Article image
5 min

- di Leonardo Salvato

Il pagellone di Juventus-Napoli (1-1)


Ghoulam è il simbolo di questo Napoli decimato ma gagliardo che ottiene un pareggio importantissimo che a posteriori sta quasi stretto. Nella Juventus Chiesa salva la faccia dei bianconeri a tratti troppo passivi, persino impauriti: Dybala nella ripresa prova ad accendersi ma non è sufficiente. Debacle totale della mediana bianconera.


JUVENTUS

Szczesny 6 Può davvero poco sul gol, per il resto partita poco impegnativa per lui.

Cuadrado 6 Tiene bene il confronto con Insigne e non fa mancare il suo contributo arando la fascia. Manca lo spunto decisivo, ma è chiedergli troppo, poco aiutato com'è dalla passività dei suoi compagni di squadra.

De Ligt 6.5 È un difensore di livello superiore, e oggi lo ha dimostrato: senza Bonucci e Chiellini è lui il prescelto per essere leader della retroguardia bianconera e risponde presente con autorevolezza. Una buona partita la sua.

Rugani 6 Anche lui tiene botta con ordine, non concedendo spazi agli avversari: guidato dal più esperto compagno (nonostante i cinque anni in meno all'anagrafe) gioca libero dalle incertezze che spesso lo caratterizzano.

Alex Sandro 5.5 Dal suo lato gioca un Politano non particolarmente ispirato, che nonostante tutto sembra "troppo" per l'ex Porto: continua la sua lunga involuzione, che perdura ormai da diverse stagioni. (dal 75' De Sciglio 6 Senza strafare riesce a far meglio del compagno di reparto, aiutato probabilmente da un Napoli ormai a secco di benzina)

Locatelli 5.5 A lui sono affidate le chiavi del centrocampo, chiedendogli di illuminare il gioco con le sue qualità di regia. Ci riesce solo a tratti: gara in chiaroscuro.

Rabiot 5 Il peggiore dei suoi: faccio davvero fatica a ricordare qualche pallone toccato dal francese, figurarsi qualche azione degna di nota. Un'ora di gioco per lui, decisamente troppo. (dal 66' Bentancur 6 Sgrava Locatelli dai compiti di regia dividendosi con l'ex Sassuolo l'onere di iniziare l'azione)

McKennie 6 Nel primo tempo è probabilmente il migliore dei centrocampisti, quando coi suoi tempi di inserimento si è fatto vedere anche dalle parti di Ospina. Cala nella ripresa, quando Allegri lo schiera in un ruolo che palesemente non sente suo e che lo mette in difficoltà.

Bernardeschi 5.5 Oggi un passo indietro rispetto alle ultime uscite dove è stato l'uomo in più dei bianconeri: costantemente in sofferenza contro il redivivo Ghoulam. (dal 66' Dybala 6 La Joya entra col piglio giusto ma, probabilmente, nel momento sbagliato: gli ultimi venti minuti di match, quelli in cui la Juventus aveva il dovere di dare la zampata finale per mandare ko gli avversari, sono stati forse quelli col peggior atteggiamento complessivo di squadra. Con la sua classe l'argentino ci prova anche a creare scompiglio fra le linee degli azzurri, ma predica nel deserto).

Chiesa 7 Il migliore dei suoi: fin quando è in campo è praticamente dappertutto e col suo gol riesce a salvare la sua squadra da una sconfitta sanguinosa. (dal 81' Kulusevski sv)

Morata 5.5 Mezzo punto in più per lo spirito di sacrificio mostrato quando si abbassa e viene incontro a dare una mano al resto della squadra: quando però è chiamato aggredire l'area lo spagnolo mostra tutti i suoi limiti. (dal 75' Kean 5,5 Entra per dare peso all'attacco e impensierire la retroguardia partenopea: missione, purtroppo per lui, fallita ampiamente)

All. Allegri 5 Vuoi per le assenze del Napoli, vuoi per riavvicinarsi al treno Champions, era una partita che la Juve doveva provare a vincere a tutti i costi. La sua squadra si dimostra però troppo piatta e remissiva per essere vera. Terribile e ingiustificabile il passaggio al 442 per gli ultimi 20 minuti.

NAPOLI

Ospina 6 Le poche volte che è stato chiamato in causa il colombiano si è fatto valere da far suo: una deviazione sfortunata lo taglia fuori sul gol del pari.

Di Lorenzo 7 Il migliore della rattapezzata retroguardia azzurra: il terzino campione d'Europa in carica ha sfoderato una prova di rara intelligenza calcistica, facendosi trovare sempre pronto al posto giusto e puntuale in entrambe le fasi. L'emergenza lo ha costretto a giocare tutti i minuti possibili in stagione, ma finora i numeri altissimi sul contachilometri non ne hanno scalfito lo smalto.

Rrahmani 6 Preciso, attento, puntuale: tre aggettivi che possono descrivere bene la partita del difensore kosovaro, la cui crescita vistosa è uno dei più grandi meriti di Spalletti. Certamente è aiutato dalla passività degli avversari, ma questo non intacca i suoi meriti.

Juan Jesus 6 Copia-incolla ciò che si è detto per Rrahmani: risorsa insospettabile eppure preziosa per la retroguardia azzurra orfana di Koulibaly e abbandonata da Manolas, il brasiliano con alti e bassi si sta facendo valere quando chiamato in causa, riscattando il sanguinoso autogol pre-natalizio contro lo Spezia.

Ghoulam 7 È (in parte) un voto di cuore: vedere l'algerino giocare per 90 minuti dopo un calvario lungo più di tre anni fa bene al cuore. Vederlo giocare con una tale pulizia e attenzione però rende superfluo ogni ulteriore commento: fra i migliori degli azzurri, simbolo di questo Napoli rattoppato alla meglio eppure capace di esaltarsi nelle difficoltà: lo slalom tentato sulla sinistra a fine gara una madeleine che ci riporta indietro nel tempo, alla ricerca del terzino perduto nel mare di infortuni che lo hanno tormentato.

Demme 6 Prova di grande sacrificio quella del tedesco: è ago della bilancia della squadra, garantendo la sostanza necessaria per sostenere i quattro davanti senza mandare in affanno la retroguardia.

Lobotka 6,5 Il capolavoro di Spalletti: da oggetto misterioso e parecchio sovrappeso della passata stagione, lo slovacco dimostra anche contro la Juventus di essere diventato un centrocampista di alto livello. Nella mediana azzurra detta legge, sovrastando gli avversari e dettando i tempi con una precisione svizzera (dal 91 Zanoli sv).

Politano 6 Mezzo voto in più per essere entrato nell'azione del gol del vantaggio, fornendo un assist a Mertens: nel complesso però una partita abbastanza fumosa la sua, ancora lontano dai buoni livelli visti a inizio stagione (dal 76' Elmas 5.5 Entra nel momento peggiore dei suoi, quando la spia della riserva era ben accesa: prova, nonostante tutte le difficoltà fisiche che si portava dietro essendosi negativizzato solo nell'immediata vigilia della gara, a imprimere un cambio di passo. Non ci riesce, ma alla sua buona volontà va di certo un plauso).

Zielinski 6 Anche lui reduce da una vigilia a dir poco kafkiana, alla fine è della partita e, in campo, si fa valere per il giocatore preziosissimo che è per questa squadra: nessun gol e neppure un assist stavolta, ma la sensazione di tranquillità che emana al resto della squadra vale quanto se non più di quello che viene riportato sul tabellino.

Insigne 6 A proposito di vigilie interessanti... Il capitano, chiacchierato più che mai in questi giorni, è regolarmente in campo dal primo minuto e sfodera forse una delle sue migliori partite in questa stagione: riferimento costante sulla sinistra, si sobbarca anche un enorme lavoro di copertura in aiuto al rientrante Ghoulam. Manca di lucidità davanti allo specchio, ma anche questa non è una novità.

Mertens 6.5 "Salve, sono il signor Dries, risolvo problemi". Prendo in prestito da Tarantino quella che potrebbe essere la presentazione del belga per questa gara. Perché, quando il Napoli ha bisogno di un trascinatore che sappia trovare l'unico spiraglio di luce diretto verso la porta - e il Napoli ne aveva un bisogno più disperato che mai - in qualche modo il numero 14 sa come far spuntare il coniglio dal cilindro. Esce quando proprio non ne ha più, giusto un attimo prima che la contesa si concluda (dal 89' Petagna sv).

All. Spalletti 6,5 Il suo Napoli ha un’identità tattica ben precisa, tale da permettersi di venire a Torino senza 6-7 titolari, fare la partita e non scomporsi davanti le difficoltà. Questo il suo più grande merito.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu