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, 16 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Manchester City-Chelsea (1-0)


La prodezza di De Bruyne illumina il pomeriggio di Premier e regala al City una vittoria che pesa tantissimo nella corsa al titolo.


- Partiamo dalla fine. Al minuto 83 di quella che potrebbe essere la partita decisiva per la conquista del quarto titolo dell'era Guardiola, in vantaggio per 1 a 0 contro una delle due rivali dirette, il City ha 5 giocatori che vanno ad occupare l'area avversaria in attesa del cross di Jack Grealish. Al minuto 85, su una palla giocata da Timo Werner nella sua trequarti offensiva, la difesa citizens, contro ogni (vecchia) logica calcistica, si alza alla velocità della luce per lasciare in fuorigioco Lukaku, al posto che scappare di corsa nella propria area ed alzare il muro. Al minuto 90, per finire, Sterling ha il possesso a metà campo e un treno alle sue spalle si sovrappone per cercare di attaccare la difesa del Chelsea: è il suo compagno che fa il terzino, Walker. Mentalità. E tanta consapevolezza di essere una macchina perfetta, forse la migliore macchina che si sia mai vista negli ultimi 10 anni. In questi minuti descritti c'è tutto il City di Guardiola, c'è tutto il suo lavoro che quest'anno sta dando i suoi frutti più luccicanti;

- La partita alla fine è finita 1-0. Il City adesso ha 13 punti di vantaggio sui londinesi, che sembrano ormai fuori dai giochi per il titolo e anzi, dovranno guardarsi bene le spalle per mantenere almeno il quarto posto, visto che dietro Tottenham e Arsenal sembrano lanciate per un buon finale di stagione. 13 punti sono oggettivamente il giusto gap per spiegare la differenza tra le due squadre in questa stagione: se pensiamo anche alla partita d'andata, finita con lo stesso punteggio e con la stessa sensazione di netta superiorità City, ad oggi i ragazzi di Guardiola hanno dimostrato di viaggiare su ben altro binario rispetto ai blues di Londra;

- Il Chelsea si è presentato ad Etihad con una serie di risultati (2 vittorie nelle ultime 7 gare di campionato) non proprio da squadra che vuole lottare per il titolo. In settimana però era arrivata la qualificazione alla finale di Coppa di Lega, la terza finale in neanche un anno di gestione Tuchel. Il morale era alto e in più, a parte Chilwell (stagione finita) e Christensen (Covid), l'allenatore tedesco aveva praticamente tutta la rosa a disposizione. Le sue scelte all'inizio hanno però sorpreso un po' tutti: fuori Jorginho e centrocampo con Kantè e Kovacic (quest'ultimo oggi impreciso e nervoso), e fuori anche Havertz e Mount, sostituiti alle spalle di Lukaku da Ziyech e Pulisic. Anche Guardiola ci regala un brivido ed ecco che nella formazione iniziale non troviamo Ruben Dias. Solita linea a 4 con Walker, Laporte, Stones e Cancelo, poi De Bruyne e Bernardo ai fianchi di Rodri, e attacco tutto inglese composto da Foden, Sterling e Grealish. Per completare il quadro delle sorprese, addirittura due raggi di sole scendono ad illuminare il pomeriggio di Manchester;

- Sterling è stato quello più vivo, come gli capita da un paio di mesi a questa parte. Strana la storia del ragazzo nato a Kingston: ai margini nella prima parte di stagione e dato per sicuro partente nella finestra di mercato invernale, ad oggi è il giocatore offensivo con il rendimento più alto e costante della squadra, e sembra tornato definitivamente ai livelli di un paio di anni fa. Dall'altro lato del campo, Grealish ha dato finalmente segnali di poter essere anche lui importante nel sistema City: il triangolo con Cancelo e De Bruyne nel primo tempo ha funzionato meglio del solito e ha dato qualche soluzione in più contro uno schieramento avversario cosi difficile da attaccare. Il Chelsea ha dimostrato buona solidità difensiva (ottima la prestazione di Rudiger e Thiago Silva, un po’ meno quella di Sarr) e anche buona qualità in uscita contro il pressing avversario. Chi ha tradito sono stati proprio i due trequartisti: una volta superate le due linee di attacco e centrocampo City, la palla un paio di volte è arrivata sui piedi di Ziyech che ha però clamorosamente sbagliato l'ultimo passaggio che avrebbe messo Lukaku davanti ad Ederson. Il marocchino visto in questi due anni in maglia blues è una vera delusione; in una partita cosi importante, con tutti i trequartisti a disposizione, ha un po' stupito vederlo nell'undici titolare;

- Il gol che ha deciso il match, intorno al 70' minuto, merita di essere rivisto almeno una decina di volte, perché ad ogni replay si può notare un dettaglio diverso. Parte tutto da Cancelo che praticamente da ultimo difensore si inventa un passaggio di prima tra le linee che libera De Bruyne (mentalità, ricordate?). Il belga poi si gira, resiste ad una ventina di metri di pressione di Kantè, se ne libera e dal limite dell'area fa partire un tiro imparabile a fil di palo, con la palla che gli era anche rimasta un po' troppo sotto. Poesia. Musica. Da rivedere più volte, credetemi.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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