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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Roma-Cagliari (1-0)


La sfida tra due "esteti" del calcio finisce con 3 punti alla Roma e tanti prevedibili sbadigli.


- Dopo 1 punto nelle ultime 3 gare, che sono costate l’abbandono a ogni velleità da Champions, la Roma doveva vincere e lo ha fatto. I 3 punti sono arrivati nonostante l’ennesima prova poco brillante, anche se in maniera tutto sommato meritata, e non poteva essere altrimenti contro un Cagliari decisamente rimaneggiato;

- I giallorossi tornano al 4-2-3-1, con Mikitharyan sulla trequarti al posto dell’infortunato dell’ultim’ora Pellegrini e il giovane Felix confermato sulla sinistra, sempre pronto a scattare per l’attacco della profondità. Mazzarri fa la conta dei disponibili e mette in campo un 5-3-2 con Pereiro a uomo su Oliveira in fase di non possesso e l’inedito trio di centrali Altare-Goldaniga-Carboni. Con il Cagliari chiuso, la Roma cerca la verticalità con troppa frenesia e poche idee. Quando nella ripresa i sardi devono sbilanciarsi per riprenderla, concedono ai giallorossi la loro arma migliore, il contropiede, che però non viene mai sfruttato a dovere a causa di troppi errori nelle scelte o nell’ultimo passaggio;

- Vedi, vini, vici. Sergio Olivera è atterrato a Roma appena 4 giorni fa, ma la sua firma sulla vittoria odierna è chiara e definita. Un rigore conquistato e calciato, e una squadra che si è appoggiata quasi in toto a lui nella costruzione. L’impressione è che per il portoghese sia imprescindibile la brillantezza fisica per mettere in mostra il meglio del suo repertorio: nella prima frazione domina, nella ripresa si abbassano i giri del suo motore e la prestazione ne risente. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, la Roma ha fatto un’ottima presa;

- Veretout, ormai detronizzato anche dal ruolo di rigorista, prosegue nella sua preoccupante involuzione, mentre Mancini continua a patire i momenti di difesa posizionale -non il massimo per un centrale di difesa- e la sua marcatura “allegra” rischia di costare l’1-1 di Joao Pedro. Bene Abraham da rifermento offensivo e ordinati i due laterali, Maitland-Niles e Vina. L’inguardabile ingresso Shomurodov fa venire voglia di conoscere il tasso alcolemico di chi un giorno di luglio ha deciso di investire 20 milioni per lui;

- Un Cagliari ben messo in campo ha avuto il merito di rimanere in partita fino a sfiorare il pari con la traversa di Joao Pedro, ma ha mostrato davvero troppa poca qualità per portar via qualcosa dall’Olimpico. Le assenze erano davvero tante, ma una delle poche scelte a disposizione Mazzarri (sempre maestoso nelle recriminazioni in conferenza stampa) l’ha sbagliata, preferendo il disastroso Dalbert al ben più spigliato Lykogiannis. La salvezza, grazie anche alle ultime 2 vittorie, resta comunque alla portata. Se però cercate il bel gioco, vi consiglierei di guardare altro.

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Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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