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3 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Fiorentina-Genoa (6-0)


Nessun segnale di vita da parte del Genoa nell'ultima puntata del Vincenzo Italiano Show.


- Non si può prescindere da un commento sul Genoa per valutare questa partita: i grifoni sono una squadra sperduta, allo sbando, apparsi progressivo disfacimento fisico e mentale. Si sono visti giocatori sconsolati in campo, spostati di peso dai ragazzi di Italiano che li lasciavano spauriti e umiliati. Giudizio severo, ma (aspettando Bruno Labbadia) l'esordio di Konko dopo il breve e tremendo regno di Shevchenko è un disastro totale. Dura cinque minuti il Genoa, il tempo di fare una ripartenza insidiose e un tiro targato Portanova da 40 metri di poco alto. Poi il nulla. Certo, manca Criscito; certo, manca Rovella che si ferma nel riscaldamento. Ma il Genoa si fa scherzare fin troppo facilmente dalla Fiorentina, rintanandosi rapidamente negli ultimi 30 metri, facendosi sovrastare dagli attacchi viola portati con tantissimi uomini e senza nemmeno avere il minimo cenno di reazione d'orgoglio;

- Fiorentina eccessiva. Quasi stucchevole. La schiacciante superiorità viola in ogni aspetto è perfino straniante. 6 gol, il doppio di occasioni create, una doppietta su punizione firmata Biraghi, percentuali di possesso palla bulgare, una presenza costante nella metà campo rossoblù. Perfino un rigore sbagliato, un brutto "cucchiaio" di Vlahovic che poi si farà perdonare con gol e messaggi ai tifosi. Sembra uno di quegli allenamenti 11 vs 0 che neanche si fanno più per la loro scarsa valenza didattica, buoni giusto per combinare insieme un po' di aerobica con la tattica base. Al Franchi, si è visto una sola squadra in campo;

- Nel lunghissimo monologo viola si può parlare dei singoli scegliendone qualcuno solo per puro gusto personale, perché tutti hanno letteralmente dispensato calcio e le sbavature individuali vanno ricercate con lanternino. L'errore più "grave" lo fa proprio lui, Dusan Vlahovic, facendosi malamente parare un rigore sullo 0-0 con un rivedibile panenka. Ripreso da Italiano, corre subito negli spogliatoi all'intervallo, rientra in campo chiedendo scusa al (poco) pubblico presente, e poco dopo piazza il 4-0 con un aggancio e pallonetto di rara bellezza. In mezzo, propizia comunque l'1-0 dei toscani con Odriozola lesto a ribadire il rete un tocco sottoporta del serbo, respinto da Sirigu. Da fuori è "solo" il più dominante centravanti della Serie A, ma per chi tifa viola è una storia d'amore già destinata a finire e che lentamente ci strugge ogni volta di più;

- Si potrebbe parlare anche dell'ennesima gara sontuosa di Riccardo Saponara, o del valore in cabina di regia di Torreira (anche lui a segno), o ancora dell'ottima prova di Maleh lanciato dal primo minuto, per non dire del secondo assist in due spezzoni di gara per Ikoné. Ma la vera menzione d'onore è per capitan Cristiano Biraghi e la sua doppietta su punizione, oltre all'assist per il 2-0 di Bonaventura. L'ultimo capace di farla in maglia gigliata era stato Giancarlo Antognoni, in un Fiorentina-Roma datato 1980. Concederete per una volta a un suo grande denigratore improbi parallelismi con mancini quali quelli di Mihajlovic, Roberto Carlos o Recoba. Ma al di là delle esagerazioni, il rendimento generale del numero 3 della Fiorentina, il più alto e costante della sua carriera, è probabilmente l'emblema vivente del valore di Vincenzo Italiano nelle vesti di allenatore, docente, perfino demiurgo (sto esagerando, lo so);

- Alla fine, la reazione della Fiorentina al brutto 4-0 di Torino e ai due pareggi di fine 2021, sono 11 gol fatti in pochi giorni. Un segnale importante, più per sé stessi che per le rivali alla corsa europea. Al di là del mercato in entrata e in uscita, dei rinnovi, di alcune partite svarionate, la Fiorentina c'è, bella e d'alta classifica. Di contro in casa dei grifoni, per parafrasare una non fortunata frase del presidente Zangrillo, il Genoa è apparso clinicamente morto. Chissà se Labbadia, specialista di salvezze disperate, saprà come rianimarlo.

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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