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2 min

- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Milan-Roma (3-1)


Le difficoltà esaltano il diavolo, che torna per una sera sui livelli di inizio stagione.


- La formazione con cui è costretto a presentarsi in campo il Milan avrebbe fatto pensare ad una partita di grande sofferenza per la squadra di Pioli, che però ha la caratteristica di esaltarsi nelle difficoltà e deprimersi quando ha l'imbarazzo della scelta. Questo regala agli spettatori un inizio di partita intenso e divertente, almeno fino al goal con cui accorcia le distanze la Roma. Ciò che invece non si vorrebbe mai vedere su un campo di calcio sono le scenate e le zuffe andate in scena a fine primo tempo, tra palloni non restituiti e simulazioni;

- C'è un giocatore di cui si fatica a non tessere le lodi ogni partita: il suo nome è Mike Maignan e ad oggi è, senza alcun dubbio, il portiere più forte della Serie A, così come negli scorsi anni era stato quello della Ligue 1. Se ad inizio stagione aveva impressionato per la tecnica coi piedi, col passare dei mesi ha mostrato a tutti le sue grandi capacità nel fare ciò per cui è stato pagato: parare. Ad impressionare, oltre alla sicurezza con cui blocca palloni che altri portieri preferiscono smanacciare, sono la fisicità e i riflessi coi quali riesce ad andare a prendere il pallone in situazioni che paiono irrecuperabili, questa sera tenendo il risultato nei momenti più difficili della sua squadra;

- Oltre a lui, nel Milan sono tornati ai livelli di inizio stagione Theo Hernandez, Tonali e Diaz, quest'ultimo un po' sfortunato in occasione della traversa e ha fatto bene ancora una volta Florenzi, che da oggetto misterioso pare diventato un titolare inamovibile. Sono stati loro a trascinare una squadra che dietro ha ballato non poco, quando i giallorossi sono riusciti a farsi largo nelle maglie di una difesa in emergenza, cercando di tenere il pallone lontano dalla propria porta per quanto più tempo fosse possibile;

- Dall'altra parte, se offensivamente si può contestare poco alla coppia formata da Zaniolo e Abraham, è tutto il resto ad avere funzionato poco, con Mourinho che ancora una volta non pare esente da colpe. Se è vero che l'allenatore giallorosso non può telecomandare i giocatori ed evitare che commettano ingenuità come quelle di inizio partita, è altrettanto vero che i cambi fatti per provare a ribaltare il risultato nell'ultima mezz'ora sono serviti soltanto a sbilanciare la squadra e scoprirla ai micidiali contropiedi di Leao. La Roma pareva la coperta troppo corta: se attendeva, risultava lenta e prevedibile, se provava ad attaccare si scopriva troppo;

- Il risultato finale, che avrebbe potuto essere ancora più pesante se Ibrahimovic non avesse sbagliato l'ennesimo rigore da quando è tornato a vestire la maglia rossonera, premia la squadra che si è mostrata più concentrata fin dalle primissime battute. Una vittoria importante per la squadra di Pioli, che mantiene le distanze dalla vetta in vista di un tris di partite più semplici, quantomeno sulla carta. La Roma, nonostante gli accorgimenti tattici delle ultime settimane, resta un'incompiuta la cui classifica rispecchia pienamente l'abitudine al "correre sulle montagne russe" messa in mostra anche stasera, con la grana delle squalifiche a carico di Karsdorp e Mancini da gestire.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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