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, 2 Gennaio 2022

Considerazioni sparse post Chelsea-Liverpool (2-2)


A Stamford Bridge si inscena una delle partite più spettacolari della stagione. Chelsea e Liverpool si spartiscono la posta in palio e a festeggiare è il City.


- Incipit: in casa Chelsea il periodo è rovente, tutto il mondo parla di Lukaku e delle sue dichiarazioni destabilizzanti per l'ambiente di Cobham. Cosa fa Tuchel? Lo lascia in tribuna, nonostante un investimento di oltre 100 milioni. Sponda Liverpool il Covid colpisce Klopp alla vigilia e a poche ore dal kick-off le sospette positività di Alisson, Firmino e Matip. Ma nonostante le turbolenze del prepartita, a Stamford Bridge va in onda una sfida spettacolare, florida di reti e una cornucopia di velocità, occasioni, calcio veloce e ricco di pathos. A gioire a fine incontro è però il City, che da spettatore interessato guadagna due punti sulle principali inseguitrici e oggi è in vetta a +10, mettendo un bel cuscinetto di distanza sulle rivali;

- La prima metà dell'incontro si colora di tinte tipiche della Premier League, dense di ritmi alti, intensità tambureggiante e cambi di fronte repentini. I Reds scavano un doppio vantaggio nel primo quarto di gara che potrebbe rappresentare un solco insormontabile per i padroni di casa. Più che altro perché Mané e Salah appaiono imprendibili per il Chelsea (Chalobah colpevole sulla rete incassata dal senegalese), con Momo che disegna uno slalom delizioso e ammutolisce l'ex stadio dove non ha lasciato bei ricordi;

- Già si pensava ai titoloni contro Tuchel: "Lasci fuori Lukaku e il karma ti ripaga". Invece no. I Blues, in maniera estemporanea, riaccendono le luci con una magia balistica di Kovacic. Il croato, sbocciato definitivamente sotto la conduzione di Tuchel, al volo incastona una gemma. Stamford Bridge è una santabarbara e al tramonto del primo tempo i londinesi pareggiano con Pulisic in contropiede;

- Anche nella ripresa l'agonismo è ai massimi livelli e salgono in cattedra i portieri Mendy e Kelleher. Però le giocate tecniche di spessore col passare dei minuti tendono a scemare, ricordando che per le squadre della Premier si tratta della terza gara in fila da Santo Stefano, eppure non ce ne siamo accorti per 75 minuti. L'epilogo recita 2-2 e il risultato è giusto. Sugli scudi Kovacic, centrocampista che sa fare tutto, e sul versante Liverpool ci ha impressionati Tsimiskas, alter ego di Robertson e che non ha fatto rimpiangere il titolare;

- Adesso la truppa di Klopp si addentra in un periodo arduo, perché Salah e Mané andranno in coppa d'Africa. Sarà dura riavvicinarsi alla corazzata di Guardiola. Il Chelsea ultimamente ha perso qualche gettone di troppo e deve sistemare la "bega Lukaku". Forse il treno per il primo posto è sfuggito, ma durante la primavera occhio ai Blues in Champions League. In coda sottolineiamo come il fascino della Premier sia inarrivabile rispetto alla Serie A. Stadi pieni, gioco mai interrotto e sul campo interpreti tra i migliori al mondo.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male.
    Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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