, 22 Dicembre 2021

Il pagellone di Juventus-Cagliari (2-0)


Sembra (strano a dirsi) che la Juventus adesso non possa fare a meno di Bernardeschi, il migliore. Irremovibile De Ligt, mentre il centrocampo ancora non trova una sua formula precisa. Nel Cagliari si salvano Joao Pedro e Bellanova, penalizzati dall’ultra-difensivismo di Mazzarri.


Juventus

Szczesny 6,5: l’abilità di un portiere sta soprattutto nel farsi trovare pronto nelle poche occasioni in cui viene chiamato in causa. Il polacco è attentissimo sul colpo di testa di Joao Pedro, in una delle amnesie che spesso capitano a metà ripresa ai bianconeri. In generale mai impegnato, ma utile nel giro palla.

Cuadrado 6,5: punto fermo sulla fascia destra, adesso pare essere il vero leader in campo. Non perde la calma e trova giocate importanti, come quella grazie alla quale Kean trova il palo nel primo tempo. In questo momento imprescindibile.

De Ligt 6,5: in questo momento Allegri non ne può fare a meno, vista l’imperforabilità della difesa bianconera. Prova sgroppate e sponde anche nella metà campo offensiva, dopo che Allegri aveva detto il prossimo passo dovesse essere quello del gol. Perderlo a fine stagione per la Juventus sarebbe un dramma, visto che in questo momento e per il futuro, l’olandese può essere uno dei 4-5 top del ruolo.

Bonucci 6: non trova grandi soluzioni con il lancio lungo, anche se con Arthur ha meno responsabilità nel giro palla. Poco impegnato fino a quando il Cagliari schiera solo Joao Pedro. Fa scintille con Pavoletti nel gioco aereo.

Alex Sandro 5: non è un caso che le due principali occasioni del Cagliari nella ripresa nascano dal suo lato. Inoltre non è quasi mai un fattore anche in fase offensiva. In questo momento, condizioni fisiche permettendo, Pellegrini gli è superiore. Il brasiliano sembra essere entrato in un tunnel da cui sembra difficile uscire.

Bentancur 5,5: tanta sostanza ma poco di più, e ciò che preoccupa è che non è neanche più una promessa. Non è incisivo attorno ai sedici metri, spesso in confusione quando ha compiti da regista. L’impressione è che adesso sembra essere il centrocampista che meno merita il ruolo da titolare.

Arthur 6: seconda da titolare consecutiva dopo la punizione inflitta per il ritardo. Molto della partenza dell’azione passa da lui, con il must dei due tocchi, anche se risulta un po’ timido quando c’è da giocare la giocata verticale che scombina la difesa avversaria. L’impressione è che risultando meno scolastico possa conquistarsi un ruolo da protagonista nella seconda parte di stagione, liberando Locatelli da compiti di regia e potendolo sfruttare in fase di inserimento, visto che è proprio in quel frangente che mancano i gol per la Juventus (dall’83’ Locatelli sv).

Rabiot 5,5: è un piccolo cavallo sempre al trotto che però non trova quasi mai la sgambata. Gli inserimenti non ci sono, la giocata dentro l’area di rigore manca. L’impressione è che largo a sinistra faccia grande grande fatica, mentre l’esperimento con un solo centrocampista al suo fianco sembrava aver portato dei risultati quantomeno sufficienti. (McKennie 6,5: altra storia rispetto al francese. Ci mette una caparbietà e una qualità nelle giocate per cui adesso sembra impossibile lasciarlo fuori: deve migliorare soltanto in alcune scelte lungo il perimetro. Lo statunitense è però il giusto completamento per il centrocampo di Allegri).

Bernardeschi 7: in questo momento è un altro giocatore e tutto il gioco offensivo sembra ruotare attorno a lui. In entrambe le fasi sembra motivato e lontano parente di quello visto la stagione scorsa. Dall’europeo in poi, la sua testa è cambiata. Trova il gol tanto cercato durante il match e che mancava da tantissimo tempo, e si permette il lusso di provare quella famosa giocata che altri allenatori non gli facevano provare (dall’89’ De Sciglio sv).

Morata 6: impiegato prima centrale e poi sulla sinistra, dove sembra trovarsi molto più a suo agio. Partendo da lontano, ben fuori dall’area di rigore, fa vedere il meglio di sé. Ma finché è costretto a giocare spalle alla porta fa fatica: importante che migliori presto anche in fase conclusiva. (dall’89’ Kaio Jorge sv).

Kean 6,5: trova il gol appena viene portato dentro l’area di rigore, e non è un caso visto che il classe 2000 la rete ce l’ha nel sangue. Prima la sfiora, e poi la trova con una deviazione da vero opportunista. Ma anche lui sembra essere nell’ultimo periodo uno di quei giocatori rinfrancati: anche impiegato largo può dare sfoggio di uno spirito di sacrificio mai visto finora, con dei recuperi in fase di non possesso che certamente fanno felice Allegri. (dal 72’ Kulusevski 6,5)

All.Allegri 6,5: pur senza giocatori come Chiesa, Dybala e Danilo sembra aver trovato una quadra, mettendo al centro una grande organizzazione difensiva (pur non affrontando corazzate, siamo a 2 gol subiti nelle ultime sette). Merito di una sua scelta tattica la prima rete di Kean. Molti giocatori come Arthur, Bernardeschi e Kean sembrano adesso più coinvolti in uno spirito di squadra che sembrava mancare. Adesso la zona Champions è più vicina, ma i due mesi cruciali per vedere quali possono essere le reali ambizioni dei bianconeri, saranno, come detto dal tecnico livornese, gennaio e febbraio.

Cagliari

Cragno 5,5: fino alla seconda rete della Juventus non si macchia di particolari errori, forse poteva essere più reattivo sulla conclusione del raddoppio di Bernardeschi.

Zappa 5,5: è grintoso e ordinato. Anche se dovrebbe trovare un equilibrio di rendimento anche all’interno della stessa partita. Suo è il cross per il pericoloso colpo di testa di Joao Pedro.

Ceppitelli 5,5: su Morata la sua prova non è tra le peggiori nei sardi. Gioca di mestiere ed è anche merito suo se miracolosamente la sua squadra riesce a rimanere in partita fino a pochi minuti dal termine. Fa sentire i tacchetti, gioca fisicamente, ma non è facile se la palla ce l’hanno sempre gli altri.

Carboni 5: da sardo sembra metterci perlomeno orgoglio e cattiveria, prendendo anche un cartellino giallo. Viene bruciato da Kulusevski in occasione del raddoppio, ma nonostante questo è uno dei maggiori prospetti su cui si può lavorare in questa complicata annata del Cagliari.

Lykogiannis 5,5: difficilmente lo si vede nella metà campo avversaria, quasi intimorito dalle scelte di Mazzarri che piazza due linee belle compatte. Molto timido, anche se dietro sbaglia poco su un Cuadrado che lo mette in difficoltà ma non straripa.

Bellanova 6: una delle poche note positive della serata. Il ragazzo ha grande gamba, è ordinato, anche attento in difesa. Dal suo cross parte quella che è la più grande occasione per i sardi, che Dalbert spreca malamente.

Grassi 5,5: sua è l’unica sortita nel primo tempo del Cagliari, anche se non pericolosa. Ha gamba e prova ad andare al contrasto finché il fiato glielo consente.

Deiola 5: nelle uscite da dietro fa abbastanza fatica, permettendo al centrocampo della Juventus di avere numerose opportunità nella stessa azione, e non consentendo un respiro a pieni polmoni alla sua retroguardia. Se il Cagliari vorrà salvarsi, dovrà contare su prestazioni diverse da parte di uno dei suoi giocatori migliori. (dal 71’ Oliva sv)

Dalbert 4,5: senza il suo imperdonabile errore, forse il Cagliari sarebbe potuto uscire dall’Allianz Stadium con un risultato diverso in una serata difficile. Il suo piattone che si spegne sul fondo a cinque metri dalla porta spalancata è l’esatta rappresentazione del momento del Cagliari (dall’84’ Keita).  

Gaston Pereiro 5,5: costretto a fare un lavoro diverso dal solito. Prova a limitare il possesso del centrocampo bianconero, non sempre riuscendoci. (dal 64’ Pavoletti 6: si sbatte, fa a gomitate con Bonucci, apre spazi per un Joao Pedro che fino a quel momento provava una grande solitudine tra Bonucci e De Ligt).

Joao Pedro 6: lasciato troppo da solo fino all’ingresso di Pavoletti, non può fare molto. Nonostante questo dimostra che può, quando vuole, trovare la porta in ogni modo possibile. La salvezza del Cagliari passa solo dai suoi gol.

All.Mazzarri 4,5: schiera uno degli undici più rinunciatari mai visti quest’anno. Non trova un risultato da tempo immemore, nonostante una Juve che a metà ripresa stende il tappeto rosso davanti a Szczesny. Il buon Walter sembra essere rimasto fermo nel tempo: con lui il Cagliari è una delle serie candidate alla retrocessione. Per trovare una scossa, i sardi dovrebbero ancora una volta cambiare guida tecnica, a meno di un ribaltamento dei principi del tecnico di San Vincenzo.

  • Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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