Article image
, ,
4 min

- di Marco Massera

Caso Djokovic in Australia: retroscena e incongruenze della sfida no-vax


Non è un po’ strano che il numero uno del mondo Djokovic possa volare in Australia senza la certezza di entrare nel Paese? Di sicuro qualcuno nel suo staff deve averlo avvertito. Eppure Novak è partito lo stesso. Rinchiuso in un albergo di Melbourne in modalità martire, Djokovic si trova ora in attesa che il suo ricorso venga giudicato lunedì. L’ennesimo guanto di sfida lanciato dal serbo. Una dimostrazione di potere, simile a quella dell’Adria Tour 2020 (da lui organizzato e poi rivelatosi un covid-party), che potrebbe rivoltarglisi contro. Oppure aprirgli la strada.


Cos’è successo in Australia

Le posizioni no-vax di Djokovic sono note ormai da tempo (il serbo non vuole rivelare se è vaccinato o meno, ma ha dichiarato ambiguamente di ‘non essere contrario in senso assoluto ai vaccini’) e l’incognita sulla sua partecipazione all’Australian Open 2022 è emersa dopo l’obbligo vaccinale imposto dagli organizzatori del torneo.

Il 4 gennaio Djokovic è uscito allo scoperto con un post sui social, dichiarando di essere in viaggio per Melbourne con una fantomatica ‘esenzione vaccinale’ per motivi medici non meglio chiariti. Almeno all'inizio. Arrivato all’aeroporto, Djokovic si è visto però bloccato alla dogana a causa del visto irregolare. E ora si trova in un albergo circondato da ciurme di fan e no-vax, in attesa che il ricorso dei suoi avvocati contro l’espulsione dal paese venga valutato lunedì.

Il ricorso degli avvocati e le incongruenze

I documenti che i legali del serbo presenteranno motiverebbero l'esenzione dal vaccino con la positività di Djokovic al Covid in data 16 dicembre. Su questa base infatti si fonderebbe l'esenzione rilasciata dai due medici di Tennis Australia il 30 dicembre. Ma ci sono delle incongruenze. Il 16 dicembre infatti, Djokovic ha partecipato a un evento per le Poste serbe senza mascherina e con tanto di foto sui social. Il giorno dopo invece, 17 dicembre, Nole era un evento dell'Associazione Tennis di Belgrado, ancora una volta fotografato senza mascherina in mezzo alla folla.

Se già si sapeva della sua positività, perchè Djokovic non era in quarantena?

Vedremo come gli avvocati aggiusteranno la storia lunedì. Se il ricorso dovesse fallire, Djokovic rischierebbe in teoria di restare 3 anni fuori dall’Australia per aver presentato un visto irregolare.

https://twitter.com/DjokerNole/status/1471843717271150592?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1471843717271150592%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Fnews%2Fworld-australia-59920379

Cosa c’è dietro il ‘pugno duro’ australiano contro Djokovic

‘Le regole sono regole. E nessuno è al di sopra delle regole.’ (Scott Morrison, primo ministro australiano)

Per capire cosa sta succedendo a Djokovic bisogna considerare il clima sociale e politico in cui la vicenda si sta svolgendo. L’Australia è stato il Paese con il lockdown più lungo al mondo (quello di Melbourne, 9 mesi sommati) con una gestione del post-chiusura discutibile: niente mascherine obbligatorie e riapertura totale. Il messaggio è stato ‘liberi tutti’ ma con i casi ora di nuovo in rialzo, quella con cui il primo ministro Scott Morrison ha a che fare, è la rabbia dei cittadini verso chi non rispetta le regole. 

Morrison, sotto pressione per la gestione della pandemia e con le elezioni federali in arrivo a maggio, non può permettersi un caso come quello di Djokovic e deve mandare un messaggio chiaro. La provocazione di Djokovic, che ben conosce il peso della propria partecipazione a un torneo Slam, ha trovato di fronte uno scoglio forse inaspettato, un governo che dopo mesi di lockdown in attesa del 70% di vaccinati con due dosi, non accetta che si faccia un’eccezione, tantomeno illustre.

Scott Morrison, primo ministro australiano, e Novak Djokovic

I precedenti di Djokovic

Le modalità con cui Djokovic porta avanti le sue cause sono curiosamente simili, paragonabili ad un approccio soft-skill, mai completamente diretto, ma sempre per vie traverse. Con tempistiche renziane (piena pandemia) nel 2020 Djokovic aveva annunciato la nascita di PTPA, una sorta di associazione giocatori, esterna all’ATP (di cui si criticava l’inefficienza del board troppo in favore degli organizzatori dei tornei) e che però, sempre secondo Djokovic, ‘non aveva alcuna intenzione di sostituirsi all’ATP’, cosa di fatto molto difficile. Uno scisma di cui risentiremo presto parlare.

Ancora nel 2021, Djokovic era stato tra gli organizzatori di quel pasticcio dell’Adria Tour, torneo di esibizione che in luglio aveva violato tutti i protocolli anti-covid, con lo stesso Djokovic risultato poi positivo insieme alla moglie e ad altri partecipanti come ZverevDimitrov e Thiem. Le regole esistono ma non per Djokovic. Prove generali di una presa di potere.

Il messaggio tra le righe di Nole: se mi volete…

E ora stiamo assistendo al caso Australia 2022, dove Djokovic fondamentalmente sa di presentarsi fuori regola (con un’esenzione vaccinale che inizialmente non aveva specificato i reali motivi medici) ma gioca sulla propria posizione di forza sul torneo (essendo numero uno al mondo).

Incarna così il ruolo della vittima e al tempo stesso crea un caso esemplare che mandi un monito agli organizzatori di tutti i tornei del 2022: se mi volete, non devo vaccinarmi.

Che il ricorso di lunedì di Djokovic vada in porto oppure no, al serbo interessa poco. Il messaggio è stato lanciato. O gli organizzatori troveranno un modo per farlo giocare senza vaccino, o perderanno l’attrazione numero uno del circo tennistico.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato il 01/01/1996 chiedendosi perché tutti gli facessero gli auguri. Di buon anno. Cremonese di nascita, milanese d’istruzione. Laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità e Master in Arti e Mestieri del Racconto, tutto in IULM. Creativo da tastiera. Scrittore, ex-tennista, cinemaniaco. Segue uno stile ma non la moda. Ama la letteratura americana, la montagna e i fumetti di Corto Maltese.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu