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3 min

- di Alessandro Ginelli

Considerazioni sparse post NBA Xmas Day 2021


Steph Curry sconfigge la sua personale “maledizione di Natale”. I Los Angeles Lakers invece trovano ancora carbone sotto l’albero.


- Una traduzione tipicamente italiana di un film uscito nel 2018 ha trasformato il titolo “The Christmas Chronicles” in “Qualcuno salvi il Natale”. Quest’anno l’NBA Christmas Day ha salvato il Natale di molti, bloccati in casa dalle positività o da quella dei contatti stretti. Per poterlo fare ha dovuto però prima pensare a salvare sè stesso, perdendo sulla strada di avvicinamento alcuni grandi protagonisti (Durant, Doncic, Young, Irving), lottando per tenere le arene parzialmente aperte e scacciando il fantasma del rinvio che ha colpito altri grandi leghe americane. Il risultato finale è stato comunque godibilissimo e per questo va fatto l’ennesimo grandissimo applauso all’organizzazione NBA;

- L’applauso va proseguito anche per la lungimiranza dimostrata nella scelta degli accoppiamenti e nella scaletta delle partite. L’NBA rinuncia infatti alla classica rivincita delle Finals dell’anno precedente per puntare forte su due partite interne alle Conference che accompagnano in maniera eccellente le portate del cenone natalizio. Intensa e spigolosa come poche altre è la sfida a Est tra Milwaukee e Boston, estetica e piacevole quella a Ovest tra Phoenix e Golden State. Peccato per le troppe assenze tra Nets e Lakers, una partita che avrebbe meritato tutte le sue star;

- Dopo tante brutte prestazioni poco in linea con il suo talento Steph Curry riesce a liberarsi della sua personalissima maledizione natalizia ed è il miglior marcatore nella vittoria dei suoi Warriors sul campo dei Suns. La cosa più affascinante della serata è constatare una volta di più che tipo di filosofia siano riusciti a costruire in questi anni a Golden State: un posto in cui il basket sembra venire imposto come una scienza infusa in chiunque indossi quella canotta e in cui il figlio di un giocatore può fungere da magazziniere nella più completa serenità (guardare il video del figlio di Draymond Green Junior per credere). A Phoenix stanno costruendo guardando parecchio anche a ciò che succede nella “Baia”. Fidatevi, la strategia pagherà dividenti;

- L’MVP della sera di Natale, però, è uno che a questo titolo negli ultimi anni ha fatto una certa abitudine: Giannis Antetokounmpo da Atene, Grecia. Tornato nel giorno di Natale da 10 giorni di assenza dopo essere entrato nel protocollo sanitario, Giannis domina fisicamente la partita contro i Celtics, chiude con 36 punti, 12 rimbalzi e quella meraviglia di stoppata che per noi è l’highlight della serata. Ripetersi nell’NBA è sempre molto difficile, ma con questo Giannis Milwaukee può continuare a sognare;

- I Los Angeles Lakers sotto l’albero trovano invece solamente carbone, un po’ come nel resto della stagione fin qui. Il Santa Claus che lo consegna è un po’ particolare e con il “vero” Babbo Natale condivide solamente lo stesso tipo di barba. James Harden chiude infatti in tripla doppia, dimostrando di non patire troppo l’assenza di due che sulla carta qualcosa conterebbero come Kevin Durant e Kyrie Irving, entrambi fermati dal Covid. LeBron James guardandosi indietro comincerà a chiedersi se la scelta di spendere gli ultimi anni della sua carriera ad altissimo livello con la maglia dei Lakers sia stata la scelta più giusta per le sue mani affamate di stringere un maggior numero di anelli. La sensazione è che quest’anno le speranze siano prossime allo zero.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

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