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, 6 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Juventus-Napoli (1-1)


La Juventus è troppo timida anche per un Napoli dimezzato.


- La Juventus si mostra per l’ennesima volta in stagione timida e compassata e subisce, con una rosa al completo ad eccezione del centrale difensivo, la personalità di un Napoli dimezzato. Pur nell’emergenza e con interpreti diversi, i partenopei hanno messo in campo un’identitá tattica precisa, di un’altra qualità rispetto a quella attendista della squadra di Allegri. È un pareggio che sa di sconfitta per la Juve, incapace di azzannare l’avversario anche in odore di sangue;

- Lo sviluppo del match ha ricordato molto quello dell’ andata. La Juve arriva a Napoli in condizioni di emergenza assoluta, strappa il vantaggio a sorpresa, controlla, ma si scioglie nella ripresa e perde. Il copione stasera era simile ma ai bianconeri è mancato l’ultimo passo. La Juve doveva vincere la partita grazie alla panchina, invece proprio i cambi di Allegri hanno spento il fuoco bianconero che iniziava ad ardere. La mossa di abbassare all’improvviso Chiesa e McKennie e ripresentare quel pachidermico 4-4-2 che mai ha davvero funzionato quest’anno, è stata francamente incomprensibile. Per l’ennesima volta in stagione Allegri cade vittima del suo personaggio e decide di conservare, proprio nel momento in cui i bianconeri sembravano destinati a vincere la partita. Gli ultimi venti minuti della Juve sono stati pessimi;

- Non ci sono solo i demeriti della Juventus, ovvio. Il Napoli ha giocato una partita di altissimo spessore, che conferma innanzitutto la profondità di una rosa che in questi anni si è forse un po’ adagiata su sè stessa e che di certo deve lottare per più del quarto posto, sempre. Basti pensare a Lobotka, un centrocampista che a Napoli fa sostanzialmente tappezzeria e che probabilmente a Torino sarebbe titolare inamovibile. Oggi, nell’emergenza, la squadra di Spalletti svuota il suo serbatoio (si è rivisto addirittura Ghoulam, bene) e forse si scopre definitivamente più forte di quanto credeva. Siamo tutti forse troppo indulgenti con questo gruppo. Il Napoli deve porsi grandi obiettivi, ma a volte lo scordiamo;

- Quali obiettivi puó invece porsi la Juventus? Pochi. Il quarto posto passerà da una rincorsa probabilmente all’Atalanta, difficile da portare a termine; poca roba per il più alto monte ingaggi d’Italia, ma siamo in linea con il reale valore della rosa. È tempo di autocritica senza appello. Questa partita doveva essere uno spartiacque decisivo e non lo è stato. L’atteggiamento molle del primo tempo specchia un gruppo sempre passivo, troppo morbido, con pochissime idee di gioco. Solo i singoli alzano il livello, tra la luce di Chiesa, mosso da momenti di onnipotenza, e la tecnica di Cuadrado, lo sherpa juventino. Non basta. Da agosto fino ad adesso, la Juve ha girato su sè stessa, tornando praticamente al punto di partenza. Passi avanti non se ne vedono, se non nella tenuta difensiva che passa peró di fatto solo per il mastondico De Ligt, una categoria sopra tutto il resto, capace di infondere sicurezza anche a Rugani. La Juve singhiozza e il nodo principale, tra i tanti, è uno, e Allegri non riesce proprio a risolverlo. Chiesa e Dybala insieme non funzionano. Si accende uno e si spegne l’altro, sempre. Così non va;

- È stata nel complesso una partita più che godibile tra due squadre con tanti giocatori forti, uno spot per dimostrare che il calcio puó andare avanti anche in mezzo le avversità di questi tempi difficili, senza inutili retoriche o piagnistei che vorremmo francamente evitare dopo due anni di pandemia (non due mesi). Non è stato invece all’altezza della partita il commento tecnico di Riccardo Montolivo, un lento ruscello di flemmatici luoghi comuni e un’assenza totale e inquietante di analisi tattica. Dazn costa meno di Sky è vero, ma la qualità della narrazione sportiva generalista nelle nostre case si è drasticamente abbassata e dispiace molto.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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