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4 min

- di Andrea Codega

Il pagellone di Inter-Juventus (2-1 d.t.s.)


I primi 60 minuti frizzanti, poi una partita che sembra lentamente avviarsi ai calci di rigore. Infine arriva Alexis Sanchez a decidere la Supercoppa in direzione Inter.


INTER

HANDANOVIC - 6: sostanzialmente inoperoso per tutta la partita, anche sul gol subito.

SKRINIAR - 7: carico a pallettoni, è fondamentale un suo intervento su McKennie a inizio primo tempo, a pochi metri dalla propria porta. Per il resto annulla tutto ciò che gli passa davanti.

DE VRIJ - 5.5: un'altra partita negativa da parte del centrale olandese. Poco coraggioso con la palla tra i piedi, sbaglia un retropassaggio di testa ed è impreciso nell'occasione del gol di McKennie, nonostante la deviazione.

BASTONI - 7: da qualche tempo a questa parte fa tutto ciò che non dovrebbe competere a un difensore. Lo trovi dovunque, e fa tutto in maniera eccellente.

DUMFRIES - 6.5: in continua crescita, dimostra di essere sempre più un fattore in fase offensiva, attaccando l'avversario di riferimento. Un paio di ottimi interventi anche in fase difensiva. (DARMIAN - 7: l'uomo giusto al momento giusto, come spesso gli è capitato nell'ultimo anno nerazzurro, contro ogni pronostico. Decisivo nel rubare la palla ad Alex Sandro.)

BARELLA - 6: meno scintillante e più frenetico del solito come tutto il centrocampo nerazzurro. (VIDAL - 6: sicuramente un ingresso più positivo rispetto a quello con la Lazio, un buon spezzone di gara).

BROZOVIC - 6.5: con lui si è talmente abituati bene che quando, per una volta, sbaglia qualche pallone lo si nota in maniera eccessiva. Guida comunque la squadra per tutti i 120', non smettendo mai di correre e di modellare a proprio piacimento la prima costruzione dell'Inter.

CALHANOGLU - 6: anche lui un po' più in ombra del solito, un paio di tiri nel primo tempo ma poco altro.

PERISIC - 6.5: uno dei più positivi nei primi 65' dell'Inter, poi cala e mette in scena qualche errore tecnico di troppo. Nella prima parte è però stato il giocatore in grado di creare più pericoli, attaccando costantemente De Sciglio. (DIMARCO - 6.5: è suo il cross che in fin dei conti si rivela decisivo).

LAUTARO - 6: continua a mancare in continuità e in impatto nel corso della gara, in un salto di qualità che ci si poteva aspettare in questi mesi. Bravo e freddo sul rigore, dopo un paio di errori a inizio gara che avrebbe dovuto capitalizzare. (SANCHEZ - 7.5: un pieno 7 per il gol decisivo, simbolo di un Sanchez ritrovato da diverso tempo a questa parte. Mezzo voto in più per la divertente intervista nel post-partita, dove sostanzialmente passa due minuti ad autocelebrarsi).

DZEKO - 6: anche lui non scintillante e preciso come al solito, la caparbietà sul rigore compensa i diversi errori tecnici e un secondo tempo piuttosto evanescente. (CORREA - 5.5: non entra bene in partita, di fatto contribuendo a depotenziare l'Inter nel corso dei tempi supplementari).

INZAGHI - 6.5: l'unico neo è la scelta degli attaccanti. Di fatto, togliendo entrambe le punte depotenzia l'Inter da metà secondo tempo in poi: col senno di poi, in molti casi l'Inter ha bisogno di avere sempre una seconda punta in campo, soprattutto contro squadre chiuse. Per il resto c'è poco da dire: la sua Inter continua a sapere soltanto vincere, e non è per nulla scontato.

JUVENTUS

PERIN - 6.5: incolpevole sui gol, bravissimo sul colpo di testa di Dumfries nel secondo tempo.

DE SCIGLIO - 5: asfaltato a più riprese da Perisic, dopo l'epopea di Roma rovina tutto con l'intervento su Dzeko che porta al rigore.

RUGANI - 5.5: ha paura della propria ombra, lo si vede da un paio di spazzate inutili nel secondo tempo. Per il resto non combina errori evidenti.

CHIELLINI - 6.5: l'unica certezza della Juventus là dietro, nonostante l'intervento su Barella che poteva tranquillamente essere giudicato da rigore. Concede pochissimi palloni agli attaccanti dell'Inter, Dzeko in primis.

ALEX SANDRO - 4: già insufficiente per quello che ha fatto vedere in 119', poi all'ultimo secondo la fa veramente grossa. Giocatore ormai inadeguato a questi livelli.

LOCATELLI - 6: è il giocatore con più tocchi della Juventus. Sono solo cinquanta, e questo spiega l'impostazione di gioco con cui scende in campo la squadra. Un giocatore come lui non può che faticare in questo contesto. (BENTANCUR - 6: ingresso dignitoso nei tempi supplementari, rompe diverse impostazioni di gioco nerazzurre).

RABIOT - 5: al fianco di Locatelli si nota solo per una bella chiusura su Perisic nel primo tempo, per il resto non si vede mai.

MCKENNIE - 7: non sarà il più fine dei palleggiatori, ma si dimostra l'uomo più deciso ed energetico del centrocampo bianconero. Prezioso anche in fase di non possesso e stantuffo continuo, è l'autore del gol del vantaggio. Bravissimo.

BERNARDESCHI - 6: è sicuramente uno dei più attivi della Juve, pur sbagliando diverse scelte di gioco e un gol piuttosto comodo a inizio secondo tempo. (ARTHUR - 5.5: entra a palleggiare, con calma fin troppo eccessiva e qualche errore). (DYBALA - 5: entra ma di fatto non combina nulla).

KULUSEVSKI - 6: una partita di sacrificio su Brozovic, combina poco con la palla tra i piedi ma ha il merito di far partire l'azione che porta al gol di McKennie.

MORATA - 6: anche lui non gioca di per sé una partita insufficiente, ma d'altronde è difficile combinare qualcosa di pericoloso a cinquanta metri dalla porta avversaria, con Skriniar alle calcagna. Ha il merito di realizzare l'assist per il gol di McKennie, nei restanti minuti ci prova ma senza successo e creare pericoli. (KEAN - 5: è entrato?)

ALLEGRI - 6: viste le assenze e il valore degli avversari, stasera poteva inventarsi poco di diverso. Semmai si può discutere su come queste idee siano replicate anche in altre situazioni in cui potrebbe inventare e costruire un contesto più florido e promettente. La Juve disputa però 120' di buon livello, facilitata anche da un Inter meno scintillante del solito.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

24 anni a base di fùtbol e racchette, ma anche dell'altro (forse). Sapevo tutte le capitali del mondo, poi è arrivato Timor Est. Fermo oppositore degli anglicismi inutili.

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