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2 min

- di Andrea Codega

Considerazioni sparse post Inter-Lazio (2-1)


Una vittoria di misura che conferma l'Inter in testa alla classifica. Tre punti portati dal piede sinistro di Bastoni, accompagnato dall'ottima prova di Sanchez e Gagliardini. Di fronte una Lazio che esce comunque soddisfatta da San Siro, con una prestazione che denota qualche passo in avanti.


- L'Inter riparte da dove aveva lasciato. Con una prima parte di primo tempo con qualche errore di troppo (addirittura causati da Brozovic, non eravamo più abituati) e un po' di frenesia, a differenza degli ultimi due mesi che l'avevano portata in testa alla classifica. Poi però, al di à del grossolano errore che ha portato al gol di Immobile, l'Inter è tornata a macinare calcio con buona qualità e predominio, creando diverse occasioni per il raddoppio anche prima del gol di Skriniar. Una nuova conferma dell'identità e la personalità della squadra diretta da Inzaghi, che stasera si è vendicata dei punti lasciati all'Olimpico all'andata;

- I miglioramenti della Lazio. All'andata contro l'Inter aveva conquistato i tre punti, ma paradossalmente quella di stasera è stata una prestazione più continua e con più aspetti positivi. Sono evidenti i miglioramenti in fase di non possesso della squadra laziale dopo i blackout contro l'Empoli e di tante altre uscitei stagionali. Sono migliorate anche le trame di gioco. Il vero e proprio sarrismo è lontano, anche per via di tanti giocatori poco inclini tecnicamente al gioco desiderato dall'allenatore, ma la Lazio esce da San Siro con una considerevole dose di certezze e una buona prestazione;

- Alessandro Bastoni: giocatore e stagione senza senso. Il biennio con Conte l'ha fatto crescere nelle letture difensive, nella personalità e nella mentalità. In questa stagione Alessandro Bastoni - 22 anni, è sempre giusto sottolinearlo - sta imparando a fare tutto quello che dovrebbe competere a un centrocampista, a una mezzala di qualità. In costante spinta offensiva, tre assist in stagione che si aggiungono al primo gol stagionale, trovato con un bolide dalla distanza. Un patrimonio a livello dei migliori nel suo ruolo, per l'Inter e per la Nazionale;

- Ai piedi del podio: Alexis Sanchez e Roberto Gagliardini. Sono loro due gli altri due giocatori nerazzurri che si sono più messi in evidenza oggi. Il primo ha inanellato una serie di giocate di enorme qualità, confermando l'ottimo stato di forma e una verve che non aveva mai messo in mostra nel corso degli ultimi due anni: un patrimonio fondamentale per questa squadra, soprattutto in vista di una serie di partite ogni tre giorni da qui in avanti. Il secondo è stato chiamato in causa in virtù dell'assenza di Calhanoglu, e a differenza di altre occasioni in cui ha palesato i suoi limiti, questa volta Gaglia ha realizzato una prova di altro livello contro Milinkovic-Savic, sbagliando pochissimo anche col pallone tra i piedi. Molto bravo;

- L'episodio del gol di Immobile. Per una volta le colpe sono da imputare più alla dormita di Skriniar e di De Vrij (non nuovo in questa stagione a delle letture sbagliate), con Handanovic che ha dovuto reagire in ritardo proprio a un grave errore di valutazione da parte di chi stava davanti a lui. Sfortunati e distratti. Può capitare al rientro.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

24 anni a base di fùtbol e racchette, ma anche dell'altro (forse). Sapevo tutte le capitali del mondo, poi è arrivato Timor Est. Fermo oppositore degli anglicismi inutili.

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