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, 22 Dicembre 2021

Considerazioni sparse post Verona-Fiorentina (1-1)


Dal Bentegodi di buono i viola raccolgono solo il punto, strappato contro un Verona brillante nonostante le molte assenze.


- Nel bislacco calendario di quest'ultima giornata di Serie A, va forse in scena il peggior avvio di gara della banda Italiano, perfino se messo a confronto con quello della trasferta di Venezia. La Fiorentina (senza Biraghi squalificato sostituito da Terzic, e con Igor e Venuti per Quarta e Odriozola) è incartata dalla pressione altissima della squadra di Tudor, le sue fasi di costruzione sono sterili, il suo possesso è impreciso e spesso si riduce a scambi tra difensori che poi lanciano cercando direttamente Vlahovic. Indicativo lo svantaggio dopo appena un quarto d'ora a firma di un Kevin Lasagna che non fa rimpiangere l'assente Barak, indicativo che la prima occasione di targa viola arriva solo alla mezz'ora, con Veloso che scivola due volte e Bonaventura che può arrivare al tiro ma viene murato. Per compensare, un minuto dopo scivola anche Igor, ma Simeone a porta vuota manda alto;

- Per la Fiorentina, alla difficoltà nell'uscita dal basso pulita si unisce quella sul come affrontare le rapide transizioni e i cambi lato del Verona, in teoria altra specialità della casa gigliata ma oggi privilegio degli scaligeri, data la latitanza delle catene laterali viola. La squadra di Tudor, che pur dopo il vantaggio abbassa via via i ritmi, è continuamente pericolosa in ripartenza, più rapida, più pimpante, più precisa. Di contro, il piano gara dei toscani è sconvolto, si è costretti a giocare non seguendo i concetti abituali, e il risultato è una squadra normale, che fatica a dar segni di vita nonostante in campo Vlahovic cerchi di mandar segnali ai compagni, tra una sportellata e qualche strappo tentato ma ben gestito dal terzetto inedito Tameze-Sutalo-Casale;

- Ai viola comunque non ne va bene una: quando Italiano decide di cambiare un abulico Sottil inserendo Saponara, è costretto subito dopo a fargli subentrare Callejon, poiché l'ex Empoli e Milan prende un pestone alla mano che si rivela più serio del previsto. Per il resto, anche Italiano sembra rallentato oggi, quasi stanco dopo la dispendiosa gara contro il Sassuolo, a partire dalle scelte iniziali proseguendo nelle letture della gara. L'ingresso all'intervallo di Castrovilli per Bonaventura acciaccato non sembra sul momento cambiare l'inerzia della partita, anche se Tanino, dopo un lungo digiuno di campo, pare voglioso di fare. E infatti;

- La Fiorentina non combina granché, tuttavia l'abbassamento di ritmi del Verona concede campo ai viola, seppur mai in maniera agevole. Ma perdere campo espone pericolosamente gli uomini di Tudor al gap tecnico rispetto ad alcuni degli avversari, e i gigliati pur forzando molte giocate possono ritrovare sprazzi di lucidità per ragionare. Castrovilli riesce a creare situazioni di superiorità, Duncan (fuori fase per un'ora di gioco) può accorciare il raggio delle sue verticalizzazioni verso Vlahovic, il calo della pressione offensiva del Verona permette a Terzic più sovrapposizioni. Al 79' Vlahovic accende la miccia sfuggendo a Tameze sulla verticale di Duncan, palla alta. Poco dopo arriva il pari: Duncan per Vlahovic che fa da perno, premiato l'arrivo di Terzic che crossa teso, Castrovilli sfugge a Ilic e insacca di tuffo;

- Se due minuti dopo il pari Duncan, a seguito di un break perfetto a centrocampo, va a sprecare malamente l'1-2 clamoroso, a tempo scaduto Simeone non riesce a ribadire in porta una respinta corta di Terracciano, facendo pari e patta anche in termini di occasioni nel finale. La prova dell'ex, nonostante un primo tempo di grande ritmo e un gran lavoro senza palla, è macchiata da due occasioni scolastiche fallite che a conti fatti costano una vittoria meritata. Nonostante il calo nella ripresa, il Verona in piena emergenza è stato dominante un tempo e ha comunque sempre ben contenuto la squadra toscana, apparsa stanca e (come in altre occasioni) non così insensibile alle turnazioni di Italiano. Milenkovic si è ritrovato a fare troppo spesso il lavoro per quattro, ma almeno Terzic ha salvato la prestazione con l'assist e un buon lavoro in avanti. Male a tratti malissimo tutti gli altri esterni, da Venuti a Sottil e perfino Gonzalez, compresi i subentri dalla panchina. Dall'altra parte, molto bene Caprari e Lasagna sulla trequarti e Faraoni e Lazovic sulle fasce, abili a sfruttare il campo lasciato incustodito. Veloso balla un po' troppo e Tudor pesca bene con Bessa nell'intervallo, Ilic tradisce solo nel finale.

(foto in copertina Giuseppe Cottini/Getty Images)

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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