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3 min

- di Khaled Gueddim

Considerazioni sparse post Berrettini-Humbert (6-4 7-6)


Segnali più che positivi da Matteo Berrettini.


- Sulla carta, l’incontro tra Berrettini Humbert è sicuramente uno dei più suggestivi che questa Atp Cup falcidiata dalle assenze possa offrire, e questo non solo per gli intrighi della qualificazione. L’ aspetto forse più affascinante di questo incontro era la contrapposizione tra la completezza tecnica del francese, fatta di alti e bassi, e la costanza dei grandi pregi e difetti dell’italiano. A questo si aggiungeva l’incertezza del pronostico data la spenta prestazione contro De Minaur del rientrante n7 al mondo e soprattutto data l’inaspettata vittoria di Humbert contro il n.2 mondiale Daniil Medvedev. Sotto questi due aspetti, pur non essendo stato entusiasmante, l’incontro non ha deluso, anzi, è stata l’ennesima dimostrazione di come le belle partite nascano più dal contrasto di stili che dalla bellezza dei singoli giocatori. I due set sono stati molto equilibrati e nei momenti decisivi nessuno dei due giocatori ha abbassato il livello, rendendo così la partita molto competitiva;

- Il primo set si apre con molti errori del francese, che, nel suo secondo turno di servizio, in un game ai vantaggi, non riesce a superare la rete con 4 dritti, concedendo subito il break. Dopo un paio di game tenuti con agio dai due, Humbert, per via di qualche doppio fallo di troppo, rischia di perdere un secondo game al servizio, ma con due dritti vincenti e una buona prima riesce a ribaltare il game. Cambia poco, perché con 8 ace in 5 game Berrettini è ingiocabile al servizio e, con il solito cinismo, chiude 6 4 il primo set.

-Nel sesto game del secondo set Humbert, grazie a due grandi risposte, arriva per la prima volta al 30 pari, allora, per rimettere le cose in chiaro, Berrettini spara 4 ace consecutivi tra questo e il game successivo. Humbert decide perciò di concentrare le energie sui propri turni di servizio per poi tirare a indovinare sulla prima dell’avversario: ne consegue una serie di game rapidi che portano al tiebreak.

-Nel tiebreak Berrettini, dopo aver recuperato immediatamente un minibreak, perso su uno smash al rimbalzo uscito di qualche centimetro, si porta, grazie all’indomabile servizio, sul 4 3. Qui Humbert fa seguire ad un ace un imperdonabile doppio fallo. Fortunatamente per lui, il punto successivo si gioca su una seconda e, iniziato lo scambio, con un gran dritto inside out riesce a riportarsi sul 5 pari. Arrivato al match point sul servizio dell’avversario grazie ad un ottimo scambio da fondo, Berrettini trova sotto pressione un buonissimo passante di rovescio, che viene però vanificato dalla mano educata del francese, che, consapevole delle insicurezze di Matteo da quella parte, ripropone nel punto successivo lo stesso schema: Berrettini non crolla e trova ancora il passante, Humbert respinge al volo obbligandolo a giocarne ancora un’altro, con la speranza che i suoi limiti lo facciano soccombere, ma la determinazione del n7 al mondo è più forte di ogni lacuna tecnica e con un terzo passante riesce a raggiungere il match point sul suo servizio. L’opera si chiude con il suo principale leitmotif: l’ace (il diciottesimo).

-Per Berrettini questa partita ha dato dei segnali molto incoraggianti e dimostra ancora una volta la sua capacità di ritrovare molto velocemente il ritmo partita dopo un infortunio. Humbert è un giocatore che vedremo tra non molti anni lottare per la top 10, e riuscire a domarlo con questa sicurezza pur non avendo molte partite alle spalle è indicativo della caratura di questo giocatore, che nei momenti decisivi dimostra ogni volta di essere un vero e proprio campione.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Sono nato a Saronno il 16 Agosto 2001 (a poche ore di distanza da Jannik Sinner), ma vivo a Varedo, un' oasi di tranquillità e vecchiume nella provincia brianzola. Ho speso gran parte del mio tempo in dritti, rovesci e articoli sul tennis, il resto l'ho sperperato.

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