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3 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse post Venezia-Empoli (1-1)


Nel derby hipster della Serie A non poteva che esser decisivo Nani.


- Al Penzo va in scena la sfida più hipster della Serie A: il cosmopolita Venezia ed il sorprendente Empoli sono le squadre che solleticano maggiormente il palato dei cercatori di pepite di talento meno mainstream della Serie A ed offrono un calcio fresco e propositivo . Alcune di loro si sono già messe in luce, da Aramu a Zurkowsky, da Busio a Bajrami, da Henry a Pinamonti, da Stojanovic al neo-acquisto Cuisance ed alla suggestione Nani. Al di là del fascino radical chic, c’è una classifica che lasciava decisamente meno tranquillo il Venezia: le squadre si spartiscono la posta nel segno dell’equilibrio, e la sensazione è che possa andare bene così ad entrambe;

- Le due squadre si dividono un tempo a ciascuno: se il primo è dominato dagli ospiti, che al 25’ esimo hanno già totalizzato dieci tiri in porta, il secondo vede una decisa reazione dei padroni di casa, che si insediano stabilmente nella metà campo avversaria. Il pareggio che ne deriva è quindi il risultato più giusto: certo, se solo le squadre fossero state più concrete dalla trequarti in su, si sarebbero viste più reti, ed è forse proprio questo il rammarico di entrambi i tecnici rispetto a questi 90’;

- Il Venezia, alla vigilia della stagione, era forse l’incognita più grande della Serie A: sia per la campagna acquisti decisamente esotica, sia anche per il crash test dei principi di calcio di Zanetti in Serie A, dopo che avevano stupito tutti in B. Cosa possiamo dire dopo 22 giornate? Che da una parte si sta giocando le sue carte senza snaturarsi, ma dall’altra fa più fatica del dovuto a fare punti per la poca lucidità offensiva e l'inesperienza: la partita di oggi stava viaggiando esattamente su queste frequenze, almeno fino ai cambi di Zanetti, quando Busio e Nani hanno dato quella qualità decisiva a raggiungere il pareggio. Un esordio migliore per il fantasista portoghese era difficilmente immaginabile, ed ha detto esattamente quale può esser il suo ruolo in questa parentesi in laguna: chi sogna un revival delle magie neroverdarancio di Recoba, ha avuto esattamente ciò che si aspettava;

- Sulla sponda empolese, sembra che siano scese in campo due squadre diverse: ci si chiede cosa sia successo negli spogliatoi del Penzo all’intervallo, perché la squadra del primo tempo è profondamente diversa da quella rientrata in campo nel secondo. Nella prima frazione c’è in campo la versione migliore dei toscani, quella che ha permesso loro di esser la vera sorpresa stagionale: nel secondo invece entra in campo una squadra timorosa e totalmente soggiogata dagli avversari, incapace di superare la metà campo, magari anche per un calo fisico. Il vero rammarico per l’undici di Andreazzoli è non esser riusciti a chiuderla nei primi 45’: ma quando non  la vinci, spesso devi esser bravo a non perderla, e questo può essere un indice di maturità importante;

- Ma le pepite di cui sopra come si sono comportate? Già detto del cambio di marcia dato da Nani e Busio, tra le fila neroverdarancio si distinguono pure Okereke (autore del gol) e Vacca, mentre deludono gli appannati Aramu ed Henry.  Tra gli empolesi il migliore è Zurkowsky, ma anche gli italiani Ricci e Vicario si confermano su livelli decisamente interessanti per costanza di rendimento. Infine, una nota di merito i due tecnici, Andreazzoli e Zanetti: allenano due neopromosse che, se il campionato finisse adesso, si salverebbero, mantenendo fede al loro credo e proponendo un calcio interessante come quello visto oggi.

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Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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