, 15 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Juventus-Udinese (2-0)


Una Juventus bruttina ma cinica porta a casa tre punti fondamentali per la rincorsa Champions.


- Trecentesima sulla panchina della Juventus per Allegri che gli regala una di quelle partite a lui tanto care. La sua Juventus appare infatti compatta e solida, a tratti francamente scolastica e bruttina, ma maledettamente cinica. Dybala (con annessa esultanza polemica) e Mckennie convertono in goal le uniche due azioni degne di nota di una partita per lunghi tratti bloccata. Ancora una volta l'argentino dimostra di essere l'uomo in grade di far comparire lampi di calcio, come anche in occasione della sventagliata che porta al raddoppio dell'americano, da cui i bianconeri faticano a prescindere. Soprattutto se Kean e Kulusevski sono quelli "visti" questa sera, e con un Chiesa ai box per diverso tempo, non ci sembra il caso di questionare troppo sul suo rinnovo (bilancio permettendo);

- Per la Juventus la nota migliore della serata sono senza dubbio i tre punti che, seppur per una notte, le permettono di agganciare la Dea al quarto posto in classifica. La sensazione è che il livello di maturità della formazione bianconera stia crescendo soprattutto nell'affrontare le piccole. Non abbiamo problemi a credere che una partita del genere qualche mese fa avrebbe potuto portare ad un risultato ben diverso (citofonare Empoli e Sassuolo per referenze);

- La partita regala poche gioie e tanti temi di discussione per gli amanti del bel gioco. I bianconeri entrano in campo decisi a gestirla, l'Udinese con la voglia di difendersi. Ne viene fuori un primo tempo di palleggio e gestione con il lampo del goal su sviluppo di una delle poche verticalizzazioni dei 90 minuti. Il secondo tempo a livello emozionale regala poco di più, nonostante la formazione ospite più alta e propositiva, la Juventus si difende e mantiene il proprio ritmo chiudendola su una delle rare sortite offensive della ripresa;

- L'Udinese vista questa sera merita un plauso. La formazione di Cioffi (un vulcano che si farà) nonostante le assenze ha la capacità di rimanere in partita nel primo tempo e di trarre giovamento dall'ormai tipico approccio juventino ai secondi tempi, riuscendo anche a prendere il controllo della manovra per lunghi tratti. Ottima a proposito la prestazione di Wallace in mediana e degli esterni. A mancare è però l'ultimo passaggio di Delofeu e la grinta di Beto, entrambi spenti nella notte piemontese. Risultato: sedici tiri totali (di cui solo tre nello specchio) senza mai impensierire realmente Sceszny;

- Focus Juve: la mediana bianconera con Arthur e Bentancur lascia come sensazione quella di essere una coppia messa lì esattamente per fare quello che si vede ma di non avere mai la forza di fare qualcosa di più. Nel palleggio corto e a ritmi bassi finalmente l'uruguagio regala una prestazione di buon livello, alternando la ricerca della palla in avanti ad un buon filtro in fase difensiva. Manca sempre un po' di qualità, soprattutto in fase propositiva. Meno bene il brasiliano che, nonostante i ritmi e la poca intensità del pressing fruiliano del primo tempo, riesce ad incappare in qualche errore banale. Può bastare, sì, ma solo con certi avversari e con un McKennie in forma smagliante. Con il Milan ci sarà bisogno di molto di più.

  • Rimini 10/11/1996. Laureando magistrale in Gestione d'Impresa in LUISS, l'unica cosa gestita fino ad ora è il budget da allocare tra i vari Sky, Dazn, Eleven Sport, stadi, scarpe da running, skipass, campi da tennis e calcetto per soddisfare una fame ancestrale ed insaziabile di Sport. Ex arbitro, sogna un calcio dove il direttore di gara non sia l'oggetto di sfogo di una società frustrata.

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