Logo sportellate
, 9 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Roma-Juventus (3-4)


Paura e delirio allo Stadio Olimpico.



- Su Twitter esiste la pagina “Nightmares As Roma”. Ha circa 4600 follower e posta ogni giorno video sugli accadimenti metafisici che ripetutamente gravitano intorno la Roma, scherzando con la tipica autoironia romana sulla capacità tutta giallorossa di infilarsi spesso in psicodrammi surreali, quasi oltre il calcio. Oggi, l’apoteosi dell’incubo. La Roma domina a lungo la Juve, va avanti di due gol a venti minuti dalla fine e poi entra improvvisamente nella casa degli orrori. La Juve compie il delitto perfetto e porta a casa il bottino pieno, al termine di due ore in cui ha ballato a lungo sul fondo del burrone;

- Una partita tra una squadra di Allegri e una squadra di Mourinho che finisce con sette gol. Basta questo per capire le imperfezioni e i limiti di due squadre impaurite e colme di problemi. La Roma entra bene in campo e azzanna una Juve così brutta nei primi quindici minuti da sembrare finta. La perla di Dybala anestetizza la partita fino al secondo tempo quando i bianconeri entrano in campo peggio del primo e si fanno travolgere dalla Roma. Nulla sul 3-1 poteva poi far immaginare il delirio calcistico successivo, culminato con il rasoterra micidiale di Mattia De Sciglio, al gol numero 2 dopo 329 presenze tra i professionisti, e sublimato nella liquefazione di Pellegrini davanti al dischetto, uscito dal campo poco dopo con la faccia di uno che ha visto gli alieni da vicino;

- La Juventus ha fatto tre gol in sette minuti. Come si spiega questa Epifania bianconera? Si spiega con la morbidezza della difesa della Roma (Roger Ibanez è un difensore davvero mediocre) e con l’impatto misteriosamente eccezionale dei cambi bianconeri. Morata è in momento nerissimo, ma pungolato nell’orgoglio mostra di essere di un attaccante di una categoria superiore rispetto all’evanescente Kean. Arthur riemerge dalle tenebre e mette in mostra una qualità di palleggio superiore al contesto, ribaltando gli equilibri di forza in mezzo la campo. In generale, la Juve per la prima volta ha conosciuto la disperazione, ha attaccato a testa bassa e ne ha raccolto i frutti. Potrebbe essere una lezione per Allegri. Il controllo non sempre paga nel calcio del 2022; 

-La Roma ha giocato meglio della Juventus. Ha controllato a lungo la partita con autorevolezza, è andata in vantaggio di due gol. Anche dai singoli sono arrivate altre risposte positive, di crescita. Abraham vede con continuità la porta, Mkitharyan è tornato su livelli alti, anche Veretout sembra più nel vivo. Eppure la Roma ha perso e lo ha fatto nel modo più doloroso e spettacolare possibile. Questa partita certifica che non è Mourinho ad essere entrato nella Roma, quanto semmai il contrario. Gli allenatori cambiano, ma la tenuta psicologico rimane inquietante. Per 15 minuti di partita la Roma non sembrava una squadra di calcio e sono bastati a distruggere tutto;

-La sudditanza psicologica dei giallorossi verso le big, e in particolare verso la Juventus, assume ormai dimensioni ciclopiche. I bianconeri colgono una vittoria dal peso specifico enorme ma che non puó non essere considerata una vittoria sotto molti aspetti episodica. La Juve ha giocato male e ha mostrato i soliti difetti strutturali. Questo pomeriggio puó peró essere la scossa elettrica decisiva per svegliare un gruppo apparso fin qui come narcotizzato, rassegnato in silenzio al baro destino. La stagione è lunga e la Juve ha ancora tanti margini di crescita.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

pencilcrossmenu