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Talenti MMA italiane
, 27 Dicembre 2021

Tre talenti delle MMA italiane per il 2022


Alla scoperta dei fighter italiani più promettenti in questo momento, e che potrebbero esplodere nei prossimi mesi.


Il 2021 è stato l’anno che ha visto per la prima volta un fighter italiano, Marvin Vettori, combattere con in palio il titolo del mondo dell'Ultimate Fighting Championship (conosciuta con la sigla UFC), l’organizzazione di MMA più importante in assoluto. Nonostante la sconfitta di Vettori si è trattato di un momento storico e di un traguardo insperato per una pratica sportiva ancora di nicchia in Italia che però, nonostante la pandemia e le difficoltà (che a volte diventano ambiguità) tra cui si deve barcamenare uno sport non riconosciuto dal CONI, sta comunque ripartendo dopo lo stop imposto dall'emergenza sanitaria.

Gli atleti italiani infatti sono tornati a popolare le card (cioè i palinsesti) degli eventi di MMA in Europa e non solo (il prossimo passo sarà migliorare la percentuale di vittorie), e le promotion nostrane hanno ripreso a organizzare gli appuntamenti locali o nazionali (con qualche perplessità su alcuni dei matchup proposti) che permettono ai fighter di consolidarsi prima di alzare l’asticella competitiva, confrontandosi con i migliori all'estero.

Fuori dalle major promotion (ovvero UFC, Bellator MMA che è considerata la seconda organizzazione al mondo, e l’asiatica One Championship) combattono tre fighter italiani che si sono distinti particolarmente per talento e solidità. Vi consiglio di tenerli d’occhio nel 2022, anno in cui dovranno confermarsi per progredire nelle loro carriere. E hanno tutti i mezzi per farlo.

#1 Dylan Hazan

Score: 7-0

Categoria: Flyweight (57 chili)

Età: 27 anni

Team: Aurora MMA (Roma)

Credits: Fabio Barbieri.

La prima promessa delle MMA italiane è Dylan Hazan (7-0), reduce dalla settima vittoria in altrettanti incontri in carriera, la seconda ottenuta in Cage Warriors, organizzazione britannica considerata l’anticamera europea di UFC. Il fighter originario di Bari, ma che tre anni fa si è trasferito a Roma per allenarsi all’Aurora MMA, team d’eccellenza, a ottobre ha sconfitto ai punti lo scozzese Scott Malone (9-4 prima di affrontare Hazan), che si è presentato al match con tre vittorie consecutive.

Dopo un primo round cominciato in salita (c'è stato un momento in cui Malone stava per sottomettere Hazan con una leva al braccio, ma l'atleta italiano ha resistito storicamente fino a liberarsi per poi dichiarare che, anche se a Malone fosse riuscita la leva, lui si sarebbe fatto spezzare il braccio piuttosto che scegliere la resa) e nonostante la stazza dell’avversario, Hazan è riuscito a invertire la tendenza ricorrendo alla sua specialità, il wrestling.

Una disciplina in cui vanta un background di altissimo livello, dato che ha praticato lotta libera per otto anni e lotta greco romana per altri due e si è laureato campione italiano in entrambe, oltre ad aver partecipato ad europei e mondiali. Se si considera che solitamente il wrestling non è in cima alle qualità tecniche dei fighter italiani (anzi), Hazan appare subito come un atleta unico nel suo genere.

Un prospect che sta quindi confermando le qualità che lo caratterizzano anche oltre i confini nazionali, e ciò che lo rende ulteriormente interessante sono le sue potenzialità, essendo ancora un atleta giovane e in fase di formazione. Nella transizione alle MMA ha guadagnato un Ground and Pound micidiale (quella tecnica tipica delle arti marziali miste in cui un fighter monta sopra un avversario a terra e lo colpisce con pugni e/o gomitate), che spesso, quando si abbatte sulla controparte in gabbia, porta a una rapida conclusione dell’incontro.

Dal punto di vista dello striking ha ancora ampi margini di miglioramento, che potrebbero renderlo un combattente davvero ostico da affrontare, e anche più spettacolare, qualità che giova sempre ad un fighter. Ma bisogna pur sempre considerare che Hazan è passato alle MMA solamente nel 2018, per cui ha il tempo dalla sua parte, tenendo presente la già consolidata base di partenza.

Oggi l'atleta barese potrebbe essere a due o tre match (se vinti convincendo) dalla title shot in Cage Warriors. Un obiettivo che sembra alla portata di Hazan, in cima alla lista dei combattenti più promettenti del nostro Paese, che tornerà in azione a marzo 2022 dopo la recente firma di un contratto multimatch proprio con la promotion britannica.

Intanto lui nel poco tempo libero dagli allenamenti studia l’inglese, per farsi trovare pronto quando dovrà calcare palcoscenici di primissimo piano.

#2 Wisem Hammami

Score: 6-0

Categoria: Welterweight (77 chili)

Età: 24 anni

Team: Hammer Team (Terracina), Aurora MMA (Roma)

Credits: Andrea Calistri

Figlioccio sportivo di Mauro Cerilli, ex campione dei pesi massimi in Cage Warriors e attuale esponente del roster di One Championship, l’italo-tunisino Wisem Hammami (6-0) ha disputato il suo ultimo incontro nella promotion mediorientale UAE Warriors (che viene trasmessa dal servizio di streaming di UFC), aggiudicandoselo per decisione unanime ai danni di un avversario più esperto (Omar Hussein, con record 8-2 prima di combattere contro Hammami). Si è trattato del suo esordio all'estero, dopo aver affrontato in Italia il giusto mix tra atleti insidiosi e con un maggior trascorso in gabbia, e fighter più giovani e promettenti, sconfiggendo tutti al primo round.

Hammami vanta una fisicità notevole per essere un welter (il suo peso forma si aggira sugli 85-88 chilogrammi, quindi per combattere taglia intorno ai dieci chili), e un buon allungo. È un fighter moderno, perciò completo, dotato di un ottimo wrestling (viene dalla lotta) ma con anche una solida impostazione da kickboxer. Nell’ultimo match ad esempio ha fatto ampio ricorso allo striking (con un massiccio utilizzo di low kick), sfoggiato con precisione come arma di sbarramento per imporre la propria distanza, per poi chiudere la contesa a terra. Quando ha subìto un high kick nell'unica azione degna di nota di Hussein al primo round, Hammami non si è scomposto, schivando i tentativi successivi dell'avversario e continuando con la sua, efficace strategia.

Con il passare dei round il fighter di Terracina si è fatto più aggressivo e pressante, ma senza perdere lucidità, e anche quando è stato costretto al suolo da Hussein si è rialzato agevolmente. Un battesimo internazionale che ha confermato le capacità di Hammami, apparso sempre in controllo della sfida contro un fighter che aveva il doppio dei suoi incontri (e vantava 3 vittorie su 4 match disputati in UAE Warriors).

 
 
 
 
 
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Hammami insieme a Mauro Cerilli dopo la vittoria in UAE Warriors.

Quando l’ho intervistato dopo la sua ultima vittoria in Italia, mi aveva spiegato: «Sono preparato sotto tutti gli aspetti. Non lascio nulla al caso, mi alleno su ogni componente di questa disciplina così complessa. Ho una mentalità aperta e in continua evoluzione, studio sempre, anche quando non mi alleno. Accetto consigli da tutti perché si può imparare da chiunque, anche dall’ultimo arrivato». Una forma mentis che denota una certa maturità, presupposto fondamentale per l'evoluzione di qualsiasi fighter in uno sport duro e dall'alta componente psicologica.

Hammami tornerà in azione venerdì 14 gennaio nuovamente in UAE Warriors, contro l'imbattuto angolano Shido Soto (5-0), cintura nera di Brazilian Jiu-Jitsu. Una sfida impegnativa ma all'altezza di un atleta ambizioso, molto dotato, con le idee chiare sul suo futuro. E considerando che i fighter di MMA raggiungono il picco della forma intorno ai 30 anni, quella attuale potrebbe essere solo una prima versione di Hammami.

#3 Michele Baiano

Score: 6-0

Categoria: Featherweight (66 chili)

Età: 23 anni

Team: Dog Eat Dog (Firenze), El Niño Training Center (San Francisco)

Credits: Italian MMA

Un altro fighter promettente è Michele Baiano, italiano con origini etiopi, che si allena tra Firenze e San Francisco, dove ha trascorso i tre anni prededenti allo scoppio della pandemia a El Niño Training Center, team fondato dall’ex fighter UFC Gilbert Melendez e frequentato, tra gli altri, dalla star del fighting Nate Diaz.

Baiano ha iniziato con la boxe per poi passare al Brazilian Jiu-Jitsu e non ha mai nascosto una passione per la Muay Thai, a dimostrazione di un altro atleta di nuova generazione dal background variegato. In gabbia cerca colpi imprevedibili e spettacolari, specialmente con i calci (sferra spesso high kick), ha uno striking incisivo ma anche grandi capacità nella lotta, di cui ha partecipato a diverse competizioni.

Si muove bene nell'ottagono, sfruttando questa sua abilità in favore di una difesa elusiva, che gli permette di schivare gli attacchi dell'avversario per poi rientrare andando a bersaglio, oppure di colpirlo mentre lui stesso arretra. Caratteristiche che gli consentono di gestire fighter piuttosto pressanti o votati all'attacco.

Infine Baiano ha dimostrato di avere nel suo bagaglio tecnico un timing invidiabile e un preciso controllo della distanza, e di essere a suo agio nelle fasi del combattimento in cui si ritrova a parete, contenendo con successo i tentativi di takedown degli avversari.

In passato si è assicurato i titoli delle promotion italiane Slam FC, The Golden Cage e Colosseum, mentre un paio di settimane fa ha sconfitto il tedesco Bakhtiyar Adbulaev (che vantava uno score di 8 vittorie e nessuna sconfitta) per TKO al quarto round in un evento firmato Slam FC. A questo punto sarebbe interessante vederlo alla prova oltre i confini nazionali.

In un video del 2017, dopo aver vinto al suo esordio da dilettante, lo si sente dire al pubblico di un palazzetto di San Francisco, con il microfono in mano: «Ciao a tutti, sono Micky. Rappresento l’Italia, lavoro duro tutti i giorni per inseguire il mio sogno, che nel mio Paese non potrò mai realizzare, è per questo che sono qui. Seguitemi, perché insieme conquisteremo il mondo». Un ragazzo intraprendente disposto a sacrificarsi per crescere come atleta è sicuramente sulla strada giusta per raggiungere obiettivi sempre più importanti.

Bonus

Una menzione a parte la merita Francesco Nuzzi (9-1), fighter 25enne appartenente alla categoria dei Bantamweight (i pesi gallo, a 61 chilogrammi) in forza al team Wolf Temple di Altamura e che ultimamente si è allenato alla Syndicate MMA di Las Vegas. Nel 2018 Nuzzi ha avuto un'ascesa esplosiva in cui ha sbaragliato la concorrenza in Italia, poi ha battuto con un TKO spettacolare un duro fighter georgiano e infine ha vinto all'esordio in Brave CF (la promotion che ha cresciuto Khamzat Chimaev) contro il pericoloso Sopaj.

Ma negli ultimi tre anni Nuzzi ha combattuto solo in due occasioni, motivo per cui il suo nome è diventato poco attuale ed è difficile collocarlo in questa "top 3", perciò gli ho riservato una posizione "bonus", perchè ignorarlo sarebbe ingiusto. L'augurio è quello di vederlo in azione più spesso in modo che possa imporsi e ritagliarsi lo spazio che gli spetta.

Il futuro delle MMA italiane è anche nelle mani (e nei pugni) di questi ragazzi, che ad oggi sembrano i più quotati per portare scompiglio nelle promotion estere, con l'obiettivo, un giorno, di entrare nel roster di UFC (e oltre a loro ci sono tanti altri talenti che stanno emergendo). Non perdeteli di vista, perchè il 2022 potrebbe essere l'anno della loro consacrazione, per la gioia degli appassionati di questo sport.

  • Nato a Milano il 09/06/1996, lavora in un’agenzia di comunicazione e sui social media. Ma soprattutto ha unito la passione per la scrittura a quella nata indossando il primo paio di guantoni da boxe, ed è così che ha trovato il suo posto nel mondo.

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