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2 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Torino-Fiorentina (4-0)


I granata di Juric si portano a spasso i viola per novanta minuti.


- Svagata, svogliata, traumatizzata. Questa è stata la Fiorentina di Vincenzo Italiano, contro un Torino che, alla faccia delle assenze e dei postumi da quarantena per covid, si approccia alla gara con grande ritmo incartando i viola su tutti i piani possibili. Perché al netto della prestazione tragicomica dei gigliati che evidenzieremo, va reso il giusto merito alla squadra di Juric, alla terza vittoria in quattro gare e battuta solo dall'Inter capolista;

- Se dopo la gara contro il Verona avevamo scritto di aver assistito al peggior avvio di match della Fiorentina di questa stagione, il primo match del 2022 straccia ampiamente questa valutazione. I viola a cavallo del ventesimo minuto subiscono due reti macchiate da errori marchiani, che rendono persino troppo facile la firma sul tabellino da parte di Singo e Brekalo. L'eccellente pressione alta portata dal Torino mette in crisi la costruzione bassa della Fiorentina, fin dai primi minuti in difficoltà ad uscire e spesso costretta a cercare direttamente di appoggiarsi su un Vlahovic isolato e ben addomesticato da Bremer. Ma soprattutto questa sembra avere un effetto anestetizzante sui viola, morbidi sui duelli, imprecisi nei passaggi e poco propensi a rimanere corti e muoversi in maniera corale;

- Il Toro, brillante e perfino rabbioso nel condurre la gara secondo i suoi piani, prepara così gli ingredienti per le frittate poi servite dai toscani. Gol di Singo che nasce da una spazzata corta, deviata da Milenkovic di tacco, recapitata sui piedi di Vojvoda che pennella per l'esterno ivoriano, poi Biraghi si fa attrarre in marcatura da Sanabria e 1-0 facile facile. Raddoppio con Quarta (già ammonito) che va debolissimo a contrasto su Lukic, difesa tagliata fuori e Brekalo insacca a porta quasi vuota. E il tre a zero, sempre nel primo tempo, è figlio di un disastroso retropassaggio di Callejon verso Terracciano, comodamente intercettato ancora da Brekalo che batte ancora il portiere viola. Nella ripresa, solita storia nel contropiede magistrale che chiude la gara già al 60': Igor (subentrato a Quarta nell'intervallo) perde il riferimento sull'uomo, perde anche quello sul pallone, e Sanabria facile facile trasforma in rete il pallone recapitatogli da Mandragora;

- Brekalo partita totale. Due gol, quantità industriale di palloni toccati e gestiti, tante conclusioni verso la porta, lavoro di pressione senza palla fondamentale nell'inceppare il motore della Fiorentina. Le posizioni in campo sua e di Praet mandano in difficoltà i viola in entrambe le fasi. Bremer si mette in tasca Vlahovic per tutta la gara. Da parte viola, difficile salvare qualcuno dopo una prova del genere. Alla fine l'unica nota "positiva" è l'esordio del nuovo arrivo Ikoné, poco meno di un quarto d'ora per lui al posto di un Gonzalez drammatico, la cui prova alla fine si può riassumere in una rabona tentata sul 4-0, facilmente raccolta dal giovanissimo portiere Gemello;

- Italiano dovrà rimettere mano a parecchie cose in vista della gara di Coppa Italia contro il Napoli, soprattutto sull'aspetto mentale dell'approccio alla partita. Troppo, troppo fuori fase è apparsa oggi la sua squadra. Nota a margine: nella farsesca decisione della capienza ridotta a 5mila spettatori ma a partire dalla prossima settimana, l'allucinante orario delle 17 di lunedì per il match di oggi ha visto presenti meno di 3mila spettatori.

(foto in copertina Getty images/Sky sport)

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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