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, 3 Gennaio 2022

Considerazioni sparse sulla querelle Lukaku-Chelsea


Da autoproclamarsi The King a fare i capricci in pubblico il passo è stato breve. I mal di pancia di Lukaku stonano con le ultime due stagioni straordinarie e soprattutto con i 115 milioni cash sborsati per le sue prestazioni: ma se davvero riuscisse a produrle solo nel nostro campionato?


- Ha fatto scalpore l’intervista di Romelu Lukaku di qualche giorno fa, quando il belga ha affermato di non essere felice a Londra quanto lo era a Milano, e sostanzialmente ha fatto capire di volersene andare, scusandosi peraltro con i tifosi dell’Inter per quella che lui stesso ha definito “fuga”. Ora, al netto di aver fatto invece la felicità dei giornalisti e di qualche nostalgico nerazzurro, suonano davvero parole strampalate: a che pro il bomber del Chelsea ha rilasciato tali dichiarazioni? Davvero vuole andarsene dopo pochi mesi? Davvero è così ignaro delle leggi dello sport professionistico da metter a nudo i suoi mal di pancia senza essersi prima confrontato con il club? Davvero dopo dichiarazioni così forti pensava tutto si potesse concludere a tarallucci e vino?;

- Big Rom era arrivato alla corte Blues in pompa magna: 115 milioni cash quelli sborsati da Abramovich, a costituire la settima operazione di mercato più costosa della storia. I suoi numeri finora non rispecchiano tutta questa hype: 5 gol in 13 gare di Premier (più 2 in Champions), una media ben inferiore a quella a cui aveva abituato in nerazzurro, ma soprattutto la sensazione di non essere pienamente integrato negli schemi di Tuchel. Però attenzione: i numeri di Lukaku in Premier oggi stanno confermando i numeri di Lukaku in Premier nelle precedenti esperienze, e questo è ciò che deve far pensare maggiormente: in Serie A il gigante belga segnava ogni 120', in Premier ed in Champions ogni 170', e c'è una bella differenza. D’altro canto, Mourinho fu il primo ad affermare sornione che Lukaku segna tantissimo con la sua nazionale, ma quei numeri sono viziati dalla caratura degli avversari: e se lo Special One ci avesse visto lungo?;

- Lukaku non è nuovo a scontri con i tecnici: Solskjaer disse addirittura che è meglio “aver un buco in rosa rispetto ad avere un giocatore come lui”, e Mourinho lo definì senza mezzi termini “un bambinone bisognoso d’affetto”, salvo poi riconoscerne la crescita nel nostro campionato. Quell’affetto lo aveva trovato da Conte, che lo aveva messo al centro della sua Inter, in cui aveva fatto registrare numeri francamente incredibili e decisivi per le fortune nerazzurre (in Italia, perché in Europa comunque non fece mai la differenza davvero). La domanda chiave, legata alla considerazione precedente è: Big Rom ha reso di più perché all’Inter ha trovato la sua comfort zone perfetta o perché semplicemente il livello della Serie A è decisamente più basso di quello della Premier? Segna solo se trova l'ambiente ideale intorno a lui o segna solo in competizioni di livello inferiore al campionato inglese? In ognuno dei due casi, non ne viene fuori un bel ritratto del bomber belga: render al meglio nella Lega di minor lignaggio tra quelle disputate o solo in zone di comfort non è esattamente un plus per quello che è stato pagato come uno dei top player mondiali;

- Chi ne esce meglio, in questo momento, è Tuchel: l’allenatore tedesco si è trovato tra le mani una patata bollente da un giorno all’altro ed è riuscito non solo a tenerla tra le mani, ma anche ad impiattarla da chef stellato. Vediamo tutti i giorni tecnici far finta di niente di fronte alle bizze dei loro campioni, rifugiarsi in comunicati societari o in banalità da conferenza stampa, uscendone di fatto ridimensionati: il tecnico del Chelsea ha invece ammesso chiaramente di esser infastidito, ma non ne ha fatto la chiave della sua esclusione sorprendente dalla lista dei convocati per la sfida col Liverpool. Tuchel ha detto chiaramente che il problema non era personale, ma che di sicuro quelle dichiarazioni non portavano serenità alla squadra prima di una gara così importante: in un colpo solo ha ribadito che la squadra viene prima di ogni singolo, che le decisioni spettano a lui e che non ha paura di prenderle, neanche alla vigilia di un match clou. Come se non bastasse, ha anche aggiunto che è pronto a tendere la mano a Lukaku per un chiarimento: se ci fosse un Oscar per la gestione del gruppo di fronte ai mal di pancia di un singolo, il tecnico di Krunbach avrebbe già la statuetta in mano;

- Che ne sarà di Big Rom? Certo, era impossibile non si scatenassero ipotesi per la cessione, a Giugno od ora: le più suggestive indicano il Tottenham del suo mentore Conte (dove Kane sembra destinato a partire), il ritorno a Milano (dove Dzeko potrebbe esser semplicemente la sua riserva per età e caratteristiche). I contro esistono, e sono nella rivalità cittadina tra Blues e Spurs (che pur non essendo un impedimento non agevolerebbero di certo) e nelle condizioni economiche dell’Inter (con Marotta che ha già lasciato intendere l’impossibilità dell’operazione): in più, come potrebbe rientrare Abramovich da un esborso di 115 milioni, per di più dopo una stagione in chiaroscuro? La sensazione è che Lukaku, almeno al momento, non si muoverà dal Chelsea: la perfetta gestione Tuchel è servita di sicuro a rimetterlo al suo posto, vediamo se servirà anche a portarlo ai livelli per cui è stato acquistato (ma che Oltremanica non ha mai dimostrato).

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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