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3 min

- di Daniele Abate

Considerazioni sparse post Cleveland Cavaliers-Golden State Warriors (82-96)


Cleveland continua a mostrarsi una squadra molto interessante, capace di reggere il peso dell’attacco di Golden State nonostante gli infortuni che da inizio stagione continuano a massacrare la rosa di coach Bickerstaff. Golden State ritrova il suo secondo miglior giocatore, che all’esordio stagionale e dopo due anni e mezzo lontano dai campi sembra voler riprendere da dove aveva lasciato.


- Sono passati 944 giorni dall’ultima volta che Klay Thompson ha calcato un parquet di gioco. Al suo debutto stagionale Thompson regala sprazzi di ottimo gioco e l’idea di una buona condizione fisica che può solo andare a migliorare. I 17 punti segnati, nonostante un 7/18 dal campo e 3/8 da 3 punti, lasciano intravedere una condizione fisica e una fiducia nei propri mezzi che non è stata intaccata dai due gravi infortuni subiti. L’impressione è che Golden State con il rientro di Thompson sia la favorita per la vittoria finale, quantomeno ad Ovest. I Cavaliers continuano a giocare bene ma i risultati rimangono altalenanti, complici gli infortuni e una rosa giovane che però, se dovesse continuare sotto la guida di Bickerstaff potrà regalare grandi soddisfazioni in futuro;

- A tenere banco è il ritorno di Klay Thompson, in quella che è stata la partita più attesa da due anni e mezzo a questa parte. I Warriors ritrovano uno dei migliori tiratori in assoluto all’interno della lega, e in attesa di ritrovare anche il proprio lungo di riferimento (la speranza è il rientro di Wiseman entro fine stagione) si gode il primo posto a Ovest insieme ai Suns e lancia un chiaro messaggio al resto della lega. I Cleveland Cavaliers riescono a reggere il ritmo di Golden State solo durante il secondo e l’ultimo quarto, crollando nel mezzo della partita sotto i colpi di un Curry (arrivato alla 161a partita di fila con almeno un tiro da 3 realizzato) sempre più candidato MVP;

- L’approccio proposto dai Cavaliers durante la partita è lo stesso utilizzato durante l’arco di tutta la stagione. L’uso di tre lunghi capaci di scambiarsi in continuazione sembra essere la soluzione migliore per limitare le incursioni avversarie, costringendo Golden State a ingegnarsi per arrivare a conclusioni dentro l’aera. Golden State risponde con un 10/42 da tre punti, e un 39/97 totale che rende bene l’idea di come la squadra di coach Kerr sia una vera e propria macchina da punti. Gran parte di questa vittoria è da imputarsi a un’ottima difesa di Golden State, capace di concedere solo 32/75 ai propri avversari;

- Cleveland si presenta all’appuntamento con un record di 22-17, il sesto posto a est e tanti buoni auspici per l’anno nuovo, nonostante i gravi infortuni che hanno falcidiato una rosa giovane ma con tanto talento su cui lavorare. Il quintetto utilizzato maggiormente da Bickerstaff quest’anno prevede l’utilizzo di tre lunghi in contemporanea, capace di potersi scambiare sia in fase di possesso e quindi avendo la possibilità di ingrandire il campo (grazie alle discrete doti al tiro di Markkanen e quelle ancora da sviluppare di Mobley) o di poter aggredire il pitturato senza troppe difficoltà. Ciò che è mancato stasera è stata una sufficiente lucidità da parte della squadra a rimbalzo offensivo che ha permesso ai Warriors di prendere il largo;

- Golden State ritrova finalmente l’ultimo pezzo di una macchina che già viaggiava a una velocità di 29-9 in regular season, e che ora, in attesa di Wiseman, inizia veramente a far paura. La definitiva consacrazione di Curry, arrivato ad essere così minaccioso in fase offensiva da riuscire attrarre a sé un costante raddoppio di marcatura anche se non in possesso di palla è la vera chiave dei successi degli Warriors di quest’anno. Il rientro di Thompson permette a Kerr di poter far rifitare maggiormente il suo uomo franchigia e permetterà alla squadra di ritrovare uno dei migliori difensori della lega (del tiratore sapete già tutto). Con ancora poco più della metà delle gare stagionali da giocare, la squadra di Kerr potrà sperimentare maggiormente i quintetti ideali per poter aspirare alla vittoria finale. Gli Splash Brothers sono tornati per riprendersi il titolo.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato l’1 Luglio 1995. Rossonero di terza generazione, riuscito nell’impresa di non vedere una vittoria del Milan a San Siro. Scrittore fuori tempo. Terzultimo romantico. Vorrebbe sedersi a tavola con Hemingway e Irving. Crede nell’arte in tutte le sue forme. Ritiene che qualunque cosa riesca a dare un’emozione vada raccontata.

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