocatori romanisti hanno la palla tra i piedi c'è la sensazione - non da oggi - che non sappiano cosa fare. Ogni elemento della squadra giallorossa sembra un corpo a sé stante, che si muove casualmente e non in funzione della squadra stessa. Preoccupa, anche contro una squadra di categoria inferiore, la confusione che sembra regnare nella manovra dei capitolini, la quale sembra svolgersi nell'anarchia più totale;

- In casa Roma sembra difficile capire quali siano i titolari e quali le riserve. Non c'è, attualmente, un giocatore della rosa giallorossa in grado di fare la differenza più di un altro. Mourinho cambia, inverte, mischia le carte, ma i risultati cambiano di poco. Gli unici davvero in grado di spostare gli equilibri, ad oggi, appaiano Abraham e Zaniolo. Il primo deve diventare assolutamente un fattore nella Roma e i compagni devono trovare il modo di servirlo di più. Il gol del 2-1 è da attaccante navigato e anche Southgate inizia a sfregarsi le mani. Il secondo spacca letteralmente la partita col suo ingresso in campo nel secondo tempo, trasformando la fase offensiva della squadra. Non è ancora nemmeno lontanamente vicino al massimo della forma e sembra ancora imbrigliato in uno strapotere fisico che non riesce a sprigionare come vorrebbe. Ma se il c.t. inglese gongola per il numero 9 giallorosso, Roberto Mancini non può che fare altrimenti col numero 22, in vista dei playoff di marzo;

- Solo applausi per il Lecce che, con la serenità di chi non ha nulla da perdere, sforna una prestazione di grande personalità e grande tigna. L'intensità proposta dagli avversari facilita di certo il compito, ma gli uomini di Baroni superano a pieni voti il test dell'Olimpico. La squadra è compatta e corta e arriva più di una volta pericolosamente dalle parte di Rui Patricio, regalando una serata non priva di patemi ai tifosi di casa. La partita dei pugliesi termina, di fatto, con l'espulsione di Gargiulo, ma per un'ora i salentini hanno messo in mostra un organizzazione superiore ad alcune squadre oggi in Serie A. Da tenere d'occhio il gioiellino polacco Listkowski, che ha fatto passare un brutto primo tempo ai difensori di casa;

-Quarti di finale raggiunti per la Roma. La Coppa Italia rimane uno degli obbiettivi principali della stagione dei giallorossi, che troveranno nei quarti lo scoglio più ostico: l'Inter. Mourinho vorrà certamente arrivare fino in fondo alla competizione che, insieme alla Conference League, resta l'ancora a cui aggrapparsi per non incappare in una stagione fallimentare. Il quarto posto in campionato è già distante e lo Special One è finito abbastanza velocemente nel mirino delle critiche. Nella sfida secca contro la sua amata Inter il portoghese dovrà dimostrare, una volta per tutte, di non avere ancora perso il suo smalto come in tanti sostengono.

  • Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

pencilcrossmenu