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2 min

- di Andrea Codega

Considerazioni sparse post Atalanta-Inter (0-0)


Un punto che conferma il valore delle due squadre: 45' di equilibrio caotico, altri 45' di battaglia a tutto campo con occasioni per entrambe.


- Innanzitutto un dato poco pronosticabile: è finita a reti bianche la sfida tra i migliori attacchi della Serie A. E se anche ci sono state delle occasioni macroscopiche per entrambe, l'equilibrio (caotico nel primo tempo) che di fatto ha regnato per tutti i 90' spiega perchè questa partita sia stata forse non bella, ma di sicuro di alto livello - da menzionare anche l'Atalanta con una disposizione a 4 in difesa, che ha funzionato per larghi tratti -. Ed è più gustoso vedere questo tipo di partite piuttosto che dei 4-4 pieni di errori e lacune. Alla fine, è un buon punto per entrambe che testimonia il valore delle due squadre;

- La solitudine di chi giunge davanti alla porta. Pessina prima, ipnotizzato da un Handanovic mostruoso. D'Ambrosio poi, con la palla che ha sfiorato il palo. Entrambi si sono presentati nel secondo tempo a pochi centimetri dalle porte avversarie ed entrambi hanno sbagliato due gol facili facili;

- Il mancato apporto degli attaccanti dell'Inter. A volte sembra quasi che lo facciano apposta, in funzione del gioco delle coppie, ed è successo anche nella partita di Supercoppa. Dzeko e "il campione è così" Sanchez hanno giocato male, sbagliando molto tecnicamente (Dzeko, che ha anche sbagliato almeno un paio di palloni più facili di testa, seppur migliorando nel secondo tempo nei movimenti e nel dialogo con i compagni) e muovendosi male alle spalle della linea avversaria (Sanchez). Ma è capitato spesso anche a Correa, molto intermittente anche oggi, e a Lautaro nel corso della stagione, che però tra i quattro è probabilmente quello più irrinunciabile per diversi motivi. Niente di grave, ma dato il livello mostrato da questa Inter è giusto trovare il pelo nell'uovo;

- La pericolosità elettrica di Muriel. Non è una novità da diverso tempo, ma sbalordisce comunque a ogni partita. Soltanto uno straordinario Handanovic ha salvato l'Inter sul tiro di Muriel nel secondo tempo, mentre per il resto della partita il colombiano ha dispensato picchi di qualità altissimi. Da vedere è sempre spettacolare, per quanto a volte poco efficace;

- E allora, quando se lo merita, è giusto menzionare anche Handanovic. Perché se quello su Pessina è un autentico miracolo ma anche un mezzo errore del centrocampista, quella su Muriel è una parata di pura coordinazione, riflessi e reattività, particolari su cui Samir ha fatto dei notevoli passi indietro negli ultimi anni. Bravissimo.

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25 anni a base di fùtbol e racchette. Sapevo tutte le capitali del mondo, poi è arrivato Timor Est. Contro gli anglicismi inutili.

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