Article image
, ,
3 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse sulla Finale di Coppa Italia di Volley Femminile


La pallavolo femminile è quello sport dove si gioca 6 contro 6, e alla fine vince Conegliano: a premiare la squadra, nella sua ultima uscita ufficiale, il Presidente Mattarella.


- La pallavolo è quello sport dove si gioca 6 contro 6, ed alla fine vince Conegliano. L’Imoco, nella cornice a capienza ridotta del Pala Lottomatica, sconfigge Novara dopo una battaglia durata più di due ore e mette in bacheca la sua quarta Coppa Italia, confermando quella fama di cannibale che le permette di vincere ogni trofeo in Italia dal 2019. Da febbraio di quell’anno infatti non c’è alcuna competizione nazionale che sia stata vinta da un’altra squadra, e questo offre la misura della grandezza dell’epopea della squadra allenata da Daniele Santarelli, che si conferma anche stavolta quella da battere;

- E dire che stavolta ci avevamo quasi creduto al ribaltone: Novara non ha accettato manco per un secondo il ruolo di sparring partner e ha aggredito da subito le venete, portandosi addirittura avanti nel computo dei set per 2-0, trascinata dalle straordinarie Karakurt e Bosetti (24 e 16 punti a tabellino rispettivamente). Insomma, sarebbe bastato un set a porre fine all’egemonia Imoco: ed invece sul più bello le pantere ferite hanno ricominciato a graffiare, sono tornate in partita prima riducendo lo svantaggio, poi pareggiando i conti, ed infine vincendo il tie break non senza sofferenza. Se da una parte è vero che anche in questa gara la MVP Egonu ha fatto la differenza (26), stavolta è parsa decisamente una vittoria collettiva, dove gli ingressi dalla panchina (Courtney su tutte) sono stati decisivi e la voglia di non mollare ha fatto la differenza. Insomma, la lezione è chiara: mai dar per morto Conegliano prima che sia finita;

- Le pantere non venivano da un momento facile: dopo aver battuto il record di vittorie consecutive (76 vittorie e 720 giorni di imbattibilità), erano state sconfitte in campionato e soprattutto avevano perso il mondiale per club contro gli eterni rivali internazionali del Vakifbank Istanbul. Questa vittoria, a maggior ragione per come è arrivata, dà un segnale ben preciso a tutti: le gialloblù non hanno alcuna intenzione di abdicare. In un momento così, sotto per 2-0, molte altre squadre si sarebbero squagliate, ma De Gennaro e compagne non lo hanno fatto. Non sappiamo se sarà ancora un dominio, anche perché le avversarie stanno affilando gli artigli (Novara su tutte merita i complimenti per come è riuscita a insidiare le campionesse), ma il club dei presidenti Maschio e Garbellotto ha intenzione di scrivere altre pagine di storia pallavolistica. Con o senza Egonu, non è il momento per dirlo;

- E’ stata una festa a metà, perché la manifestazione è stata falcidiata dal Covid: doveva essere una Final Four, ma è diventata una Final 3 a causa della defezione di Chieri, impossibilitata a giocarsi le semifinali con Novara per casi positivi riscontrati alla vigilia (le novaresi hanno così bypassato il derby piemontese e sono arrivate dirette in finale, ma come hanno sportivamente fatto notare, sarebbe stato meglio arrivarci giocando). Ancora peggio è andata alla A2, che si sarebbe dovuta giocare poco prima (ore 13,30) perché la finale non c’è proprio stata: le positività tra una delle finaliste hanno costretto al rinvio. Le polemiche sul mancato rinvio dell’intera manifestazione erano all’ordine del giorno, ma ha prevalso la linea del “the show must go on”: sia perché 3 delle 4 partecipanti avrebbero potuto giocare, sia soprattutto per la ragione che troverete nella prossima considerazione;

- Questa Final Four era l’ultima uscita ufficiale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: proprio lui ha consegnato il trofeo alle vincitrici, ed è singolare che un momento così importante sia avvenuto in una manifestazione di “sport minore” (pur se la pallavolo, per iscritti e pubblico, è il secondo in Italia). Mattarella non aveva mai fatto mistero della sua passione per questa disciplina (alcuni dicono addirittura si sia lanciato in disamine tecniche acute nel pre-gara) ed è stato accolto da una vera e propria ovazione dal pubblico del Pala Eur (al 35% di capienza). In quel momento, al suo ingresso, tutte le polemiche sulla gestione dell’evento sono svanite: ed è forse quel che, sulla scala più grande del Paese, è riuscito a fare questo presidente, unire e metter a tacere le polemiche. Poco dopo tutti cantavano l’inno sotto le FFP2, un segno dei tempi che, grazie alla sua presenza, non è sembrato nemmeno troppo triste.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu