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7 min

- di Stefano De Caro

Premier League - Top 7 players so far


Siamo più o meno a metà stagione in Inghilterra e questo week end, come di consueto dopo la grande abbuffata delle feste, la Premier lascia spazio alla Fa Cup. Se non cogliamo l'attimo per fare un primo bilancio della stagione rischiamo di essere travolti dai prossimi eventi, visto che da martedì 11 Gennaio il campionato più bello del mondo ricomincia, coi suoi soliti ritmi forsennati. Ecco qui quindi, la classifica dei migliori 7 giocatori di questa prima fase della stagione (5 non erano abbastanza).


7 - Conor Gallagher (Crystal Palace)

Per capire l'impatto sorprendente che questo classe 2000 sta avendo sulla propria squadra, basti sapere che i tifosi del Crystal Palace hanno organizzato una colletta per raccogliere i 50 milioni richiesti per riscattarlo dal Chelsea, squadra dalla quale quest'estate è arrivato in prestito. Per ora sono un po' indietro (sono fermi a 125 sterline, buoni per organizzare il viaggio a/r verso Stanford Bridge visto e considerato il costo dei mezzi pubblici a Londra), ma se per caso voleste contribuire anche voi, non esitate questo il link: https://www.gofundme.com/f/help-crystal-palace-afford-conor-gallagher (fate in fretta perché dicono che ci sia in fila anche il PSG).

Altro prodotto dell'incredibile vivaio blues, si è svelato al mondo a fine Ottobre sul campo del City, quando la sua squadra espugnò Etihad grazie anche ad un suo gol e ad una sua grande giocata in occasione del gol di Benteke. Nel girone d'andata ha collezionato ben 7 gol e fornito 4 assist, normalmente già tanta roba per una mezz'ala, figuriamoci per una mezz'ala ventenne che milita in una squadra di metà classifica del campionato più difficile d'Europa.

Dice di ispirarsi a Lampard, per ora come l'illustre idolo ha fatto vedere ottime doti di inserimento (perfetto per lui giocare a 3 in mezzo in modo da avere più copertura) e grande intelligenza nel pressare alto gli avversari e recuperare palla nelle zone più pericolose del campo. The best is yet to come...

6 - Ruben Dias (Manchester City)

Ho scelto questa foto di Ruben Dias non solo per compiacermi il pubblico di ogni orientamento sessuale ma anche e soprattutto perché è l'unica che ho trovato in cui si vede la fascia di capitano al braccio. Certo, in quella partita mancavano Fernandinho e Gundogan contemporaneamente, ma Guardiola ha scelto lui, e questo è stato un segnale fortissimo.

Arrivato al City dal Benifca nel settembre 2020 in uno scambio (non proprio alla pari) con Otamendi, anche in questa stagione sta confermando i numeri e le sensazioni lasciate nel suo primo anno in maglia azzurra. Con lui in campo, quasi la metà delle partite del City finiscono senza subire gol. Ma non sono i numeri ad impressionare, quanto la capacità di leadership, che è proprio quella che mancava a Guardiola dopo la partenza di Kompany, e in generale la grande sicurezza che dà a tutto il reparto.

Al suo fianco anche Stones è diventato affidabile e Cancelo non sbaglia più una diagonale difensiva (se anche Zinchenko non l'avesse sbagliata a maggio scorso il City avrebbe una Champions in bacheca...). Se a fine Marzo volesse concentrarsi sul suo club e non rispondere alla convocazione della sua nazionale per i playoff mondiali, non saremmo certo noi ad impedirglielo.

5 - Trent Alexander-Arnold (Liverpool)

Iniziamo dai numeri perché sono sbalorditivi e poi finisce che me li dimentico: 1° in Premier per assist (9) e cross (72), 3° per Key passes (secondo solo a Salah e Bruno Fernandes, davanti a Lukaku, KDB, Ronaldo e via dicendo). Il tutto, vi ricordo, partendo dalla posizione di destra più vicina al proprio portiere che alla porta avversaria. Su quella fascia la connection con Salah sta letteralmente spaccando in due le difese avversarie (chiedere a Marcos Alonso).

Piede fantastico anche nelle situazioni da fermo, ma questo lo sapevamo già ("... la batte rapidamente per ORIGIIIIIIIIII"...), la novità tattica di questa stagione sta nel fatto di trovarlo sempre più spesso ad agire nella parte centrale del campo, quasi da mezz'ala, con il suo partner egiziano che garantisce ampiezza alla manovra partendo con i piedi sulla linea laterale. Con la sua tecnica eccezionale e con la sua visione da centrocampista, in quella zona del campo è una delle armi più pericolose di tutta la Premier.

L'anno scorso, complice la brutta stagione sua e in generale della sua squadra, ci eravamo lasciati andare (io in primis) alle solite frasi del tipo "ma questi non erano i migliori terzini del mondo?" (in riferimento a lui e Robertson, tanto celebrati la stagione precedente). La risposta oggi è chiara, ed è sì, almeno per quanto riguarda il suo lato: TAA è il miglior terzino destro del mondo.

4 - Declan Rice (West Ham)

Classe '99, titolarissimo della nazionale di Southgate e protagonista quest'estate ad Euro 2020. Gli inglesi però non si sono accorti subito di avere tra le mani un gioiello: ad inizio carriera ha disputato due partite con la nazionale maggiore irlandese (grazie alle origini dei nonni), diventando cosi il secondo giocatore della storia ad avere vestito la maglia di Irlanda e Inghilterra.

Leader tecnico ed emotivo di un West Ham che è partito alla grande sia in Premier sia in EL, Rice è un centrocampista molto fisico, che si muove bene sia in orizzontale sia in verticale (spesso si sfianca in pressione sul play avversario per poi "scappare" nella propria area per aiutare la difesa). Ma è il lato offensivo del suo gioco, quest'anno, a segnalarci la sua grande crescita. È migliorato molto infatti nell'ultimo passaggio, negli inserimenti senza palla e in fase di realizzazione, tanto che oggi senza esitazioni lo possiamo prendere come esempio di giocatore box to box (vedere la giocata per il gol di Lanzini nell'ultima partita contro il Crystal Palace).

Questa dovrebbe essere la sua ultima stagione in maglia hammers: lo United sarebbe pronto a sborsare un sacco di soldi per averlo, sperando che l'investimento possa andare un po' meglio dell'ultimo centrocampista box to box per cui qualche anno fa mandarono un bonifico di tre cifre a Torino.

3 - Joao Cancelo (Manchester City)

Nelle aspirazioni di un giocatore di buon livello dovrebbe esserci al primo posto quella di essere allenati per almeno una stagione da Pep Guardiola. Ormai è un dato scientifico: chiunque passi dagli insegnamenti del catalano, migliora il suo gioco in maniera esponenziale. Ci sarebbero mille esempi, Cancelo è uno dei più lampanti.

Definirlo terzino non ha senso, perché in fase offensiva si muove molto liberamente e spesso è in posizione di rifinitore. Vero che partendo da sinistra ha trovato la sua dimensione ideale, ma le stesse cose che fa da una parte del campo le fa anche quando viene schierato dalla parte opposta. Ormai è una questione caratteriale, Guardiola l'ha trasformato proprio in questo: Pep gli ha trovato il contesto tattico perfetto per potersi esaltare, e Joao risponde con una consapevolezza e una decisione nella giocata che in Italia non aveva mai mostrato (ma ripeto, non per colpa sua).

In Serie A era spesso sacrificato sull'altare dell'equilibrio tattico (alla Juve nelle partite più importanti gli era sempre preferito De Sciglio), oggi è diventato uno di quei giocatori per cui vale la pena pagare il biglietto. L'assist per Sterling nella partita contro l'Everton è uno dei più bei gesti tecnici che io ricordi. La prestazione nel derby ad Old Trafford rimarrà negli annali. Anche per lui per fine Marzo si spera in un piccolo problema intestinale, giusto una settimana di riposo precauzionale.

2 - Mohamed Salah (Liverpool)

Spiegare al direttore perché non è al primo posto della classifica non è stato molto semplice. Si è accontentato di un poco esaustivo "sono molto invidioso della sua chioma". Salah in effetti in questo momento sarebbe primo in ogni classifica calcistica (e forse anche tricologica), e anche serio candidato a miglior gol della stagione con almeno due perle (contro City e Watford).

Reduce da un biennio sfiancante, con ritmi pazzeschi e tantissime partite ravvicinate (e con Klopp che non lo faceva mai riposare, ma come dargli torto) è arrivato a fine stagione scorsa con la benzina finita e qualche dubbio sulla sua reale capacità di incidere ancora a livelli altissimi come negli anni delle due finali di Champions. Quest'estate, a differenza delle maggioranza dei suoi colleghi impegnati in Europa o in Sud America, si è finalmente riposato un po', ha fatto tutta la preparazione con la squadra e si è presentato al via della stagione in forma atomica. I risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti.

I numeri non servono, quest'anno si ha proprio la sensazione che sia nel miglior periodo di forma della sua carriera. Adesso purtroppo ce lo perdiamo per un po', vediamo in che condizione tornerà per affrontare la parte decisiva della stagione, in cui lui e il suo Liverpool vorranno raccogliere i frutti di questo fantastico inizio di campionato e coppa. Torna presto Momo, ci manchi già.

1 - Bernardo Silva (Manchester City)

Non smette mai di correre, neanche nelle foto. Se leggiamo qualsiasi sito sportivo inglese in questo periodo sotto il suo nome c'è la scritta "arguably the best player not called Momo Salah in the Premier League". Come avrete capito, per me invece non è così. Non ho mai visto un giocatore tanto intelligente su un campo di calcio quanto il portoghese in questa prima parte di stagione.

Non servono i numeri e non bastano i numeri per spiegare quello che oggi è un dato oggettivo: Bernardo Silva è oggi il giocatore offensivo più decisivo d'Europa. Ogni suo movimento, con o senza palla, ha la capacità di creare vantaggio per la sua squadra. Sa quando deve allargarsi, quando attaccare lo spazio, quando cercare la giocata o quando giocare semplice. E' letteralmente di un altro livello. Questa stagione lo sta finalmente consacrando come uno dei giocatori più forti del mondo.

Quest'estate stavo per cadere dalla sedia alla notizia (Rai Sport) in cui lo si vedeva vicino al Milan. Non tanto perché il Milan non se lo meritasse, ma perché mi sentivo tradito da Guardiola che, a quanto si diceva, se ne sarebbe privato volentieri. Fortunatamente, nulla di tutto ciò. Forse Pep sta esagerando però, visto che veramente non se priva mai, neanche a risultato pienamente acquisito e neanche in un set di partite ravvicinate come è successo dopo Natale. Magari a fine marzo anche lui sarà un po' stanchino.

p.s. ma quanto è forte il Portogallo???

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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