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, 16 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Sassuolo-Verona (2-4)


Un meraviglioso Barak si porta a casa il pallone e regala tre punti all'Hellas contro un Sassuolo rimaneggiato.


- Se avete deciso di fare qualcos'altro che guardare il "lunch match" in questo pranzo domenicale di metà gennaio, sappiate che vi siete persi una contesa divertente e frizzante. Certo, gli attacchi hanno prevalso a dismisura sulle difese, ma Sassuolo ed Hellas sono due formazioni che lasciano sempre il gusto dolce e sazio agli appassionati che amano il calcio propositivo. Oggi al Mapei Stadium sei gol totali e giocate di ottimo livello, considerando che le due compagini in campo occupano la metà classifica. L'Hellas ha dimenticato la brutta prova con la Salernitana e forse oggi ha dimostrato di poter oscillare attorno all'ottava posizione, mentre per i neroverdi l'esame di maturità è rimandato;

- La copertina dell'incontro non se la può non prendere Antonin Barak. Il centrocampista ceco torna titolare dopo alcune settimane afflitto dal mal di schiena e realizza una tripletta e un assist, per una giornata perfetta. L'ex Udinese posizionato da trequartista destro può far sgorgare tutto il suo talento. Mancino prelibato, tratteggia calcio con la sua visione e la sua andatura un po' dinoccolata, ma soprattutto viaggia con una velocità di pensiero di un tempo precedente a tutti gli altri sul prato di gioco. Merito a Juric prima, e a Tudor oggi, per aver plasmato definitivamente un calciatore particolare per fisicità e tecnica, però è una gioia per gli occhi di chi lo osserva;

- Dall'altra parte si deve dire di un Sassuolo che è stato fagocitato dal calcio ossessivo dell'Hellas. Il pressing degli scaligeri ha tolto respiro al possesso palla abituale degli emiliani, in più a centrocampo Tameze si è mangiato tutta la mediana neroverde. Chiaro, l'alibi delle tante assenze pesa, perché a Dionisi mancavano Berardi, Boga, Traoré e Djuricic per svariati motivi, ma dietro il Sassuolo è friabile e particolarmente in casa si spezza alle prime scosse generate dagli avversari. Kyriakopoulos e Muldur esterni alti sono stati inadatti, Chiriches regala un rigore agli ospiti e la frittata è presto fatta;

- Parliamo di Tudor. Alzi la mano quanti avrebbero immaginato, alla notizia del tecnico croato a surrogare Di Francesco, che l'Hellas avrebbe risposto in maniera così maiuscola e si trovasse a 30 punti dopo 22 giornate. Crediamo in pochi, visti i precedenti di Tudor, ma il difensore erculeo che giocava alla Juve è stato saggio a riportare la "chiesa al centro del villaggio", ossia ripristinare il modulo e lo stile di gioco precedenti di Juric (3-4-2-1 e impronta al pressing ribaltando velocemente il fronte di campo), aggiungendoci nel mix l'alternanza a un palleggio più ragionato dando carta bianca a Barak e Caprari sulla trequarti;

- In chiusura da evidenziare la metamorfosi di Scamacca. Oggi il centravanti romano ha siglato un gol eccezionale in semirovesciata e da circa 25 metri ha tirato uno scaldabagno andando ad un passo dalla doppietta. Scamacca ha raggiunto i 9 gol e dovesse tenere la media, a fine stagione arriverebbe intorno ai 16 gol. Tanta roba, per uno che continua ad avere sulla schiena la croce del: "E' una testa calda, vediamo se durerà". In quest'annata Dionisi è stato bravo a dargli sempre maggiore minutaggio nell'arco della stagione, facendolo adattare al calcio del Sassuolo ed ora Scamacca sta palesando qualità non indifferenti per un'Italia alla ricerca del centravanti. L'ex Genoa fisicamente è massiccio, tecnicamente è associativo alla manovra di squadra e nel giro di pochi metri trova conclusioni pazzesche.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male.
    Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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