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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Bologna-Napoli (0-2)


Che il Napoli sia tornato, o ci sia finalmente vicino, alla migliore versione di sé dopo due mesi di appannamento? Presto per dirlo: intanto torna dal Dall'Ara con tre punti importanti e una prestazione finalmente di spessore.


- Dal Napoli, dopo la vittoria ottenuta col minimo indispensabile contro la Samp e la deludente sconfitta di Coppa Italia contro la Fiorentina, ci si aspettava una prova di carattere e spessore sul campo del Bologna: la squadra risponde presente e, insieme a diversi degli assenti delle ultime settimane, ritrova una vittoria finalmente convincente;

- La gara è stato un assolo partenopeo fin dai primi minuti: il palleggio degli uomini di Spalletti ha ben presto mandato in confusione i rossoblù, con i centrocampisti emiliani che spesso finivano per correre a vuoto dietro a un pallone che veniva fatto girare in maniera magistrale dal trio Fabian-Lobotka-Zielinski, non da oggi uno dei più efficienti del campionato. Una partita che ha seguito questo canovaccio, col Napoli in costante possesso del pallone a dettare tempi e movimenti in campo, fino agli ultimi dieci minuti, quando la stanchezza dei supplementari di giovedì sera in nove uomini ha inevitabilmente iniziato a farsi sentire. Poco male però: la contesa era già in ghiaccio e la linea difensiva non ha corso praticamente alcun rischio, con Meret praticamente inattivo;

- A proposito di stanchezza, ma che partita ha fatto Zielinski? Arruolabile solo da questa mattina a seguito di un tampone negativo, ha raggiunto i suoi in treno all'ultimo minuto come il più classico decimo al calcetto raccattato all'ultimo secondo, disputando 80 minuti di livello altissimo durante i quali ha orchestrato da navigato direttore d'orchestra entrambe le azioni corali che hanno portato ai gol partenopei. L'importanza del polacco, nel gioco di Spalletti, è di giornata in giornata sempre più cruciale;

- È stata la partita dei ritorni in casa Napoli: ritorna al gol Lozano, che aveva da farsi perdonare il suo inspiegabile raptus di giovedì scorso in coppa, ritorna Fabian, che sale immediatamente in cattedra dimostrando quanto il suo contributo sia cruciale sia in costruzione di gioco - avvia e rifinisce l'azione del secondo gol azzurro - sia con le sue conclusioni dalla distanza. Soprattutto, ritorna Osimhen, e lo fa con coraggio e determinazione che lo spingono a ingaggiare senza paura diversi duelli aerei e andando anche vicinissimo allo 0-3. Le buone notizie, per Spalletti, sembrano non finire mai;

- L'altra faccia della medaglia è rappresentata da Mihajlovic e dal suo Bologna, che al contrario vengono dalla sconfitta contro il Cagliari e da un periodo in generale non semplicissimo causa Covid: la classifica dei rossoblù è più che rassicurante, vista la distanza che separa i felsinei dalla zona rossa, tuttavia oggi il Bologna è apparso decisamente inerme, schiacciato da un Napoli che sì oggi girava a ritmi più che sostenuti, ma la reazione quasi rassegnata dei rossoblù, incapaci di opporre la minima resistenza, desta qualche legittima preoccupazione.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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