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4 min

- di Andrea Ebana

La Flop 5 degli allenatori del 2021


Chi sono gli allenatori flop dell’anno solare che sta finendo?


Per gli allenatori vale ancor di più il solito "uno su mille ce la fa": a fronte delle molte panchine, pochissimi vincono e tutti gli altri perdono. Ma ci sono alcune cadute che, secondo noi, hanno fatto più rumore di altre in questo 2021 che sta per terminare. Ecco i 5 flop più roboanti dell'anno solare in ordine puramente casuale.

5) Zinedine Zidane

Il suo ritorno alla casa blanca è un amarcord decisamente malriuscito. Nel momento del bisogno, Florentino Perez ha provato a ricostruire quella magia che aveva consentito a Zizou di vincere addirittura 11 trofei alla guida del Real Madrid (3 Champions, 2 Mondiali per club, 2 Supercoppe Europee, 2 Liga, 2 Supercoppe di Spagna). La realtà ha detto decisamente altro: i blancos hanno fallito miseramente tutti gli obiettivi per cui Zidane era stato richiamato: in campionato hanno dovuto cedere il passo ai rivali cittadini dell’Atletico, ed in Europa la loro corsa si è interrotta alle semifinali di Champions, sconfitti dal Chelsea poi campione. Il 2021 di Zizou è stato decisamente un anno da dimenticare, ma c’è chi lo vede già alla guida della sua nazionale, pronto al riscatto.

4) Andrea Pirlo

L’hype ed il palmarès del club, per l’arrivo in panchina del Maestro erano decisamente troppo alti, e questo bisogna dirlo da subito, a scanso di equivoci. Le attenuanti non mancano: la scelta di Agnelli è stata tardiva e curiosa, perchè affidare ad agosto inoltrato una squadra che detiene 9 titoli consecutivi ad un esordiente assoluto non è una scommessa, ma una botta di incoscienza. Secondo poi, Pirlo non ha fatto neanche così male, per essere uno che non aveva manco mai posato un cinesino a terra da allenatore: ha vinto una Coppa Italia ed una Supercoppa e qualificato la squadra alla Champions League, roba che ad alcuni colleghi non riesce in una carriera intera.

Ma qui torniamo dritti al discorso dell’hype: la sensazione è che gli sia stata consegnata un’auto bellissima ma vecchiotta, non perfettamente funzionante, senza spiegargli bene come fare a guidarla. Ed infatti, in campionato ed in Champions, è andato fuori strada. Cosa ha sbagliato? Tanto, ed anche se tanti errori non sono dipesi da lui, resta un peccato originale di Ubris, il pensare che bastasse esser stato un campione con la palla tra i piedi per guidare quell’auto.

3) Gennaro Gattuso

Un altro ex campione del mondo passato alla panchina, che nel 2021 non ha ottenuto i risultati sperati. Gattuso a Napoli desiderava in ogni modo di togliersi l’etichetta di Ringhio e dimostrare che la sua figura non era solo associabile al temperamento ed alla caratterialità, ma proprio sul più bello sono proprio questi i lati su cui è ricascato. Se Gattuso voleva sganciarsi dalla componente emotiva, non ci è riuscito affatto: troppe le uscite destabilizzanti, dalla non convocazione di atleti spiegata a mezzo stampa alla fretta di mostrare la sua (presunta) purezza davanti ai microfoni ad ogni costo, ma soprattutto il troppo frequente ricorso alla richiesta di caratteristiche caratteriali più che tecniche a spiegare risultati deludenti.

Non tutto è spiegabile con il “veleno”, il Napoli ha fallito perché non aveva un gioco sufficiente a centrare i suoi obiettivi, pur su una rosa competitiva. Se i partenopei non eran pronti per lo scudetto (anche se l’anno di caduta bianconera poteva costituire una bella occasione) almeno sicuramente avevan le carte in regola per centrare la qualificazione in Champions e produrre buoni risultati in Europa League: entrambi gli obiettivi non sono stati raggiunti, e vien difficile non indicare in Rino il primo responsabile. Dopo Napoli, la telenovela per la panchina della Fiorentina e del Tottenham non hanno sicuramente contribuito ad un “good washing” della sua immagine: per il suo 2022, la sensazione è che le sfide che lo attendono non saranno della stessa caratura.

2) Mauricio Pochettino

Arrivato sotto la Tour Eiffel sostituendo Tuchel, nell’ottica di ottenere migliori risultati in Champions League, si è trovato di fronte alla beffa più grande: non solo non ha vinto la Champions, ma è stato costretto a vederla alzare proprio dal collega che aveva sostituito. Non solo, il suo PSG non è riuscito nemmeno a trionfare in patria, dove incredibilmente è stato superato dal Lille: è insomma riuscito a far ricredere tutti coloro che pensavano che la Ligue 1 fosse un campionato noioso dominato dalle star della squadra di Al Khelaifi, impresa ai limiti dell’impossibile.

La vittoria della Coppa di Francia resta una magrissima consolazione che però non può escluderlo dalla Flop 5: ora i suoi pensieri saranno nel far ruotare correttamente una costellazione a cui si sono aggiunti anche Messi e Sergio Ramos, che francamente non fanno che metterlo ulteriormente spalle al muro alla ricerca delle vittorie per lo sceicco;

1) Didier Deschamps

Il suo 2021 è un annus horribilis, solo e soltanto per via dell’incredibile eliminazione della nazionale francese all’Europeo. I galletti arrivavano con tutti i favori del pronostico: la nazionale transalpina era una vera e propria fuoriserie, che poteva contare sulla classe di Mbappè, Griezmann, Pogba, Varane, Pavard, Giroud, Dembelè, oltre al clamoroso ritorno di Karim Benzema. Una collezione di campioni che Deschamps non è riuscito a far funzionare come squadra, e questa è forse la responsabilità maggiore per un allenatore: la Francia ha vinto senza convincere nel girone, ma è poi stata clamorosamente eliminata ai rigori dalla Svizzera, con l’errore dal dischetto di Mbappè come simbolo di una disfatta collettiva. Monsieur Didì in realtà è al primo vero fallimento da tecnico, dopo i brillanti risultati ottenuti con OM, Juve e proprio con la nazionale francese, con cui si laureò campione del mondo: avrà occasione di rifarsi, chissà se ancora da CT dei Bleus…

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Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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